Nel Giorno del Ringraziamento Usa, i mercati azionari continuano a macinare rialzi e sono vicini a cancellare le anomale perdite di novembre, un mese solitamente famoso per essere rialzista. A sostenere gli acquisti è la ormai quasi certezza che tra meno di due sttimane la Fed ridurrà il costo del denaro alla luce dei tiepidi dati economici Usa. Il risvolto della medaglia è la sofferenza del dollaro che si sta avviando verso il suo più grande calo settimanale in almeno quattro mesi, anche perchè invece altre banche centrali nel mondo hanno terminato la fase dei tagli dei tassi. In Europa sono attesi i dati sulla fiducia e le borse sono viste aprire in rialzo. I mercati delle materie prime, oro in testa, stanno osservando i progressi verso un accordo di pace con l’Ucraina. Rimbalza il Bitcoin e torna sopra quota 90.000 dollari.
Dollaro svantaggiato tra gli opposti orientamenti delle Banche Centrali mondiali
Il biglietto verde, sebbene oggi sia poco variato rispetto alle sue principali controparti valutarie, si sta avviando verso il suo più grande calo settimanale in almeno quattro mesi. Da una parte c’è la quasi certezza che la Fed tagli i sui tassi il prossimo 10 dicembre, mentre sembra che il resto del mondo delle Banche Centrali abbiano terminato le cartucce di politiche accomodanti e stia invertendo al rotta. La Corea del Sud è stata l’ultima oggi ad unirsi alla svolta aggressiva, abbandonando la sua politica di allentamento monetario e facendo crollare i titoli di Stato. Anche Asahi Noguchi, ex esponente della Banca del Giappone, ha adottato un tono leggermente aggressivo, sostenendo aumenti graduali in un discorso a Kyushu, seguendo una linea simile a quella di altri esponenti politici della BOJ. Il giorno prima, la Reserve Bank of New Zealand aveva di fatto interrotto il suo ciclo di tagli e oggi il kiwi continua a guadagnare terreno. Nel pomeriggio oggi saranno pubblicati i verbali della riunione della Banca centrale europea di ottobre, in cui i responsabili politici hanno mantenuto i tassi invariati.
I mercati stanno scontando una probabilità di 90 punti base di tagli dei tassi negli Stati Uniti da qui alla fine del 2026, contro i 75 punti base di rialzi in Giappone e i 40 in Nuova Zelanda. L’indice del dollaro Usa è in calo di circa l’1% rispetto al massimo degli ultimi sei mesi toccato la scorsa settimana. Certo, i tassi sono molto più bassi in Nuova Zelanda e in Giappone rispetto agli Stati Uniti, ma i mercati valutari sono lungimiranti e la direzione del movimento influenza i tassi di cambio, poiché gli investitori cercano il rendimento migliore. I dealer vedono il dollaro australiano a un potenziale punto di svolta. Dopo un’inflazione più alta del previsto di ieri, i tassi australiani a 3 e 10 anni sono i più alti del G10. Eppure il dollaro australiano si muove lentamente in un canale che ha mantenuto per 18 mesi. Forse un rialzo dello yuan, che lo segue da vicino, potrebbe sbloccare la valuta.
L’euro è a 1,160. Si apprezza la sterlina dopo la presentazione della legge di bilancio al parlamento britannico. Il tasso di rendimento del Gilt a dieci anni è sceso di sette punti base a 4,42%.
A Wall Street i tech sono tornati, mentre si attende la Fed
Ieri Wall Street ha esteso il suo rally sulla ripartenza del settore tecnologico e la crescente probabilità di un taglio dei tassi Fed, mentre gli statunitensi si avviano al lungo weekend del Ringraziamento che di fatto avvia lo shopping natalizio, seguito dal Black Friday e dal Cyber Monday. Tutti e tre i principali indici azionari statunitensi hanno registrato il quarto guadagno giornaliero consecutivo: il Dow ha chiuso a +0,67%, l’S&P 500 a +0,69% e il Nasdaq a +0,82%. Sembrano svaniti quei tmori di valutazioni eccessive sui titoli dell”intelligenza artificiale con Nvidia che ha chiuso con un rilmbalzo dell’1,37% anche grazie al produttore di server AI Dell Technologies (+5,83%) che ha previsto un fatturato per il quarto trimestre superiore alle attese.
Un sondaggio condotto da Reuters ha mostrato che, in media, gli analisti prevedono che l’indice S&P 500 salirà del 12% da qui alla fine del 2026, trainato dalla continua forza del settore tecnologico e da una Fed accomodante. Ieri il Beige Book della Fed, che riassume le condizioni economiche per distretto, non ha cambiato le aspettative di taglio dei tassi, confermando un peggioramento dell’occupazione.
L’attenzione in questo periodo festivo va ai consumi, che rappresentano circa i tre quarti del Pil Usa. Il traffico aereo è spesso considerato un barometro della salute dei consumatori e le compagnie aeree hanno registrato un forte rialzo in quello che è tradizionalmente il giorno di punta dell’anno per i vettori commerciali. Così l‘indice S&P 1500 Airlines è balzato del 3,0%.
Borse dell’Asia in rialzo. Il Fmi alza le stime Pil per la Cina
Le borse dell’Asia Pacifico salgono e riducono così le perdite da inizio mese a circa l’1,5%. L’indice MSCI delle azioni asiatiche, escluso il Giappone, è in rialzo dello 0,3%, verso la prima settimana positiva dopo tre in calo. In Giappone, l’indice Nikkei di Tokyo guadagna l’1%. Poco mosso lo yen, a 156 su dollaro. SoftBank Group con un rialzo del 3,5% si allontana sempre più dal minimo degli ultimi due mesi toccato a inizio settimana. Brillano anche altri titoli legati all’intelligenza artificiale: Advantest, produttore di attrezzature per test di chip, +4,5%, Tokyo Electron, specializzata in attrezzature per la produzione di chip, +2,6%. Questi tre titoli hanno contribuito per circa 440 punti all’aumento complessivo del Nikkei. Le banche beneficiano delle crescenti aspettative di un aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone il mese prossimo. Sumitomo Mitsui Financial Group +2%.
Riguardo Taiwan, il Wall Street Journal scrive stamattina che nei giorni scorsi, Donald Trump ha provato di persona a mettere d’accordo Cina e Giappone: dopo aver parlato al telefono con Xi Jinping per più di un’ora, il presidente ha chiamato il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi per invitarla a essere più cauta nelle sue uscite sul tema dei territori oltremare che Pechino ritiene di sua pertinenza.
In Cina l’ndice Hang Seng di Hong Kong è +0,4%. Il CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è a +0,3%. Taiex di Taiwan a +0,4%. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha alzato le previsioni sul Pil cinese per il 2025 dal 4,0% al 4,8%, la revisione al rialzo più consistente tra i mercati emergenti, stimati in crescita del 4,1% nel suo complesso. Secono gli analisti la Cina sta passando da una crescita guidata dagli investimenti a un modello basato sui consumi, sull’innovazione e sulla tecnologia ad alto valore aggiunto, aiutata dal sostegno delle autorità.
Nella Corea del Sud, l’indice Kospi di Seul è a +0,6%. La banca centrale ha mantenuto invariato il tasso di riferimento e ha eliminato dal suo comunicato il riferimento al mantenimento di una politica di abbassamento del costo del denaro, pur lasciando aperta la possibilità di un’eventuale riduzione dei costi di finanziamento. La borsa dell’India è in rialzo, indice BSE Sensex di Mumbai +0,4% a 86.055 punti, nuovo record storico.
Tra le criptovalute, il Bitcoin è salito dell’1,5% a 91.509,04 dollari, l‘ether è salito dello 0,6% a 3.041,78 dollari. Il greggio West Texas Intermediate è sceso dello 0,5% a 58,37 dollari al barile. L’oro spot è sceso dello 0,2% a 4.154,16 dollari l’oncia.
Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Leonardo e Fincantieri
Le borse europee dovrebbero aprire sulla parità. Future sull’Euro Stoxx 50 -0,1%.
Enel – Jp Morgan alza il target price a 9,7 euro dai 8,3 euro precedenti.
Ferrari – Jp Morgan alza il target price a 457 dollari, dai 394 euro precedenti.
Intesa Sanpaolo. Il CEO Messina ha detto che la banca si concentrerà su IT, efficienza, investimenti e crescita organica. Non sono previste acquisizioni nel settore bancario o assicurativo, ma solo nel risparmio gestito.
Leonardo presenterà oggi alle 17:00 il “Michelangelo Dome”, un sistema basato sull’intelligenza artificiale e multi-dominio in grado di connettere diverse apparecchiature e piattaforme per proteggere i Paesi da minacce aeree (simile all’Iron Dome israeliano).
Poste Italiane – Il MEF venderà PagoPa all’Istituto Poligrafico e Zecca (51%) e a Poste (49%). Secondo la stampa, la società di pagamenti digitali è valutata 500 milioni. Poste ha inoltre collocato un bond 5Y a tasso fisso da 750 milioni di euro (domanda 2,4 mld). Prezzo di emissione 99,749% con cedola 3% e rendimento effettivo annuo a scadenza del 3,045%.
Stellantis – L’impianto di batterie di Catl e Stellantis ubicato in Spagna genererà fino a 4.000 posti di lavoro. Lo ha riferito il Ceo della joint venture, Andy Wu. Non è ancora stato stabilito quanti lavoratori giungeranno dalla Cina per costruire l’impianto.
Banca Generali – Kepler Cheuvreux avvia copertura con Buy, target price 59 euro.
Fincantieri – La Polonia sceglie la svedese Saab per fornire tre sottomarini per il programma Orka (valore 2,3-2,6 miliardi di euro). Fincantieri era nella short list ed era ben posizionata dopo la firma del MoU con PGZ a settembre.
Mfe-Mediaforeurope – Ha acquisirà il 32,9% del gruppo media portoghese Impresa dalla famiglia Balsemao, per 17,3 milioni. Lo riferisce una nota. Zest Termina aumento di capitale.