Condividi

Condominio, riforma in arrivo: amministratore laureato, stop al contante e per i morosi pagano tutti. Cosa cambia

La nuova riforma condominio di Fratelli d’Italia rivoluziona la gestione degli edifici dopo 13 anni, con regole più stringenti su amministratori, pagamenti e sicurezza

Condominio, riforma in arrivo: amministratore laureato, stop al contante e per i morosi pagano tutti. Cosa cambia

Una nuova riforma del condominio è in arrivo: il disegno di legge AC 2692, presentato l’11 novembre dall’onorevole Elisabetta Gardini e altri dieci parlamentari di Fratelli d’Italia, è approdato alla Commissione II Giustizia della Camera dei Deputati. La proposta, articolata in 17 articoli, rappresenta la prima revisione significativa della normativa condominiale dopo 13 anni dall’ultima riforma. L’obiettivo dichiarato è rendere la gestione condominiale più trasparente, sicura e fiscalmente tracciabile.

Riforma condominio: laurea e requisiti obbligatori per gli amministratori

Tra le principali novità spicca l’obbligo per gli amministratori di possedere una laurea triennale o magistrale in materie economiche, giuridiche o tecnico-scientifiche. Non basterà più il diploma di scuola superiore, nemmeno per chi gestisce condomini come attività secondaria.

Chi è già iscritto ad albi o ordini professionali dell’area economica, giuridica o tecnica (periti, geometri, ragionieri) sarà esentato. Gli altri dovranno registrarsi su un registro nazionale presso il Mimit, pena sanzioni da 1.032 a 5.160 euro. Rimane obbligatorio il percorso formativo di 75 ore più 15 di aggiornamento annuale previsto dal decreto 140/2014.

Una nota positiva per gli amministratori è il rinnovo automatico dell’incarico all’assemblea annuale, a meno che i condomini non decidano diversamente, risolvendo il problema delle assemblee che non raggiungono la maggioranza richiesta.

Revisore contabile nei condomini più grandi e ruolo dell’autorità giudiziaria

Nei condomini con più di venti unità, sarà obbligatorio nominare un revisore contabile, incaricato di certificare la correttezza dei rendiconti e di redigere la situazione patrimoniale e lo stato di ripartizione dei costi, con evidenza dei conguagli. L’incarico durerà due anni e non sarà tacitamente rinnovabile.

Se l’assemblea non provvede alla nomina, questa potrà essere effettuata dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno dei condomini. Anche il revisore dovrà essere iscritto al registro Mimit. La misura mira a ridurre l’alto numero di contenziosi legati a rendiconti e riscossione dei contributi, che rappresentano circa il 35% del contenzioso civile in Italia.

Pagamenti tracciabili e detraibilità delle spese condominiali

La riforma vieta i pagamenti in contanti: tutte le somme relative al condominio dovranno essere versate tramite bonifico su conto corrente, bancario o postale, intestato al condominio. Inoltre, il ddl prevede la detraibilità fiscale delle spese condominiali ordinarie, come già avviene per le spese sanitarie, per incentivare i pagamenti regolari e garantire la massima trasparenza fiscale.

Creditori e morosità: nuove regole contro i condomini in ritardo

Una delle novità più discusse riguarda i creditori del condominio: potranno agire direttamente sul conto corrente condominiale, senza dover agire contro i singoli condòmini morosi. In caso di bilancio in rosso, i creditori potranno rivalersi anche sui condòmini in regola, che manterranno un diritto di regresso verso i morosi per quanto da loro pagato in più.

Per i condomini morosi, l’amministratore potrà richiedere decreti ingiuntivi solo dopo l’approvazione del rendiconto, che può avvenire entro 180 giorni dalla chiusura dell’anno contabile, allungando i tempi per il recupero crediti.

Condominio, sicurezza e lavori straordinari: cosa cambia

Le informazioni relative alla sicurezza delle parti comuni dovranno essere verificate e certificate da società specializzate. La riforma attribuisce all’amministratore concreti poteri di intervento per la messa a norma degli impianti comuni, correggendo la situazione attuale in cui può essere sottoposto a procedimenti penali anche senza avere poteri effettivi. Per la manutenzione straordinaria, il fondo spese dovrà essere costituito immediatamente, senza possibilità di richiedere pagamenti progressivi ai condomini.

Riforma condominio: critiche e impatto sui costi

L’Anammi, Associazione nazionale amministratori immobiliari, ha espresso preoccupazioni sull’impatto economico della riforma. L’obbligo di due figure professionali, amministratore e revisore, potrebbe aumentare significativamente i costi per i condomini. L’obbligo di laurea potrebbe far lievitare i compensi, soprattutto nella fase iniziale quando i professionisti laureati saranno pochi. Potenziali conflitti con geometri e ragionieri potrebbero limitare l’offerta di professionisti qualificati. Secondo l’associazione, queste misure rischiano di rendere più onerosa la gestione dei condomini senza fornire soluzioni concrete ai problemi di morosità e gestione.

Commenta