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Carige: la Bce boccia il piano e il titolo va a picco

La Banca Centrale Europea esprime preoccupazione per le diatribe interne che hanno portato ben quattro uscite illustri in poche settimane e chiede a Carige di presentare un nuovo piano entro il 30 novembre – A Piazza Affari pioggia di vendite sul titolo

Carige: la Bce boccia il piano e il titolo va a picco

Una bocciatura sonora quella della Bce nei confronti di Banca Carige che complica ulteriormente la posizione di una banca già alle prese con un’infuocata battaglia interna che ha causato in poche settimane quattro uscite illustri: dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Tesauro e dei consiglieri Stefano Lunardi e Francesca Balzani, anche Vittorio Malacalza (primo socio di Carige con il 20% del capitale) ha deciso di abbandonare il cda e la carica di vice presidente.

Il 20 luglio un’altra tegola si è abbattuta su Banca Carige: la Banca Centrale Europea ha bocciato il piano di conservazione del capitale presentato un mese fa dall’istituto ligure. Una decisione che, inevitabilmente, oggi pesa sull’andamento del titolo: alle 10.30 le azioni viaggiano in profondo rosso (-5,8%) a 0,0081 euro.

L’analisi della Bce non lascia spazio ad equivoci. Secondo quanto scritto nella missiva inviata a Carige, nessuna delle misure di riduzione del rischi “è stata eseguita entro la tempistica iniziale e il Piano di conservazione del capitale aggiornato ne ha rinviato la prevista esecuzione di un trimestre”. Carige dice di aver nel semestre “dato inizio al percorso volto, da un lato, all’emissione di strumenti di capitale di classe 2 (bond subordinato) e dall’altro, alla cessione di asset non strategici.

L’Eurotower ha dunque avanzato due richieste. La prima prevede la presentazione, entro il 30 novembre, di un nuovo piano “approvato dal cda per ripristinare e assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali al più tardi entro il 31 dicembre. Tale piano dovrebbe valutare tutte le opzioni, inclusa un’aggregazione aziendale”. L’istituto fa sapere che “rispetterà ogni legittima tempistica indicata da Bce pur sottolineando che ovviamente sarà cura della Banca stessa presentare le proprie osservazioni sull’intero progetto di decisione”.

La seconda riguarda invece proprio le vicissitudini interne della banca: Dopo aver espresso preoccupazione per gli ultimi sviluppi della governance, la Bce ha chiesto a Carige di convocare un’assemblea degli azionisti per procedere alla nomina del nuovo presidente entro la fine di settembre. Francoforte chiede infatti una “leadership forte per superare le divergenze esistenti e far sì che il consiglio di amministrazione si allinei alle decisioni strategiche necessarie”. Carige dal canto suo ha confermato che il cda del 3 agosto convocherà l’assemblea in questione per il mese di settembre.

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