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Borse oggi schiacciate dal nuovo balzo del petrolio a 105 dollari con l’aumento delle tensioni in Medio Oriente. Asia ottimista sui tech

Il Presidente Usa, Donald Trump, ha chiesto alla Cina di rinviare il vertice con Xi a causa della guerra. Ieri Wall Street ha chiuso in rialzo con il balzo di Meta e Nvidia. In Asia balza il Kospi sull’ottimismo per i tech. L’Australia alza i tassi. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Eni e Unicredit

Borse oggi schiacciate dal nuovo balzo del petrolio a 105 dollari con l’aumento delle tensioni in Medio Oriente. Asia ottimista sui tech

Il respiro dei mercati internazionali di ieri è durato poco e stamane il petrolio, il barometro degli investitori, con un nuovo balzo verso i 105 dollari sta di nuovo spingendo al ribasso le borse, mentre si intensificano gli attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche intorno al Golfo Persico. Stamane i future sugli indici azionari indicano un’apertura in calo per le azioni europee e per Wall Street, sebbene le borse asiatiche abbiano visto la seconda seduta consecutiva in rialzo, grazie ai titoli tecnologici. Il dollaro si è rafforzato e l’oro è tornato a salire per la prima volta in cinque giorni e l’argento. Sale anche Bitcoin, arrivando a sfiorare i 74.500 dollari.

L’attenzione degli operatori è su come i responsabili delle politiche monetarie reagiranno questa settimana alle preoccupazioni sull’inflazione, in un contesto di aumento dei prezzi del petrolio dovuto alla guerra in Iran. Oggi la Reserve Bank of Australia, la prima delle banche centrali a esprimensi questa settimana, ha alzato il suo tasso di interesse di riferimento per la seconda riunione consecutiva, come era nelle attese. Ora l’attenzione si sposta soprattutto sulla Federal Reserve domani e su Banca Centrale Europea, Banca d’Inghilterra e Bank of Japan giovedì.

Il petrolio balza stamane verso i 105 dollari sulle nuove tensioni

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rinnovato gli appelli ad altri Paesi affinché contribuiscano a garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz, ma la richiesta è stata respinta. Nel frattempo, l’Iran ha dato fuoco a un importante giacimento di gas, aggravando ulteriormente la già precaria situazione dell’approvvigionamento globale di carburante. Il giacimento di Shah negli Emirati Arabi Uniti ha sospeso le attività, mentre un giacimento petrolifero iracheno e un importante porto emiratino sono stati presi di mira da droni e missili iraniani. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno anche arrestato 10 stranieri accusati di spionaggio nel nord-est del paese, secondo quanto riportato martedì dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.

Trump ha anche affermato di aver chiesto alla Cina – tra i paesi a cui ha chiesto sostegno – di rinviare di circa un mese un vertice con Xi Jinping, sostenendo che fosse importante per lui rimanere a Washington per supervisionare la guerra. E proprio il rinvio di un mese ha innescato timori per il protrarsi della guerra almeno per quel periodo.

Una petroliera Aframax battente bandiera pakistana, carica di greggio, ha attraversato lo stretto domenica ed è diretta a Karachi, secondo i dati di tracciamento. Il passaggio di navi collegate all’Iran è salito a 12 nelle ultime 24 ore, un record dal periodo bellico. Tra queste, una superpetroliera (VLCC) diretta in Cina.

Stamane il Brent con scadenza a maggio ha guadagnato il 4,7%, raggiungendo un picco a 104,89 dollari al barile per poi stornare verso i 103,6 dollari. Il prezzo del WTI per le consegne di aprile è aumentato del 5,2%, raggiungendo i 98,35 dollari al barile.

Ieri Wall Street ha chiuso in rialzo con il balzo di Meta e Nvidia

Ieri Wall Street ha chiuso in forte rialzo, trainata dai guadagni dei titoli legati all’intelligenza artificiale. S&P 500 ha chiuso in rialzo dell’1,01%, Nasdaq a +1,22%, Dow a +0,83%, mentre l’indice Russell 2000 sensibile ai tassi di interesse,ha guadagnato lo 0,94%. Ieri il prezzo del petrolio era sceso leggermente.

Meta è balzata del 2,3% dopo che Reuters ha riportato che la piattaforma di social media prevede di ridurre la propria forza lavoro di almeno il 20% per compensare i costosi investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale e prepararsi alla maggiore efficienza derivante dai lavoratori assistiti dall’IA. Nvidia ha chiuso in rialzo dell’1,6% dopo che l’amministratore delegato Jensen Huang ha annunciato nuovi componenti alla conferenza annuale per sviluppatori del produttore di chip.
Tesla è salito dell’1,1% dopo che l’amministratore delegato Elon Musk ha dichiarato che il progetto Terafab dell’azienda per la produzione di chip per l’intelligenza artificiale verrà lanciato entro sette giorni.
Micron Technology è balzato del 3,7% dopo che il produttore di chip di memoria ha annunciato l’intenzione di costruire un secondo stabilimento produttivo a Taiwan.

L’aumento dei prezzi dell’energia sarà probabilmente un tema centrale del Fomc Fed che inizia oggi il suo meeting di politica monetaria e terminerà domani. Si prevede che la Fed lascerà i tassi di interesse invariati. Secondo i dati raccolti da LSEG, gli operatori hanno posticipato le loro aspettative di un taglio dei tassi di interesse di almeno 25 punti base oltre ottobre, rispetto alla precedente previsione di un taglio a luglio.

In Asia balza il Kospi sull’ottimismo di Nvidia. L’Australia alza i tassi

Le borse asiatiche si avviano a chiudere la giornata con un secondo giorno di rialzi, dopo i commenti ottimistici alla conferenza annuale degli sviluppatori di Nvidia che hanno spinto i titoli tecnologici.
La Reserve Bank of Australia ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base al 4,10% in una decisione molto divisa (5-4), evidenziando la crescente preoccupazione che l’inflazione possa rimanere sopra l’obiettivo più a lungo. La banca centrale ha segnalato l’aumento dei costi del carburante legato al conflitto in Medio Oriente come un rischio significativo. L’indice S&P/ASX 200 australiano sale dello 0,2%.

L’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha presentato nuovi sistemi e componenti di intelligenza artificiale alla conferenza dell’azienda, migliorando il sentiment verso i produttori di chip e l’intero settore tecnologico. Ne ha beneficiato soprattutto l’indice Kospi della Corea del Sud che è balzato di quasi il 3%, con le azioni di Samsung Electronics in crescita di circa il 5%. Foxconn di Taiwan, che produce server di intelligenza artificiale utilizzando chip Nvidia, ha pubblicato ieri una solida previsione di fatturato trimestrale.

Il Nikkei 225 giapponese sale dello 0,4%, mentre l’indice più ampio Topix guadagna lo 0,7%. Lo yen è rimasto sotto i riflettori, avvicinandosi alla soglia dei 160 per dollaro. Gli operatori si aspettavano che la Banca del Giappone mantenga i tassi d’interesse invariati nella riunione di politica monetaria prevista per la giovedì, con un aumento di un quarto di punto stimato solo a luglio.

Debole invece la Cina con l’indice Shanghai Composite in calo dello 0,3% e l’indice blue-chip Shanghai Shenzhen CSI 300 è piatto. L’Hang Seng di Hong Kong sale dello 0,4%.

I titoli di stato Usa sono scesi lungo tutta la curva, con il rendimento decennale in aumento di tre punti base al 4,24 %.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Eni e Unicredit

Le borse europee sono viste aprire in calo. Euro Stoxx 50 -0,3%.

Eni – Ha annunciato due nuove scoperte di gas e condensati offshore in Libia per oltre 28 mld metri cubi. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha autorizzato l’acquisizione di Acea Energia da parte di Eni Plenitude. Barclays ha alzato il target price su Eni a 27 euro da 22,5.

Ferrari – Ha escluso qualsiasi problematica di diritti d’autore in relazione al suo prossimo veicolo elettrico, la “Luce”, che utilizza lo stesso nome di alcuni modelli di Mazda.

Leonardo – Goldman Sachs ha alzato il target price a 63 euro, dai 55 precedenti, confermando il giudizio Neutrale.

Pirelli – Camfin è salita al 25,7% del capitale dal 25,54%. È quanto emerge dagli internal dealing.

Unicredit – Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato che il suo Governo intende tutelare l’indipendenza di Commerzbank. Unicredit ha lanciato un’offerta pubblica volontaria di scambio sulla banca di Francoforte, per superare la soglia del 30%, senza però acquisirne il controllo. Morningstar ha alzato il giudizio a Buy da Hold, target price confermato a 79 euro.

Erg – Morgan Stanley taglia target price a 19,5 da 20,5 euro.


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