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Bper, nei 9 mesi utili in crescita del 19%. Dopo la fusione con Pop Sondrio attese sinergie per 290 milioni, Unipol primo azionista

Sia Bper sia Pop Sondrio, prima della fusione, hanno registrato ricavi in crescita grazie a margini di interesse e commissioni. Il cda di Bper ha deliberato di distribuire un acconto sul dividendo di 10 centesimi ad azione che verrà messo in pagamento il prossimo 26 novembre

Bper, nei 9 mesi utili in crescita del 19%. Dopo la fusione con Pop Sondrio attese sinergie per 290 milioni, Unipol primo azionista

Bper, che si appresta a continuare la sua strada insieme a Popolare di Sondrio, ha chiuso i nove mesi di quest’anno con l’utile della capogruppo in rialzo del 19,2% su anno a 1,32 miliardi, il miglior risultato di sempre anche grazie all’apporto dell’utile del terzo trimestre. Ieri i due cda hanno approvato il progetto di fusione dopo la chiusura dell’ops lanciata dall’istituto modenese, prevedendo 290 milioni di sinergie a fronte di 400 milioni di costi una tantum. Il gruppo emiliano ha consolidato i numeri anche della valtellinese già dal primo luglio e ieri.

“Mentre rimaniamo focalizzati sugli impegni presi con il mercato, vediamo già i primi segnali che ci fanno guardare con fiducia e determinazione al prossimo capitolo della nostra crescita, consapevoli che insieme siamo e saremo sempre più forti”, commenta l’ad del gruppo Gianni Franco Papa. I vertici fanno sapere che le attività propedeutiche all’integrazione Bper-Banca Popolare di Sondrio sono “in pieno svolgimento” per completare la fusione entro la seconda metà di aprile 2026.

Il mercato premia i conti e in una giornata debole per il listino milanese proietta i due titoli al rialzo già dai primi scambi. In tarda marttinata Bper è a +0,63%, Pop Sondrio a +1,06%.

Bper, ricavi in crescita del 12,5% grazie a margini di interesse e commissioni

Nel dettaglio di Bper, nei primi nove mesi i ricavi sono cresciuti del 12,5% a 4,65 miliardi, di cui 2,7 derivanti dal margine di interesse (in calo del 3,6% ma migliore delle attese) e 1,6 dalle commissioni nette in crescita del 6,0%: in particolare le commissioni sono cresciute grazie a quelle per i servizi di investimento (a 688,6 milioni con un +10,3%), per il comparto assicurativo nel ramo danni e protezione (82,6 milioni a +16,3%) e per l’attività bancaria tradizionale (821,3 milioni, +1,7%). Il rapporto tra costi e ricavi si attesta a 46, con un costo del credito annualizzato di 24 punti base e crediti netti verso la clientela per 125,9 miliardi.

Bper, ricorda l’ad Papa, ha “circa 20 miliardi di nuovi finanziamenti a livello di gruppo, in continua progressione rispetto ai primi nove mesi del 2024, sempre con un’elevata attenzione alla qualità del credito”. Gli Npl (crediti deteriorati) sono al 2,3% del portafoglio a livello lordo e all’1,2% tenendo conto delle rettifiche di valore mentre la posizione di capitale è “solida” grazie a un Cet1 ratio del 15,1%.

Popolare Sondrio: utile netto in crescita del 18,7%

D’altro canto la Popolare di Sondrio ha registrato il miglior risultato nella storia della banca, con un utile netto pari a 512,7 milioni, in crescita del 18,7% sullo stesso periodo del 2024. I ricavi salgono da 1,23 a 1,27 miliardi , anch’essa grazie al contributo sia del margine di interesse che delle commissioni nette.

Il risultato beneficia della crescita dell’attività bancaria caratteristica i cui proventi si attestano a 1.170,8 milioni di euro, in crescita del 3,5% rispetto al 30 settembre 2024 con margine di interesse a +1,6% e commissioni nette +8,2%. L’incidenza dei crediti deteriorati lordi, misurata dall’indicatore NPL ratio lordo, si riduce al 2,9% rispetto al 4% registrato al 30 settembre 2024. L’incidenza delle esposizioni deteriorate nette, che riflette l’elevato livello degli accantonamenti, si attesta all’1,1%, in diminuzione rispetto all’1,7% rilevato al 30 settembre 2024. Il costo del rischio è pari a 16 punti base, in netto calo dai 56 punti base.

La raccolta diretta da clientela risulta pari in crescita dell’1,7% a 45.258 milioni di euro rispetto a fine 2024. La componente core della raccolta diretta risulta in incremento, da inizio anno, soprattutto grazie alla crescita dei depositi a vista mentre quella istituzionale registra una contrazione, pur a fronte dell’incremento dei prestiti obbligazionari. La raccolta indiretta di 52.119 milioni è poco variata. Il risparmio gestito è cresciuto dell’11,5% a 9.270 milioni, con flussi netti per circa 722 milioni. I finanziamenti verso clientela sono cresciuti del 2,5%. La banca, pur in considerazione degli oneri straordinari legati alla prevista fusione in Bper Banca, si attende di raggiungere un risultato superiore a quanto previsto dal Piano industriale 2025-2027 approvato nel marzo scorso.

Acconto sul dividendo di 10 centesimi ad azione. Nuova guidance post-fusione

Il cda di Bper ha deliberato di distribuire un acconto sul dividendo di 10 centesimi ad azione che verrà messo in pagamento il prossimo 26 novembre e ha aggiornato i target per il 2025 tenendo conto della fusione: si attendono a livello consolidato ricavi per 6,4 miliardi, un rapporto tra costi e ricavi inferiore a 48 punti base, un costo del rischio inferiore ai 35 punti base e un Cet1 ratio superiore al 14,5%. Confermata, invece, la guidance stand-alone della sola Bper.

In linea con i programmi descritti da Bper nel documento di offerta approvato da Consob la fusione “costituisce una leva strategica coerente con il percorso di crescita sostenibile e di creazione di valore per tutti gli azionisti già delineato dai piani industriali stand alone in precedenza approvati dai cda di Bper e Bp Sondrio, rispetto ai quali essa si pone quale elemento di accelerazione”, dice una nota. Il rapporto di cambio è stato fissato in 1,45 azioni Bper per ogni azione ordinaria di Sondrio, senza conguagli in denaro. L’operazione comporterà l’emissione di fino a 126,9 milioni di nuove azioni Bper, con un aumento di capitale massimo di 191 milioni di euro.

Nel nuovo capitale di Bper è Unipol il primo socio

Dopo la fusione, il capitale di Bper vedrà Unipol Assicurazioni primo socio con il 18,7%, la Fondazione di Sardegna al 7%, BlackRock al 4,7% e JP Morgan al 3,3%, con il flottante al 66,3%. L’incorporazione, qualificata come “operazione con parti correlate di maggiore rilevanza”, dovrà ottenere le autorizzazioni regolamentari della Bce e della Banca d’Italia.

Con la fusione il nuovo gruppo dovrebbe realizzare economie di scala, incrementare la produttività, migliorare l’efficienza operativa e ottimizzare gli investimenti, dice la banca. In tal senso, sono attese sinergie di ricavi, stimate a regime fino a circa 100 milioni di euro ante imposte per anno, sinergie di costo, stimate a regime fino a circa 190 milioni di euro ante imposte per anno. I costi per l’integrazione sono stimati complessivamente in circa 400 milioni di euro ante imposte una tantum e si prevede che siano sostenuti per il 75% entro il 2025 e per il restante 25% entro il 2026.

(Aggiornato alle ore 13 del 6 novembre)

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