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Case popolari agli immigrati poveri o ai pensionati da 600 euro al mese?

La situazione dei migranti rischia di arrivare anche in Italia al limite del collasso e pone un’alternativa drammatica ai Comuni nell’assegnazione delle case popolari: privilegiare gli immigrati più poveri o i pensionati da 600 euro al mese con figli disoccupati a carico? L’allarme del presidente dell’Anci, Piero Fassino

Case popolari agli immigrati poveri o ai pensionati da 600 euro al mese?

L’immigrazione è stata finora gestita bene dal Governo ma stanno venendo al pettine problemi drammatici perchè, soprattutto nelle delle grandi città, cresce l’insofferenza degli italiani rispetto agli immigrati e diventa sempre più difficile sostenere le liste uniche tra italiani e stranieri nell’assegnazione delle case popolari da parte dei Comuni.

L’allarme è stato lanciato dall’ex sindaco di Torino e presidente dell’Anci, Piero Fassino, che vede i rischi di tensioni crescenti che minacciano di scaricarsi soprattutto sul Pd e sul Governo.

Il problema delle case popolari è sempre più cruciale perchè si sta arrivando alla soglia sostenibile delle presenze degli immigrati. “Con l’aumento degli arrivi in Italia potrebbe accadere che gli unici ad ottenere un alloggio popolare saranno gli immigrati più poveri” ma – ha rilevato Fassino – “un pensionato con 600 euro al mese e un figlio disoccupato a carico avrebbe difficoltà a comprendere questa scelta” che finirebbe per penalizzarlo.

In una situazione di scarsità di risorse, conciliare la politica dell’accoglienza con il sostegno agli italiani più deboli non è facile e richiederà una riflessione non demagogica alle forze politiche.

 

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