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Brics, si apre la fase dello sviluppo con il summit di Nuova Delhi

Alla vigilia del quarto summit si rumoreggia sulla Brics Bank – L’idea è dell’India che vorrebbe creare una banca interstatale per incentivare lo sviluppo di infrastrutture nei paesi emergenti e per combattere la povertà nei Paesi del Sud del mondo – Ma la Russia frena: “Il progetto non è ancora chiaro”.

Brics, si apre la fase dello sviluppo con il summit di Nuova Delhi

Se il mondo occidentale è concentrato sulla crisi della zona euro, i cinque leader dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) si preparano al quarto summit che inizierà giovedì a Nuova Delhi. Obiettivo dell’incontro è trovare nuove vie per aumentare la cooperazione e misure collettive per incentivare lo sviluppo dei 5 mattoncini. Ma le questioni all’ordine del giorno sono molte e spaziano dalla lotta al terrorismo alle sfide del riscaldamento globale, alla sicurezza energetica e alimentare.

La novità che ha attirato maggiormente l’attenzione è l’idea, lanciata dall’India, di costituire una Brics Bank per lo sviluppo dei Paesi emergenti che utilizzerebbe le varie monete nazionali come riferimento per il tasso di cambio. Uno smacco alla Banca Mondiale? Piuttosto sembra un sincero desiderio di affacciarsi sulla scena della finanza internazionale e assumere una posizione più importante. D’altronde i Brics insieme contano il 41% della popolazione mondiale, quasi un 20% del Pil e il 46% della forza lavoro terrestre. Con la crisi che affligge l’Europa, lo scenario economico sta cambiando e i cinque Paesi emergenti hanno voglia di prendere le redini.   

Il presidente brasiliano, Dilma Rousseff, si è espressa in maniera favorevole riguardo alla creazione della Brics Bank che, avendo l’obiettivo di investire in infrasatrutture e sviluppo nelle nazioni più povere, può potenzialmente ridisegnare l’agenda dello lotta alla povertà. Eppure l’assessore del presidente russo Medveded, Arkadi Dvorkivoch, ha preferito essere cauto, dicendo che “non è ancora chiaro in che termini e su quale base si possa creare” una banca interstatale. Dvorkovich piuttosto ripone fiducia nel fatto che i direttori delle banche di sviluppo dei Brics “firmeranno accordi generali per concedersi credito in monete nazionali, nel quadro del meccanismo di cooperazione interbancaria degli stati membri”.

Ma c’è un’altra cosa che ultimamente accomuna questi 5 Paesi: l’incredibile aumento di aiuti esteri nelle spese pubbliche. Negli ultimi 10 anni la tendenza che vedeva i Paesi europei tra i maggiori promotori delle donazioni internazionali, ha invertito la rotta. Tra il 2005 e il 2010 il Brasile e l’India hanno incrementato la loro spesa in aiuti esteri di oltre il 20%. Di circa la metà l’aumento nella stessa voce del bilancio di Cina e Sudafrica. Nello stesso periodo il budget di Gran Bretagna, Francia e Germania è cresciuto meno del 5% annuo. Le donazioni dei Brics si concentrano soprattuto nel settore della sanità (Global Health) e sono ben viste dalla comunità internazionale. Come ha ricordato Dvorkovich, “il meccanismo di assistenza allo sviluppo dei Paesi più poveri, soprattutto quelli africani, può essere l’indice della crescente unità tra i paesi Brics”. 

Il summit avrà luogo a Nuova Delhi il 29 marzo, seguilo sul sito ufficiale

 

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