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Carige e Creval rallentano Piazza Affari, salgono Fca e lusso

Dopo dieci giorni di tensione, si stabilizza il listino di Milano mentre crescono le altre piazze europee – Anche il dollaro trova un assestamento – Il Tesoro chiude il collocamento del Btp Italia a 7,1 miliardi – Banche sotto esame dopo lo scossone del mancato aumento Carige – Si risollevano Astaldi e Trevi

Carige e Creval rallentano Piazza Affari, salgono Fca e lusso

Al decimo giorno, pur con qualche contrasto, Piazza Affari ritrova il segno più. L’indice Ftse Mib avanza in tarda mattinata dello 0,5% attorno a quota 22.300. Fanno meglio Parigi (+0,7%) e Francoforte (+0,6%). In piena ripresa Madrid (+1,5%). Fuori dall’eurozona, Londra +0,2%, Zurigo +0,2%.

Sul fronte macro, Istat comunica che a settembre il saldo della bilancia commerciale italiana ha registrato un avanzo di 3,990 miliardi di euro, a fronte di un surplus di 3,702 miliardi di euro (rivisto) nello stesso mese del 2016.



Finanziari, auto e tech sono tra i settori più brillanti in Europa. In evidenza la tlc francese Bouygues (+4,2%) dopo aver alzato il suo target di profittabilità aiutata da un robusto progresso dei profitti (+37%). Perde colpi invece la svedese Electrolux, che cede quasi il 3% nonostante abbia detto di vedere un mercato in crescita per i suoi prodotti nel 2018. Pesa il rallentamento delle forniture negli Usa.

Dopo cinque giorni filati di svalutazione, arrivano segnali di assestamento dal dollaro, penalizzato nei giorni scorsi dall’assenza di progressi della riforma fiscale. Il cambio euro dollaro, stamattina, è a 1,17.

Lieve rialzo per il petrolio, a 62,1 dollari al barile. Il greggio tipo Brent ha chiuso ieri in calo dello 0,6% a 61,9 dollari: quarta seduta filata di ribasso. 

Poco mosse Saipem (-0,1%) e Tenaris (+0,1%). Eni +0,14%. Cassa depositi e prestiti ha annunciato di aver ricevuto una lettera del Tesoro che formalizza la vendita di quote di Eni ed Enav, e la sta valutando. Per quanto riguarda Enav la quota interessata dalla vendita è del 50,37%. Il Tesoro controlla il 53,37% della società, che capitalizza poco più di 2,1 miliardi.

Il ritorno della propensione al rischio fa risalire i rendimenti dei titoli di Stato: Bund tedesco 0,39% da 0,36%. Il Tesoro ha collocato 3,35 miliardi di euro presso gli investitori istituzionali del nuovo Btp Italia novembre 2023, a fronte di richieste per 10,776 miliardi di euro, cui è stato applicato un riparto del 31,1%. Considerando i 3,757 miliardi di euro sottoscritti dagli investitori retail tra lunedì 13 e mercoledì 15, il titolo, indicizzato all‘inflazione italiana e dotato di una cedola reale minima garantita di 0,25%, è stato assegnato per complessivi 7,107 miliardi di euro.

Il settore bancario si sta risollevando a fine mattina dopo lo shock provocato dalla notizia che non è stato possibile costituire il consorzio di garanzia per l’aumento di capitale da 560 milioni. Una fonte conferma le indiscrezioni secondo cui i vertici di Carige sono in pressing su Unipol per convincerla a prendere parte all’aumento operazione.

L’indice dei bancari italiani è in rialzo dello 0,3%, contro uno Stoxx europeo a +0,7%. Nell’indice principale Bper Banca e Banco Bpm riducono la perdita a meno dell’1%. Le big Intesa (+0,3%) e Unicredit (+0,2%) sono positive. Mps -3,3%, Banco Bpm -0,6%, Bper Banca -1,1%. Sprofonda Creval (-8%), sul nuovo minimo storico anche la banca valtellinese, alle prese con un importante aumento di capitale. 

Tra i titoli più bersagliati nelle ultime sedute risorge (in parte) Astaldi (+7,3%). In ripresa anche Trevi (+7%).

Nel lusso prova a reagire Ferragamo (+1,1%, ieri -4%). Tod’s +1%: Stamattina Equita ha promosso il giudizio a Hold da Reduce, abbassando però il target a 54,50 euro da 56 euro. Di nuovo in ribasso Leonardo (-1,3%) ha annunciato un’offerta di riacquisto di alcune obbligazioni in scadenza nel 2039 e nel 2040. L’operazione farà risparmiare sugli oneri finanziari.

Avanza Fiat Chrysler (+2,2%). A ottobre le immatricolazioni di auto in Europa sono salite del 5,9% su anno. L’aumento del gruppo italo-americano è stato solo dell’1,5% a 76.292 veicoli con una quota di mercato scesa al 6,3%. Ma nei primi 10 mesi le vendite del gruppo sono cresciute del 7,6%, il doppio di quelle del mercato europeo. Banca Imi conferma add.

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