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Caos canone Rai: tutti i problemi da risolvere

Il canone Rai in bolletta rimane ancora in alto mare: il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto una bozza di decreto, ma il tempo stringe – L’Anagrafe Unica della Popolazione Residente rischia di non essere pronta per la scadenza di luglio, costringendo i Comuni agli straordinari – Assoelettrica denuncia: “Mancano i tempi per predisporre le novità”.

Caos canone Rai: tutti i problemi  da risolvere

Il canone Rai in bolletta deve ancora passare dalle parole ai fatti. L’attuazione pratica della novità annunciata dal Governo alcuni mesi fa, infatti, sembra ancora lontana da venire e rimangono molti i nodi fattuali da sciogliere prima che il nuovo canone Rai possa diventare effettivamente realtà.

Il decreto

Il primo nodo è quello del decreto del Mise, che dovrebbe regolare i rapporti con i fornitori di energia elettrica, e senza il quale il resto della macchina burocratica non può realmente avviarsi. Il decreto, nonostante alcuni ritardi di percorso, sembrerebbe essere in dirittura d’arrivo e ne è stata già predisposta una bozza. 

Dal ministero trapela sicurezza sul fatto che il decreto arriverà in tempo utile e che possa risolvere le maggiori criticità, come il rischio di duplicazione del canone, derivante dal fatto che il vecchio bollettino fosse intestato a un membro della famiglia diverso da quello che ha sottoscritto il contratto di fornitura elettrica e le possibili duplicazioni legate alle seconde case. Anche il cambio di fornitore, per lo Sviluppo, non dovrebbe creare problemi.

Nel decreto, inoltre, saranno chiariti diversi punti: non ci sarà il distacco della luce in caso di mancato pagamento del canone, e in caso di pagamenti parziali la priorità sarà data al saldo della quota dovuta per l’energia elettrica. La richiesta di sanzioni e interessi spetterà all’Agenzia delle Entrate, anche se i fornitori di elettricità avranno l’onere di inviare i solleciti. 

Un problema ancora attuale sembra essere quello relativo a chi ancora non ha la Tv, perché le modalità per l’autocertificazione non sono ancora state rese note. 

Anagrafe popolazione residente e Agenzia delle Entrate

Se sul fronte del decreto trapela un discreto ottimismo, un ostacolo molto serio, invece, è quello dell’Anagrafe Unica della Popolazione Residente, uno dei pilastri dell’organizzazione che dovrà portare al canone Rai in bolletta.

I comuni, infatti, dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle famiglie anagrafiche, dal momento che il canone è dovuto una sola volta in relazione a tutte le residenze e dimore della famiglia anagrafica, che è l’insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora occasionale nello stesso comune.

Il tutto, secondo i piani, sarebbe dovuto essere pronto per la prima rata del canone in bolletta, prevista per il mese di luglio, ma i tempi tecnici sembrano essere altri: i dati degli 8mila comuni italiani confluiranno nell’Anpr a fine 2016, se tutto va bene. In ogni caso, la migrazione dei dati nel nuovo database centralizzato avverrà solo nella seconda metà del 2016.

Un problema che rischia di mandare in tilt l’intero sistema di riscossione, provocando il rischio concreto, stavolta sì, di duplicazioni di richieste di pagamento, un problema che attiverebbe una ridda di contenziosi, trascinando l’intera operazione in un circolo vizioso dal quale sarebbe difficile uscire. Per evitare pasticci, saranno quindi i singoli comuni a dover fare gli straordinari, assumendo il ruolo di interfaccia con le Entrate. 

Assoelettrica

Un altro fronte problematico è quello che si è aperto con Assoelettrica, l’Associazione Nazionale delle Imprese Elettriche. Nelle scorse settimane il presidente dell’associazione Chicco Testa era stato molto esplicito nel denunciare “il rischio che si arrivi impreparati alla scadenza del prossimo 1° luglio”, visti i ritardi nei provvedimenti di Mise e Agenzia delle Entrate.

Un ritardo che non può non riverberarsi sulle imprese elettriche, che “devono predisporre i necessari sistemi informatici per emettere le nuove fatture modificate, bisogna incrociare le banche dati, occorre chiarire una lunga serie di problemi che ancora non sono stati sciolti, dalla questione dei ritardati pagamenti, alla morosità, dall’eventualità di un cambio di fornitore ai pagamenti parziali, dai reclami ai contratti non residenti”.

Del resto Assoelettrica era sempre stata molto scettica su un provvedimento che avrebbe, per le imprese elettriche, comportato solo oneri e non onori, sotto forma di denaro, perchè quello sarebbe stato destinato alla Rai. Infatti il tema dei rimborsi alle utility per i costi delle procedure sul canone in bolletta rimane aperto: “Bisognerà – ha dichiarato Testa – trovare una forma perché indubbiamente noi i costi ce li abbiamo”.
 
In ogni caso, dallo scorso ottobre, quando la novità è stata annunciata dal Governo, ad oggi il processo che avrebbe dovuto portare al canone Rai in bolletta è avanzato più lentamente del previsto, e il rischio di arrivare alla scadenza di luglio con ancora molti da sciogliere per il suo funzionamento, appare sempre più concreto.

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