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Cinema, Rovazzi debutta con “Il Vegetale”

Con la regia di Gennaro Nunziante, è un genere di film tutto italiano, a metà strada tra la commedia e la denuncia sociale, tra la fotografia di un Paese corrotto, avvilito e deturpato contro quella di un Paese sano, morale, attento e solidale.

Cinema, Rovazzi debutta con “Il Vegetale”

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Questa settimana sono usciti tre film candidati alla recensione: L’ora più buia, Ella e John e Il VegetaleLa scelta è caduta su quest’ultimo e il risultato è positivo. Gli altri due avrebbero meritato certamente attenzione: il primo per l’attesa prova recitativa del suo interprete principale, Gary Oldman nei panni di Winston Churchill, il secondo perché diretto da Paolo Virzi, ottima firma della regia italiana, e perché di grande qualità i protagonisti, Helen Mirren e Donald Sutherland.  

Il Vegetale è un genere di film tutto italiano, a metà strada tra la commedia e la denuncia sociale, tra la fotografia di un Paese corrotto, avvilito e deturpato contro quella di un Paese sano, morale, attento e solidale. Fabio Rovazzi, il protagonista, decisamente propende per questa seconda versione ma non chiude gli occhi sulla prima. Merita attenzione un film che, pur non godendo di una macchina di promozione poderosa – talvolta ingiustificata rispetto alla qualità del prodotto offerto – come quella che accompagna i vari Verdone, Zalone o altri simili, è in grado di proporre un film comico quanto basta, leggero e attento al punto giusto, senza alcuna concessione a nessun tipo di volgare scimmiottamento della realtà quotidiana. 

Con la regia di Gennaro Nunziante, il film racconta la storia di un giovane laureato in Scienze della Comunicazione con un forte senso civico e di legalità alle prese con la ricerca di un posto di lavoro. Essere giovani, con una buona preparazione universitaria e alla ricerca di una identità professionale costituiscono tre elementi che, spesso, faticano a coniugarsi tra loro. Una laurea, seppure in ambiti prestigiosi e difficile da conseguire, oggi in Italia, non offre quasi alcuna garanzia di occupazione. Fabio raggiunge il titolo in una facoltà dove risulta essere particolarmente difficile individuare il corretto sbocco occupazionale. Ecco allora che inizia il suo personale calvario, come quello di migliaia di giovani che, pur di guadagnare qualcosa, sono costretti ad accettare lavori sottopagati, spesso in nero, e senza alcuna prospettiva di sviluppo. Lo stage, che in altri paesi rappresenta un passaggio formativo fondamentale, in questo caso significa raccogliere pomodori in compagnia di giovani emigranti sfruttati dal solito caporale. Alla fine però, questa favola comica finisce bene, con una sua piacevole morale, come piacerebbe pensare che possa accadere nella vita quotidiana. 

Il Vegetale scorre bene, ottimo il montaggio e discreta la fotografia. Credibili le situazioni e i personaggi (buono Luca Zingaretti). Insomma quanto basta per sperare che si possano affermare nuovi comici sulla scena cinematografica italiana. 

Come abbiamo scritto la volta scorsa, suggeriamo di rivedere un film “miliare” che, per l’argomento trattato, sarà al centro dell’attenzione nei prossimi giorni. Si tratta di Quarto potere di Orson Welles. Considerato da molti uno dei film più importanti della storia del cinema. Sono trascorsi oltre 70 anni dalla sua uscita ma è ancora di grande attualità e il tema del ruolo di quanto i grandi giornali quotidiani contribuiscono al dibattito politico e sociale sarà proposto da The Post, con la regia di Steven Spielberg e protagonisti Meryl Streep e Tom Hanks, in uscita il 1° febbraio.

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