Il blocco navale statunitense dei porti iraniani è iniziato: una nuova cattiva notizia per l’offerta globale di petrolio. Ma i mercati incrociano le dita e guardano invece alla possibilità che riprendano i colloqui per arrivare a una pace in Medio Oriente. Gli investitori sono pronti a scattare se dovesse profilarsi la pace e i primi settori a indicare la voglia di correre sono quelli legati alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, considerati quelli che meno risentono della guerra in Medio Oriente.
Secondo alcune fonti, gli Stati Uniti e l’Iran sono in trattative per organizzare un altro ciclo di negoziati diretti per poter raggiungere un cessate il fuoco di più lunga durata. L’obiettivo è di avviare nuovi colloqui prima della scadenza del cessate il fuoco di due settimane annunciato il 7 aprile, e una delle ipotesi è quella di tornare a Islamabad per un secondo round di negoziati. Trump ha manifestato la sua disponibilità a ulteriori colloqui, affermando che l’Iran ha cercato un dialogo con gli Stati Uniti, pur proseguendo con il blocco navale dello Stretto di Hormuz.
Ciò è bastato a innescare una ripresa dei mercati azionari globali, con le azioni asiatiche in rialzo, traineta dai tech, in linea con i futures statunitensi ed europei, mentre i prezzi del petrolio sono scesi nuovamente sotto i 100 dollari al barile.
Wall Street ieri ha chiuso in rialzo. Torna la voglia di tech: Oracle +13%
Ieri a Wall Street, dopo un inizio di seduta sottotono, il Nasdaq e l’S&P 500 hanno accelerato nel pomeriggio dopo le dichiarazioni di Trump più distensive. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,63%, S&P 500 a +1,02%, Nasdaq a +1,23%. Gli analisti dicono che gli investitori non vogliono farsi cogliere dalla sorpresa: se si giungesse rapidamente a una soluzione, il mercato potrebbe registrare un balzo significativo e non vogliono perdere il treno in corsa. Alla chiusura di ieri, l’indice S&P 500 aveva recuperato tutte le perdite accumulate dall’inizio della guerra, chiudendo a un livello superiore dello 0,1% rispetto alla chiusura del 27 febbraio. Dall’inizio delle ostilità l’indice S&P ha perso fino al 7,8% rispetto ai livelli prebellici.
Tra gli 11 principali settori industriali dell’indice S&P 500, quelli che hanno registrato i maggiori guadagni sono stati i servizi finanziari e della tecnologia, entrambi con un +1,7%. Il settore tecnologico in particolare è stato trainato dalle aziende di software, tra cui Microsoft che ha chiuso con un +3,6% e Oracle che è balzata del 12,7% ed è stata la maggiore crescita percentuale dell’indice S&P 500.
Il presidente della Federal Reserve di Chicago, Austan Goolsbee, ha detto che i mercati dei future sul petrolio stanno scontando l’aspettativa che l’impennata dei prezzi del petrolio sarà di breve durata e che, finché ciò si verificherà, l’impatto sull’economia statunitense potrebbe essere limitato.
Goldman Sachs Group, che ha segnato l’inizio della stagione delle trimestrali Usa, ha perso l’1,9%, risultando il titolo più debole del Dow Jones, dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali che pure hanno mostrato utili superiori alle aspettative, trainati dalla solidità delle operazioni di fusione e acquisizione e dal trading azionario: invece hanno preoccupato gli investitori la debolezza dei ricavi derivanti dal reddito fisso, dalle valute e dal trading di materie prime. Oggi sono in agenda i conti di altri tre colossi bancari: JPMorgan Chase & Co, Wells Fargo & Co. e Citigroup Inc. oltre a quelli di Johnson & Johnson.
Secondo fonti vicine alla vicenda, l’amministratore delegato di United Airlines Holdings Inc. ha ventilato l’ipotesi di una possibile fusione con American Airlines Group Inc. Le azioni di American Airlines hanno registrato un balzo fino al 10% nelle contrattazioni after-hours.
Asia positiva trainata dai tecnologici
Le borse asiatiche hanno seguito l’andamento positivo di Wall Street, con l’indice di riferimento regionale in rialzo dell’1,7% e i titoli tecnologici hanno guidato i guadagni.
L‘indice tecnologico Asia-Pacifico di Msci è in rialzo del 3,8% e società come Kioxia Holdings Corp. che hanno registrato un’impennata del 15% a Tokyo. Il Nikkei 225 del Giappone sale del 2,3%. Le azioni del gruppo SoftBank balzano di oltre il 10%. L’emissione di titoli du stato a 20 anni giapponesi ha registrato la domanda più elevata dal 2019.
L’indice Taiex di Taiwan ha raggiunto un livello record, grazie al ritorno degli investitori sul tema dell’intelligenza artificiale, considerata meno colpita dalla guerra in Iran. Il Kospi sudcoreano, emblema degli investimenti in IA, è balzato del 3,6%, raggiungendo un massimo di sei settimane, con SK Hynix Inc in crescita di quasi il 9%, toccando nuovi massimi storici. Anche le azioni di Samsung Electronics salgono di oltre il 4%, mentre gli investitori si sono riversati sui produttori di chip e sugli esportatori legati alla domanda tecnologica globale.
In Cina i dati hanno mostrato un forte rallentamento delle esportazioni. Le spedizioni verso l’estero sono aumentate solo del 2,5% su base annua a marzo, mancando le aspettative di un incremento dell’8,3% e rallentando significativamente rispetto al balzo del 21,8% registrato nel periodo gennaio-febbraio. Le importazioni, al contrario, sono aumentate del 27,8%, superando di gran lunga le previsioni e segnalando una domanda interna resiliente. I dati hanno inoltre mostrato un forte calo dell’avanzo commerciale cinese, sceso a circa 51 miliardi di dollari, ben al di sotto delle attese, evidenziando le pressioni sul motore export del Paese in un contesto di crescente incertezza globale. L’indice Shanghai Composite della Cina sale dello 0,5%, mentre il blue-chip CSI 300 di Shanghai e Shenzhen avanza dello 0,8%. L’indice Hang Seng di Hong Kong sale dello 0,4%.
A Singapore, la banca centrale ha inasprito oggi la sua politica monetaria, segnalando i rischi di inflazione derivanti dalla guerra in Medio Oriente. L’S&P/ASX 200 australiano guadagna lo 0,5%.
Il petrolio Brent è sceso dell’1,3% a 98,07 dollari al barile. Il Wti è a 97,28 (-1,8%)
Il dollaro si è indebolito rispetto alla maggior parte delle valute del G10, mentre i titoli del Tesoro statunitensi hanno registrato un lieve rialzo nell’attenuarsi dei timori di inflazione, con il rendimento del decennale in calo di un punto base al 4,28%. L’oro ha recuperato terreno dopo due giorni di perdite, attestandosi intorno ai 4.775 dollari l’oncia, mentre il rame ha raggiunto il livello più alto da oltre un mese. Il Bitcoin è salito a circa 74.400 dollari.
Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Nexi, Danieli
Le borse europee sono viste aprire in rialzo: +0,41% il future sull’Eurostoxx50.
Banca Monte Dei Paschi Di Siena – BlackRock, terzo azionista della banca con il 4,9%, appoggerà la lista di Plt Holding, che propone la riconferma di Luigi Lovaglio come AD. Lo riporta l’agenzia Ansa citando “fonti qualificate”. Sempre secondo Ansa, Vanguard, che detiene circa il 3%, sosterrebbe la lista del cda.
Bper, Banca Popolare Di Sondrio – L’atto di fusione sarà efficace dal 20 aprile.
Eni – Oddo ha alzato il target price a 26 euro, dai 23 euro precedenti, giudizio Neutral confermato.
Intesa Sanpaolo – Morningstar ha abbassato il giudizio da Hold a Sell, target price invariato a 33 dollari.
Nexi – Goldman Sachs ha abbassato la raccomandazione da Buy a Neutral, target price a 3,5 euro, dai 6 euro precedenti.
Pirelli – Sinochem potrebbe avviare azioni legali dopo aver ricevuto, la scorsa settimana, il decreto sull’esercizio del golden power da parte del governo italiano sulla corporate governance di Pirelli.
Salvatore Ferragamo – Morningstar ha abbassato la raccomandazione da Hold a Sell, target price confermato a 6,40 euro.
Saipem – Jefferies ha alzato il target price a 5,10 euro, dai 3,50 euro precedenti, Buy confermato.
Lvmh. Nel 1° trimestre 2026 le vendite della divisione moda e pelletteria hanno registrato un calo del 2% anno su anno a 9,24 miliardi di euro, il settimo trimestre consecutivo di contrazione. Il consenso prevedeva -1%. Lvmh ha detto che il conflitto in Iran ha ridotto la crescita delle vendite del gruppo a marzo di 3 punti percentuali. Le performance in Cina hanno mostrato segnali positivi, il Nord America è rimasto solido, mentre Europa e Giappone sono stati penalizzati da un minor afflusso turistico. Le vendite del comparto Wines & Spirits sono invece cresciute del 5% su base organica anno su anno.
STM – Morningstar ha abbassato la raccomandazione da Hold a Sell, target price confermato a 26 euro.
Telecom Italia – Ha nominato Goldman Sachs ed Evercore come adviser finanziari per assistere il gruppo telefonico nella valutazione dell’Opas lanciata da Poste Italiane. Lo riporta Reuters citando due fonti. L’UE ha approvato l’acquisizione di Sparkle da parte di un consorzio guidato dal Tesoro italiano per 700 milioni di euro. Ancora in attesa il via libera dell’antitrust USA.
Terna – Cassa Depositi e Prestiti nomina Pasqualino Monti come CEO del gruppo, come nelle attese
Danieli – Ha sottoscritto con il gruppo siderurgico Marcegaglia un contratto del valore di circa 450 milioni di euro, per la realizzazione di un impianto di produzione di acciaio e laminazione di prodotti piani a Fos-sur-Mer in Francia.