Al termine di una settimana sulle montagne russe, gli investitori devono fare i conti da una parte con le sirene che suggeriscono di vendere i titoli che hanno raggiunto livelli troppo alti, dall’altra con la buona regola di tenere nervi saldi e aspettare che la tempesta si calmi, approfittando semmai dei prezzi in calo per rientrare nel mercato. Certamente l’andamento di Wall Street ieri e le borse asiatiche oggi hanno messo in scena scivoloni storici con l’oro che torna intorno ai 4.000 dollari l’oncia. Ma oggi i futures indicano un’apertura positiva e un rimbalzo anche per gli Usa.
Wall Street ieri in calo tra prese di beneficio e acquisti sui minimi
Ieri Wall Street ha chiuso in calo, con gli investitori che hanno dovuto fare i conti con la crescente incertezza economica e le preoccupazioni relative ai prezzi gonfiati delle azioni, in particolare per quanto riguarda i titoli azionari legati all’intelligenza artificiale, proprio quelli che negli ultimi mesi avevano guidato i rally dei mercati.
Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno perso terreno: il Dow ha chiuso a -0,84%, S&P 500 a -1,12%, Nasdaq a -1,90%, con l’indice Philadelphia SE Semiconductor che ha perso addirittura il 2,4%. L’andamento della settimana, con quotazioni sulle montagne russe, fanno per lo più pensare che gli investitori vogliano prendere beneficio e vendere i picchi, per poi subito rientrare acquistando sui minimi. Del resto, la stagione delle trimestrali del terzo trimestre si avvicina alla fase finale, con l’83% delle aziende che ha superato le stime di Wall Street, secondo i dati LSEG più recenti. Gli analisti prevedono al momento una crescita aggregata degli utili dell’indice S&P 500 del 16,8% su base annua per il periodo luglio-settembre, più del doppio rispetto alla crescita annua dell’8,0% prevista dagli analisti all’inizio del trimestre, secondo LSEG.
L’attenzione è per le continue esigenze di finanziamento di OpenAI, il produttore di ChatGPT, e di altre aziende del settore. Ieri Sarah Jane Friar, la CFO di OpenAi, ha parlato nel corso di un evento della possibilità di un intervento del Tesoro, il quale potrebbe mettere una garanzia di ultima istanza sulla montagna di finanziamenti erogati e in via di erogazione. Intanto alcuni guru di Wall Street hanno avvisato a inizio settimana che le valutazioni erano eccessive: le loro indicazioni hanno alimentato il nervosismo, portando martedì a un calo del 2,1% dell’indice Nasdaq 100, fortemente orientato al settore tecnologico. Dopo aver recuperato parte della perdita mercoledì, l’indice è scivolato di un altro 1,9% giovedì. Ora è in calo di quasi il 4% rispetto al suo ultimo record del 29 ottobre, sebbene sia comunque in rialzo di quasi il 20% dall’inizio dell’anno.
Tuttavia alcuni analisti guardano con preoccupazione ai recenti dati pubblicati da enti privati sullo stato dell’economia Usa e in particolare sul mercato del lavoro, mentre continua il più lungo shutdown governativo mai registrato che impedisce tra l’altro la pubblicazione di ufficiali. Ieri, la società di ricollocamento dirigenziale Challenger, Gray & Christmas ha riferito che le aziende hanno annunciato un aumento mensile del 183,1% dei licenziamenti , il peggior ottobre degli ultimi due decenni. Il taglio dei costi e gli sforzi legati all’intelligenza artificiale sono stati tra le principali motivazioni fornite dalle aziende. Inoltre la società di analisi della forza lavoro Revelio Labs ha mostrato che l’economia statunitense ha perso 9.100 posti di lavoro il mese scorso, con il governo che ha rappresentato la maggior parte di questo calo.
Una debolezza del mercato del lavoro rappresenterebbe una spina nel fianco del presidente della Fed Jerome Powell che potrebbe abbassare i tassi di nuovo a dicembre, se non dovesse invece tener sotto controllo l’inflazione. La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha detto che l’inflazione è un rischio maggiore rispetto alla debolezza dell’occupazione. La scorsa settimana, il presidente Jerome Powell ha avvertito che un taglio dei tassi a dicembre non è scontato . Gli investitori stimano ancora una probabilità del 70% circa di una riduzione dei tassi.
Tesla, che aveva perso terreno (-3,7%) durante il mercato regolare, è risalita dell’1,6% nelle contrattazioni after hours dopo che i suoi azionisti hanno approvato un pacchetto di compensi da 1.000 miliardi di dollari per l’amministratore delegato Elon Musk.
Novo Nordisk A/S ha nuovamente aumentato la sua offerta per Metsera Inc., mentre si intensifica la battaglia per l’acquisizione della startup contro l’obesità da parte di Pfizer Inc. Airbnb Inc. ha pubblicato previsioni migliori del previsto per il trimestre delle festività, citando la forte domanda dovuta all’utilizzo da parte dei viaggiatori statunitensi della sua funzionalità “prenota ora, paga dopo” recentemente lanciata per prenotare viaggi in anticipo.
Borse dell’Asia Pacifico verso la peggior settimana da agosto
Le stesse motivazioni alla base del calo di Wall Street hanno pesato sull’Asia. L’indice MSCI Asia Pacific è in ribasso dell’1,3%, sulla via della peggior settimana da agosto: il bilancio provvisorio è -1,7%. L’Msci World, il super indice delle borse mondiali, si avvia a chiudere la sua prima settimana in negativo dopo quattro in positivo.
L’indice Nikkei di Tokyo è in calo dell’1,7% e la sua settimana sta per chiudersi con un ribasso del 2,6%. Lo yen tratta a 153,1 su dollaro, da 154 di ieri. La spesa delle famiglie giapponesi è aumentata per il quinto mese consecutivo, ma al di sotto delle aspettative. Al netto dell’inflazione, l’aumento è dell’1,8% a settembre, rispetto a un anno fa, sostenuto da trasporti e intrattenimento. I consumi rappresentano più della metà del prodotto interno lordo giapponese. Il rapporto sul Pil in agenda il prossimo 17 novembre dovrebbe mostrare una contrazione dell’economia nei tre mesi fino a settembre, ponendo fine a un periodo di espansione durato cinque trimestri. Le esportazioni sono diminuite e le nuove costruzioni sono calate a causa dei cambiamenti normativi.
In Cina il CSI 300 dei listini di Shanghai Shenzhen a -0,1%, +1% il bilancio settimanale. Hang Seng di Hong Kong -1%, +1,3% la settimana. In ottobre, in un contesto di una guerra commerciale strisciante con gli Stati Uniti, le esportazioni cinesi sono diminuite, anche se i recenti colloqui ad alto livello tra le due maggiori economie mondiali hanno allentato le tensioni. Le spedizioni in uscita sono diminuite dell’1,1% su base annua, attestandosi a 305,35 miliardi di dollari il mese scorso, secondo i dati doganali diffusi venerdì. Il dato è inferiore all’aumento dell’8,3% registrato a settembre e inferiore alla crescita del 2,84% prevista dal fornitore cinese di dati finanziari Wind. Le importazioni di ottobre si sono attestate a 215,28 miliardi di dollari, con un aumento dell’1% su base annua rispetto al 7,4% di settembre e al di sotto della previsione del 4,49% di Wind. Il surplus commerciale della Cina è stato pari a 90,07 miliardi di dollari.
Borsa di Seul in ribasso, indice Kospi -1,9%: -3,9% il bilancio settimanale. Lo won, la valute coreana, tocca i minimi degli ultimi sette mesi su dollaro: cross a 1.455, alla quinta seduta consecutiva di apprezzamento.
L’indice del dollaro è salito dello 0,1% dopo il calo maggiore da metà ottobre e il petrolio ha registrato un leggero rialzo venerdì, ma è destinato a un secondo calo settimanale legato all’aumento dell’offerta. Euro in calo contro il dollaro. Cambio a 1,153m -0,2%.
Borse europee viste aprire in leggero rialzo. A Piazza Afari occhi a Unipol, Bmps e Telecom Italia
Le borse europee sono attese aprire in leggero rialzo: il future sull’Eurostoxx 50 è a +0,25%
Banca Mediolanum – Mediobanca ha alzato il target price a 20,50 euro, da 17 euro, confermando l’Outperform.
Banco Bpm – Ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto sopra le attese, trainato dalla crescita delle commissioni, mentre è sceso il margine di interesse. Confermata la guidance sul 2025. L’ad Giuseppe Castagna ha dichiarato che la banca non ha in ballo alcuna operazione di M&A. Il Cda sta valutando la possibilità di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo del board.
Banca Monte dei Paschi – Al 30 settembre 2025 il Gruppo ha realizzato ricavi complessivi per 3.054 mln di euro, stabili su base annua. La crescita delle commissioni nette (+8,5%) e quella degli altri ricavi della gestione finanziaria (+35,0%) ha pienamente compensato il rallentamento del margine di interesse (-7,4%), che nel corso del 2024 aveva beneficiato di tassi di interesse su livelli più elevati, e la flessione degli altri proventi e oneri di gestione. Il margine di interesse al 30 settembre 2025 è risultato pari a 1.638 mln di euro (-7,4%), risentendo nei rapporti con clientela, nonostante la crescita dei volumi medi di impiego, della diminuzione dei tassi di interesse da parte di BCE. L’effetto è stato solo in parte compensato da minori interessi passivi sui titoli in circolazione. E’ quanto riporta la nota della società.
Pirelli – Ha chiuso i nove mesi del 2025 con ricavi pari a 5.195,2 milioni di euro, con una crescita organica del 3,7% escludendo l’effetto cambi (-3,4%). Ebit adjusted: +2,4% a 835,5 milioni di euro (815,9 milioni di euro al 30 settembre 2024) grazie all’efficacia delle leve internet. Utile netto: +8,0% a 400,6 milioni di euro (371,1 milioni di euro al 30 settembre 2024). Posizione Finanziaria Netta: -2.537,9 milioni di euro (-2.816,2 milioni di euro al 30 settembre 2024 e -1.925,8 milioni al 31 dicembre 2024). Confermati i target 2025, nonostante le difficoltà dovute a cambi, dazi e inflazione.
Telecom Italia – Barclays ha alzato il target price a 60 euro, dai 55 precedenti.
Unipol – Risultati al 30 settembre 2025: Risultato netto consolidato reported pari a 1.120 milioni di euro1 (+54,7% rispetto al 30 settembre 2024), con contributo delle partecipazioni bancarie al 30 giugno 2025. Risultato netto consolidato pari a 1.235 milioni di euro (+48,0%) includendo il contributo delle partecipazioni bancarie al 30 settembre 2025. Risultato netto del Gruppo Assicurativo pari a 961 milioni di euro (+45,0%). Raccolta diretta assicurativa a 12,6 miliardi di euro (+10,8% ). Combined ratio in miglioramento al 93,5%. Solvency ratio al 220% (Solvency ratio del Gruppo Assicurativo al 265%).
Brembo – La produzione procede regolarmente e non risente dell’eventuale carenza di chip collegata Nexperia, ha detto il presidente dell’azienda. Oddo ha alzato il target price a 10 euro, dagli 8 euro precedenti, confermando il giudizio Neutrale.
Credem – Ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con un aumento dell’utile netto consolidato, il margine di intermediazione ha visto una contrazione.
Juventus – Assemblea ordinaria e straordinaria (10,00) a Torino.