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Borse oggi scommettono su un nuovo round di colloqui Usa-Iran. Il petrolio sotto i 100 dollari. Occhi sull’assemblea di Mps

Gli investitori scalpitano nel timore di restare fuori dalla ripresa in caso di pace. Wall Street ieri ha chiuso vicino ai suoi massimi. In Asia il Kospi sudcoreano ha guidato i guadagni con un +3%. Le borse europee sono pià tiepide e i futures preannunciano un’apertura debole. A Piazza Affari occhi a Mps, Recordati, Tim

Borse oggi scommettono su un nuovo round di colloqui Usa-Iran. Il petrolio sotto i 100 dollari. Occhi sull’assemblea di Mps

I mercati vogliono scommettere sul fatto che Usa e Iran arriveranno a un accordo sul Medio Oriente e gli investitori scrutano ogni notizia positiva pronti a scattare per non perdersi la ripresa e intanto allargano lo sguardo ai dati e alle trimestrali Usa, con le principali banche Usa che hanno registrato un boom dei ricavi da trading. Dopo oltre un mese di ostilità i prezzi del petrolio dovrebbero scendere, scongiurando il rialzo dell’inflazione e sostenendo la crescita economica.

I mercati azionari sono per lo più in rialzo e diversi importanti indici hanno recuperato le perdite registrate all’inizio del conflitto in Medio Oriente. Le borse europee sono più diffidenti e i futures preannunciano un’apertura debole. Il petrolio resta sotto i 100 dollari.

Ieri Trump ha detto al New York Post che i colloqui per porre fine alla guerra con l’Iran potrebbero riprendere in Pakistan nei prossimi due giorni, dopo il fallimento dei negoziati del fine settimana. Ciononostante, gli Stati Uniti hanno proseguito il blocco navale dello Stretto di Hormuz per limitare le esportazioni di petrolio della Repubblica islamica.

Nel frattempo, il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che Israele e Libano hanno concordato di avviare negoziati diretti in un luogo e in un momento concordati di comune accordo, dopo un incontro ospitato ieri dagli Stati Uniti a Washington, sebbene non sia stato immediatamente chiaro se abbiano concordato un quadro di riferimento per la pace.

Gli investitori stanno anche valutando gli avvertimenti del Fondo Monetario Internazionale, che ieri ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita globale, ma la loro fiducia è rimasta intatta.

Wall Street chiude vicina ai massimi. Occhi a trimestrali bancarie e inflazione

Giornata da record per Wall Street ieri, come non se ne vedevano da tempo grazie all’ottimismo per il Medio Oriente, mentre gli investitori hanno anche valutato l’ultimo round di trimestrali bancarie e i dati sull’inflazione statunitense. Il Nasdaq è salito del 2% mentre l’S&P 500 ha chiuso in rialzo dell’1% e vicino al suo record. Il Dow è salito dello 0,7%.

Nel settore tecnologico, le azioni di software hanno registrato un rialzo per il secondo giorno consecutivo, chiudendo a +1,6%, mentre l’indice Philadelphia Semiconductor ha chiuso in rialzo del 2%, registrando il quinto record di chiusura consecutivo.

I dati sull’inflazione di anno fornito qualche sostegno al mercato, poiché i prezzi alla produzione sono aumentati meno del previsto a marzo, con il costo dei servizi rimasto invariato.

La stagione delle trimestrali Usa ha delineato un quadro di un settore finanziario che trae profitto dalla volatilità del primo trimestre, con le banche che hanno registrato un boom dei ricavi da trading, pur esprimendo cautela riguardo all’impatto a catena dell’aumento dei prezzi del petrolio sui clienti.

BlackRock è salita del 3% dopo che la società di gestione patrimoniale ha riportato un aumento degli utili del primo trimestre, grazie ai forti afflussi nei suoi fondi negoziati in borsa e a un netto incremento delle commissioni di performance. Citigroup ha chiuso in rialzo del 2,6% dopo aver raggiunto il livello più alto dalla fine del 2008, in seguito alla pubblicazione di utili per il primo trimestre superiori alle stime. Invece, JPMorgan (-0,1%) ha avuto un’accoglienza meno entusiasta dei risultati del primo trimestre, mentre Wells Fargo è scesa (-0,12%) perchè i proventi da interessi si sono rivelati inferiori alle aspettative del mercato.

Nel settore sanitario, Johnson & Johnson è salita dello 0,9% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.
Nel frattempo, United Airlines ha chiuso in rialzo del 2% e American Airlines ha guadagnato l’8% dopo che Reuters ha riportato che l’amministratore delegato di United, Scott Kirby, avrebbe proposto a Trump una potenziale fusione con American Airlines aprendo la prospettiva di un accordo che potrebbe ridisegnare il settore. Globalstar è balzato del 9,6% dopo che Amazon.com ha accettato di acquistare la compagnia satellitare.

Oggi alle 20 verrà pubblicato il Beige Book Economic Survey. Prima parleranno diversi esponenti della Fed (14:30 Barr e 19:45 Bowman).

In Asia il Kospi sudcoreano guida i guadagni con un +3%

L’aria di distensione soffia anche in Asia dove l’indice azionario Msci Asia Pacific è salito dell’1,3%. La Corea del Sud ha guidato i rialzi, con il suo indice di riferimento – il secondo migliore al mondo quest’anno – che ha guadagnato il 3%. L’indice cinese CSI 300 ha recuperato le perdite subite dall’inizio del conflitto a fine febbraio, unendosi a Taiwan e Singapore. Ieri, il presidente cinese Xi Jinping ha detto al primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, in visita a Pechino, che il mondo “sta crollando nel disordine”. Xi ha presentato il suo Paese come una forza stabilizzatrice in un mondo scosso dall’approccio imprevedibile di Donald Trump. In un precedente incontro con il principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Khaled bin Mohammed, Xi ha ribadito che la Cina continuerà a svolgere un ruolo “costruttivo” in Medio Oriente. La Cina ha criticato l’azione militare contro l’Iran, il ministro degli Esteri Wang Yi ha esortato la comunità internazionale a intensificare gli sforzi per promuovere colloqui di pace. Sul fronte economico, questo mese la Cina emetterà a Hong Kong il più grande quantitativo di obbligazioni sovrane in yuan dal 2023, del valore di 15,5 miliardi di yuan (2,3 miliardi di dollari). Il piano preliminare non specifica dettagli, nè le scadenze offerte. Gli asset cinesi hanno mostrato un’attrattiva da bene rifugio per gli investitori globali durante la guerra. Anche lo yuan ha recentemente esteso i suoi guadagni fino a raggiungere il massimo degli ultimi tre anni.

Il Nikkei è in rialzo dello 0,9%. I funzionari della Banca del Giappone probabilmente aumenteranno le previsioni sull’inflazione per riflettere l’andamento del petrolio, secondo fonti citate da Bloomberg. Potrebbero inoltre rivedere al ribasso anche le previsioni di crescita economica. In passato, gli aumenti dei prezzi del petrolio hanno pesato sull’economia, perché il Paese dipende dalle importazioni di risorse naturali, hanno aggiunto le fonti. Lo yen si è rafforzato fino a 158,81 contro il dollaro dopo la notizia. La Boj aggiornerà le sue previsioni economiche trimestrali al termine della riunione di due giorni del 28 aprile, quando deciderà anche se aumentare il tasso di riferimento dall’attuale 0,75%.

L’ottimismo degli investitori riguardo a una possibile rapida conclusione della guerra con l’Iran ha inoltre sostenuto i titoli di Stato, che di recente hanno subito un duro colpo a causa dei timori inflazionistici. Il rendimento dei titoli del Tesoro Usa a due anni è sceso oggi di 1 punto base al 3,746%, dopo essere calato di 3 punti base durante la notte. Anche il rendimento dei titoli a 10 anni è sceso di 1 punto al 4,2439%, dopo essere calato di 4 punti durante la notte.

Il dollaro statunitense, tornato a essere considerato un bene rifugio, si è stabilizzato dopo aver registrato la settima sessione consecutiva di ribasso durante la notte. L’euro si è mantenuto stabile a 1,1791 dollari, dopo aver toccato un massimo di sei settimane a 1,1811 dollari nella notte.

Il petrolio Brent ha oscillato: stamane è in rialzo dell’1% a 95,77 dollari al barile, dopo essere crollato di quasi il 5% durante la notte fino a 93,93 dollari. Il Wti è a 91,52, in rialzo delllo 0,26%. Il prezzo dell‘oro è sceso dello 0,3% a 4.824 dollari l’oncia, mentre recupera il rame, tornano ai livelli di prima della guerra. Il dollaro è rimasto pressoché invariato dopo sette giorni di perdite.

Borse europee viste aprire in lieve calo. A Piazza Affari occhi a Mps, Recordati, Tim

Le borse europee sono attese in calo: -0,22% il future sull’Eurostoxx50.

Attesi oggi alcuni interventi di esponenti della Bce: 17:20 Cipollone, 19 Escrivá, 20:40 Villeroy, 21:30 Lagarde e 22 Schnabel.

Mps riunisce alle 10 l’assemblea degli azionisti per eleggere il nuovo cda. Il consiglio uscente propone Fabrizio Palermo come nuovo ad, mentre una lista concorrente sostiene la candidatura di Luigi Lovaglio alla rielezione per la stessa carica.

Bper – Banca Popolare di Sondrio. E’ stato iscritto l’atto di fusione per incorporazione di Banca popolare di Sondrio in Bper banca con data di efficacia a partire dal primo gennaio 2026.

Recordati. Secondo Il Sole 24 Ore, si delinea un maxi consorzio bancario a sostegno dell’offerta di CVC Capital Partners su Recordati, con il coinvolgimento di Mediobanca, Goldman Sachs, Jefferies, JPMorgan e Deutsche Bank, impegnate sia come advisor sia come finanziatrici dell’operazione da 10,9 miliardi di euro sulla società farmaceutica italiana.

Saipem. Saudi Aramco si appresta ad assegnare contratti per l’espansione offshore. Saipem è in pole position.

Tim. La chiusura dell’operazione Sparkle è ancora prevista entro giugno; la scadenza massima è stata prorogata al 15 ottobre. Oggi si terrà l’assemblea generale straordinaria per approvare un piano di riacquisto di azioni proprie da 0,4 miliardi di euro (3,3% del capitale), finanziato al 50% con i proventi della vendita da 700 milioni di euro. Sotto i riflettori anche l’offerta di Poste su TIM.

Ferrari. Oggi Assemblea

Lusso. Le vendite di Gucci, il marchio italiano di punta di Kering, sono diminuite dell’8% a 1,35 miliardi di euro nel primo trimestre del 2026 rispetto all’anno precedente, secondo il gruppo della moda da 33 miliardi di euro che ha definito questo risultato un “primo passo” verso la ripresa.

Stellantis ha stimato consegne in forte crescita nel primo trimestre del 2026. Il gruppo ha comunicato volumi pari a circa 1,4 milioni di veicoli, in aumento del 12% su base annua, con un contributo positivo da tutte le principali aree geografiche e una spinta particolare da Europa allargata e Nord America.

Unicredit. Il Ceo di Commerzbank, Bettina Orlopp, ha detto che i due istituti hanno visioni diverse in merito al corrispettivo e alla strategia.

Stm. Asml, il più grande fornitore al mondo di apparecchiature per la produzione di chip, ha riportato utili mel primo trimestre superiori alle attese e ha alzato le previsioni sui ricavi per il 2026 grazie agli investimenti nell’intelligenza artificiale. L’azienda di Veldhoven, nei Paesi Bassi, ha previsto ricavi per il 2026 compresi tra 36 e 40 miliardi di euro, rispetto alla precedente previsione di 34-39 miliardi di euro. Gli analisti si aspettavano 37,7 miliardi.

Prysmian. Goldman Sachs ha alzato il target price da 110 a 126 euro

Buzzi. Barclays ha alzato il target price da 57 a 58 euro.

Mfe riunisce il cda

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