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Borse oggi volatili per le tensioni in Medio Oriente. Il rimbalzo di Asia e Wall Street non arriva all’Europa. Greggio verso gli 85 dollari

Le notizie geopolitiche sono altalenanti. Stamane alcune indiscrezioni parlano del fatto che i curdi stiano entrando via terra in Iran. Il Kurdistan smentisce, ma c’è chi parla di combattimenti in corso. Asia in recupero con il Kospi di Seul che rimbalza di oltre l’11%. La Cina svela i piani di sviluppo. Wall Street ieri ha chiuso in rialzo tornando sui tecnologici. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Snam, Nexi, Amplifon

Borse oggi volatili per le tensioni in Medio Oriente. Il rimbalzo di Asia e Wall Street non arriva all’Europa. Greggio verso gli 85 dollari

Resta alta la tensione sui vari fronti bellici e il tentativo di rimbalzo visto ieri a Wall Street e stamane in Asia, con il Kospi di Seul in forte recupero, sembra essersi esaurito in Europa dove i futures stanno indicando la possibilità di un’apertura in calo per le borse europee. Il brent si avvia verso gli 85 dollari, mentre resta elevato il prezzo dell’oro.

Le notizie geopolitiche sono altalenanti. Stamane alcune indiscrezioni parlano del fatto che i curdi stiano entrando via terra in Iran. Il Kurdistan smentisce, ma c’è chi parla di combattimenti in corso. Ieri ha dato qualche conforto la notizia secondo cui cui l’Iran avrebbe segnalato la sua per le disponibilità ai colloqui e l’impegno del presidente Donald Trump a stabilizzare i mercati petroliferi. D’altro canto il Senato degli Stati Uniti ha appoggiato la campagna militare del presidente Donald Trump contro l’Iran, suggerendo che non ci sarà una rapida risoluzione alla guerra.

Il New York Times ha riferito che agenti dell’intelligence iraniana hanno contattato indirettamente la Cia il giorno dopo gli attacchi, anche se i funzionari statunitensi rimangono scettici sul fatto che l’amministrazione Trump o l’Iran siano già pronti per una de-escalation. Un po’ di sollievo è arrivato anche dagli annunci di Trump di una scorta navale statunitense per le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e di un’assicurazione contro i rischi politici.

Wall Street ieri ha chiuso in rialzo tornando sui tecnologici

Ieri Wall Street ha chiuso in rialzo cavalcando le notizie di una certa distensione in Medio Oriente con gli investitori che hanno ritrovato l’appetito per i settori tecnologici, facendo salire il Nasdaq dell’1,29% e l’S&P 500 (+0,78%) è rimasto vicino al suo massimo storico e il Dow ha chiuso in rialzo dello 0,49%.

Il VIX, l'”indicatore della paura” di Wall Street che monitora la volatilità prevista del mercato azionario, è sceso a circa 21, in calo di circa il 10% nella giornata, a indicare che gli operatori stavano scontando una minore turbolenza a breve termine nonostante il conflitto.

Di contro, il settore energetico ha guidato i ribassi dopo la netta salita dei giorni scorsi sulla scia dell’impennata dei prezzi petroliferi. Exxon Mobil ha chiuso in ribasso dell’1,3% e ConocoPhillips è scivolata del 2,42%.

Intanto alcune notizie relative alle condizioni dell’economia Usa, sono state lette positivamente dagli investitori. Un rapporto della Federal Reserve ha detto che l’attività economica degli Stati Uniti è leggermente aumentata, i prezzi hanno continuato ad aumentare e i livelli di occupazione sono rimasti stabili nelle ultime settimane, mostrando anche che le aspettative economiche sono ottimistiche. Il dato Adp ha mostrato un aumento superiore delle attese dei posti di lavoro nel settore privato a febbraio, mentre un altro dato ha evidenziato una forte attività nel settore dei servizi.

Asia in recupero con il Kospi di Seul che rimbalza di oltre l’11%. La Cina svela i piani di sviluppo

Le azioni asiatiche sono in rialzo indicando una timida ripresa della propensione al rischio. L’indice Msci per le azioni dell’Asia-Pacifico è balzato del 3,9% guidato dal Kospi della Corea del Sud con un aumento dell’11,2%, riprendendosi da un crollo storico del 18% tra martedì e mercoledì, mentre il Nikkei giapponese è balzato del 2,5%. Gli strategist di Citigroup hanno sottolineato che le azioni giapponesi sono tra quelle meglio posizionate a livello globale per un forte rimbalzo, e hanno indicato il Nikkei 225 come una buona opportunità per strategie di “buy the dip”

Anche le azioni cinesi sono salite mentre le élite del partito a Pechino hanno svelato i loro obiettivi economici e di sviluppo di vasta portata. La Cina ha fissato il suo obiettivo di crescita economica per il 2026 al 4,5%-5%, un leggero ribasso rispetto al 5% raggiunto lo scorso anno, lasciando spazio agli sforzi per contenere la sovraccapacità industriale e riequilibrare l’economia. Pechino ha inoltre pubblicato il suo quindicesimo piano quinquennale, promettendo investimenti in innovazione, industrie high-tech e un aumento “notevole” dei consumi delle famiglie. L’Indice CSI300 delle blue-chip cinesi ha guadagnato l’1,4%, mentre l’indice composito di Shanghai l’1%.Lo yuan cinese ha ripreso quota dal minimo di un mese.

Le azioni delle compagnie aeree hanno registrato un rimbalzo, con il decollo di un numero maggiore di voli dal Medio Oriente dopo che gli attacchi israelo-statunitensi all’Iran avevano costretto alla cancellazione di decine di voli. I governi si sono affrettati a organizzare voli in partenza dal Medio Oriente per decine di migliaia di cittadini bloccati .

Il dollaro ha ripreso a guadagnare terreno dopo la pausa della sessione precedente. L’indice del dollaro, che misura il dollaro rispetto a un paniere di valute, è salito dello 0,19% a 98,99. L’euro è sceso dello 0,21% a 1,1609 dollari, mentre lo yen si è indebolito dello 0,06% a 157,15 dollari per dollaro. Tra le criptovalute, il bitcoin è sceso dello 0,73% a 72.807,71 dollari, mentre l’ether è sceso dello 0,66% a 2.136,43 dollari.

Le preoccupazioni sull’approvvigionamento energetico hanno continuato a far salire i prezzi del petrolio, che hanno guadagnato circa il 16% dall’inizio della guerra. Il Brent si avvicina agli 85 dollari al barile, dopo essere salito del 12% nei primi tre giorni della settimana, mentre il West Texas Intermediate si colloca intorno ai 78 dollari. Con quasi nessun barile in uscita dal Golfo Persico dall’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani nel fine settimana, le raffinerie da Giappone, Indonesia e India hanno iniziato a ridurre i livelli di lavorazione e a sospendere le esportazioni. L’oro spot è salito dello 0,78% a 5.175,47 dollari l’oncia.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Snam, Nexi, Amplifon

Le borse europee sono viste aprire in calo: Future Euro Stoxx a -0,6%

Amplifon. Chiude il 2025 con ricavi consolidati pari a 2,4 miliardi di euro, in crescita dell’1,7% rispetto al 2024. L’utile netto adjusted è stato pari a 159,2 milioni di euro, in calo del 15,4%. Il Cda proporrà all’assemblea degli azionisti, convocata in data 23 aprile 2026, un dividendo di 0,29 euro per azione

Azimut. Oggi c’è il Cda di bilancio.

Campari. Archivia il 2025 con una crescita organica di vendite e profittabilità che consente di ridurre più rapidamente del previsto la leva finanziaria e di incrementare il dividendo.

Maire. Confermate dal gruppo le prospettive di crescita e un ulteriore rafforzamento della redditività per il 2026, con ricavi compresi tra 7,5 e 7,7 miliardi di euro. Maire, inoltre, valuta la controllata Nextchem circa 4 miliardi di euro e solo a quella cifra sarebbe pronta a cedere una quota di minoranza del gruppo, rinunciando così ai progetti di sbarco in Borsa.

Mediobanca. Oggi c’è il Cda di bilancio.

Monte dei Paschi di Siena. Approvata una lista di 20 candidati alla carica di amministratori per il triennio 2026-2028, che sarà sottoposta alla prossima Assemblea dei soci (15 aprile). Tra i nomi presenti: Maione Nicola (presidente); Palermo Fabrizio (candidato amministratore delegato); Passera Corrado (candidato ad); Vivaldi Carlo (candidato ad).

Nexi. Nel 2025 ha registrato ricavi pari a 3,59 miliardi di euro, in aumento del 2,1% rispetto al 2024. L’Ebitda è stato pari a 1,90 miliardi, in rialzo del 2,3%. La prossima assemblea dei soci sarà chiamata a deliberare rispetto alla proposta di distribuzione del dividendo: 0,30 per azione, con un incremento del 20% rispetto allo stacco precedente.

Snam. Nel 2025 ha visto ricavi totali pari a 3,88 miliardi di euro (+8,9% rispetto al 2024), trainati principalmente dai maggiori ricavi regolati derivanti dal business delle infrastrutture gas. L’EBITDA adjusted si è attestato a 2,96 miliardi (+7,8% rispetto al 2024), grazie alla crescita dei ricavi regolati e all’ingresso nel perimetro di Stogit Adriatica e del terminale FSRU di Ravenna. Il Cda proporrà in assemblea un dividendo 2025 pari a 0,3021 euro per azione, in crescita del 4%.

TIM. Secondo Milano Finanza, il Tesoro è in trattative con le società di telecomunicazioni sul rinnovo dello spettro radio nel 2029; la decisione dovrebbe arrivare dopo la terza consultazione dell’AGCOM nel maggio-giugno 2026.

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