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Borsino degli artisti: Nicola Carrino, l’artista dello “Spazio visionario”

Focus sul mercato dell’artista. Quanto costano e dove si possono acquistare i suoi lavori.

Quotazioni in asta e in galleria. Attività espositiva e presenza nelle collezioni.

Borsino degli artisti: Nicola Carrino, l’artista dello “Spazio visionario”

Tra i protagonisti più interessanti e coerenti del panorama artistico italiano e internazionale, Nicola Carrino (Taranto 1932 – Roma 2018) per quasi sessant’anni ha condotto una ricerca rigorosa, ad alto contenuto visionario, sulla trasformazione dinamica della forma e dello spazio.

Trasferitosi a Roma nel 1962, è tra i fondatori del Gruppo1”, insieme a Nato Frasca, Achille Pace, Giuseppe Uncini, Pasquale Santoro e Gastone Biggi. Il gruppo, tenuto a battesimo da Giulio Carlo Argan e Palma Bucarelli, proponeva il superamento delle correnti informali in favore di una ricerca geometrica e razionale sui nuovi materiali. Il sodalizio ha vita breve e  nel 1967 si scioglie. Carrino continua ad approfondire autonomamente la sua linea estetica. Una ricerca plastica, orientata alla ridefinizione dello spazio attraverso l’elaborazione di volumi regolari, di geometrie solide, di imponenti strutture realizzate con materiali industriali. In particolare, si dedica alla progettazione di opere installative dallo spiccato impianto modulare e costruite in ferro e acciaio inox, la sua materia prediletta. Opere che intervengono con prepotenza nello spazio che le ospita, modificandolo e aprendolo a possibili azioni trasformative e a consapevoli azioni dello spettatore.

Opera Carrino
Nicola Carrino
Costruttivo 1-69 – 1969
Galleria Grossetti Milano

Tra il ’68 e il ’69 nascono così i Costruttivi Trasformabili”, le prime sculture realizzate in ferro e acciaio di grande impatto volumetrico. Le opere sono distribuite nello spazio in rapporto installativo e partecipano in visione urbanistica alla complessa costruzione dell’urbano diventando a loro volta sculture abitabili. E via di questo passo fino ai “Decostruttivi del  2005-2006, ultimi lavori dell’artista. Sculture dalle grandi dimensioni e dal grande impatto visivo che ridisegnano la configurazione del luogo attivando una nuova dialettica dello sguardo, della percezione dell’ambiente. Il mio lavoro – spiegava l’artista – non è da guardare per quello che è, ma per quello che intende… Sono come molecole di organismi umani che continuano a trasformarsi nel tempo e nello spazio”.

Nicola Carrino (Taranto 1932 – Roma 2018)

Docente di Scultura e accademico di San Luca, che ha presieduto nel 2009-2010, Nicola Carrino, scomparso nella sua casa studio romana il 15 maggio scorso all’età di 86 anni, aveva fatto il suo esordio nel mondo dell’arte in una mostra collettiva nel 1952. Per quasi un decennio si dedica alla ricerca pittorica passando dal realismo all’informale. Nel 1962, trasferitosi nella Capitale, la grande svolta con la partecipazione al “Gruppo Uno”. Dal 1967 progetta opere pubbliche in relazione all’architettura e al paesaggio e interventi installativi con sculture modulari in ferro e acciaio inox, “componibili e trasformabili”.

Partecipa alle Biennali di Venezia (1966, 1970, 1976, 1986), di Parigi (1967), di San Paolo del Brasile (1971, 1979), alle Quadriennali di Roma (1965, 1973, 1986,1999). Tiene mostre personali nelle gallerie Salone Annunciata di Milano (1970), Galerie M. di Bochum(1976), Galleria Marlborough di Roma (1976), Galerie Denise Renè Hans Mayer di Dusserldorf (1977), Galerie Denise Renè di New York (1978), The Mayor Gallery di Londra (2007), A Arte Invernizzi di Milano (2010  e 2017).  Nel 1971 gli viene assegnato il Premio per la Scultura all’XI Biennale di San Paolo del Brasile e nel 2010 ha ricevuto la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per la mostra antologica al MODO di Orvieto. Nel 2009 è stato nominato Académico Correspondiente de la Academia Nacionalde Bellas Artes di Buenos Aires.

Tra le numerose opere permanenti in spazi pubblici, di sicuro rilievo il riassetto urbano della Piazza Fontana, a Taranto, sua città natale, del quale andava particolarmente fiero. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, del Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino, del MART di Rovereto, della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, della Sammlung Dierichs della Ruhr-Universitatdi Bochum. E in importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

Carrino Nicola arte
Nicola-Carrino
Reconstructing-City 2016
Installazione al Museo CAMUSAC di Cassino
Photo Nicola Carrino

Il mercato

Le quotazioni delle opere di Nicola Carrino sul mercato secondario (prevalentemente nelle aste) non corrispondono al suo reale valore, soprattutto  se si tiene conto dell’importanza e del ruolo svolto dal Maestro nel sistema dell’arte durante la sua lunga carriera.  Se si prendono in esame quegli indicatori che in economia vengono denominati “fondamentali”   –  che per un artista sono rappresentati  da una serie di elementi che vanno dalla originalità della ricerca alla  qualità delle opere prodotte, dall’ attività espositiva alla presenza nei musei , nelle grandi collezioni pubbliche e private,  alla partecipazione alle Biennali ecc.  –  salta subito all’occhio che Carrino ha le carte in regola (vedi il curriculum) per ambire a performance ben più importanti.

Prezzi: Secondo Artprice sono oltre 80 i suoi passaggi in asta con una percentuale di venduto intorno al 50% e un fatturato che nel 2017 si è attestato a 36 mila euro. I suoi lavori, dagli storici  “Costruttivi”trasformabili (combinazioni di elementi modulari in ferro o acciaio di varie dimensioni) degli anni  ‘60 e ‘70 , ai più recentiDecostruttivifino ai raffinati disegni e collage, passano di mano a poche migliaia di euro.

Diverso il discorso in galleria dove lo Studio Arte Invernizzi di Milano sta facendo un ottimo lavoro per dare al lavoro di Carrino la collocazione che merita nel mercato dell’arte.

Gallerie: A.Arte Studio Invernizzi e Grossetti, Milano

Top Price in asta: “Rilievo 69” realizzata nel 1969, scultura volume in alluminio 125x125x9 cm. è passata di mano alla casa d’aste Dorotheum di Vienna a 16.250 euro (diritti compresi) nel giugno 2017.

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