La miccia che si è accesa a Wall Street ieri è deflagrata anche in Asia oggi, provocando il peggior calo delle borse in Giappone e Corea del Sud dall’annuncio dei dazi doganali di Trump del “Giorno della Liberazione” dello scorso aprile. Ieri alcuni guru di Wall Street avevano sollevato i dubbi, indicati già da tempo da molti, che le valutazioni azionarie fossero troppo elevate e che ci si dovesse attendere un calo anche del 10% nel giro di uno, due anni. La risposta è incece arrivata subito ieri con cali diffusi, dall’europa a Wall Street. E la discesa è destinata a continuare anche oggi, con gli investitori rassegnati che si chiedono dove sarà il fondo.
Oltre ai mercati, fuochi d’artificio di altro tipo sono stati innescati dai Democratici negli Stati Uniti, che hanno stravinto le elezioni principali in Virginia, New Jersey e New York City: il socialista democratico Zohran Mamdani ha trionfato nella corsa alla poltrona di sindaco della Grande Mela, primo musulmano a ricoprire la carica.
Il Bitcoin è rimbalzato dell’1,8% a 102.104 dollari dopo essere sceso sotto la soglia dei 100.000 dollari per la prima volta da giugno, mentre l‘oro è in rialzo dello 0,8% a 3.962 dollari l’oncia.
Wall Street ieri in netto calo, trascinata dai tech. Dov’è il punto in cui tornare nel mercato?
Ieri gli asset rischiosi sono scivolati in tutto il mondo riflettendo il crescente malessere per le elevate valutazioni azionarie nel settore tecnologico che ha speso fiumi di miliardi in capex, mentre restano le preoccupazioni per i tassi di interesse Usa che potrebbero rimanere elevati per un periodo più lungo.
A Wall Street l’indice S&P 500 è sceso dell’1,2%, il calo maggiore dal 10 ottobre, mentre un indicatore delle megacap tecnologiche ha perso il 2,3%. Palantir ha contribuito a innescare il crollo di Wall Street perchè le sue previsioni non sono riuscite a convincere gli investitori. Una reazione simile ai risultati e alle prospettive ci sono state nell’after hours per Advanced Micro Devices che ha trasferito il calo sulla sessione di trading asiatica. Ad aggravare le preoccupazioni, il gestore di hedge fund Michael Burry ha indicato scommesse ribassiste sia su Palantir sia su Nvidia che renderà noti i suoi conti il prossimo 19 novembre. Le vendite hanno ridotto di circa 500 miliardi di dollari la capitalizzazione di mercato complessiva del Philadelphia Semiconductor Index e di un indicatore Bloomberg che monitora i titoli azionari dei chip asiatici.
Quest’anno, l’indice S&P 500 ha già raggiunto un massimo storico 36 volte, l’ultima delle quali il 28 ottobre. L’ampiezza del rally è stata estremamente limitata, con solo sei titoli che hanno contribuito a circa la metà dei guadagni dell’indicatore dall’inizio del 2025. L’indice S&P 500 ha chiuso ieri a 6.771,55, rispetto al massimo storico di 6.890,89 registrato a fine ottobre e qualcuno ipotizza un fondo attorno al livello di 6.400-6.500. Ma altri analisti dicono che la discesa potrebbe fermarsi prima perchè alcuni investitori vorranno approfittare dei minimi per entrare nel mercato. Nelle ultime ore sono iniziati a vedersi gli investitori retail comprare sulla discesa degli indici
Lo shutdown del governo Usa si sta avvicinando al su record storico di durata. La conseguente scarsità di dati ufficiali governativi porta a una maggiore attenzione per i dati privati, come il Rapporto Nazionale sull’Occupazione dell’ADP, previsto per oggi.
Asia: Softbank, Samsung e SK Hynix alla guida del crollo
Anche le borse dell’Asia Pacifico sono in calo con molti titoli del settore tecnologico che hanno bruscamente interrotto la loro incredibile corsa e sono crollati. L’indice Msci Asia Pacific perde oltre l’1%, e l’indice Nikkei di Tokyo è in calo del 2,8%. In Corea l’indice Kospi di Seul è in calo del 3% riducendo le perdite di -5% di avvio seduta. In particolare da notare Softbank Group, il conglomerato delle attività tech, crollata fino al 14,4%, perdendo un decimo del suo valore e toccando i minimi delle ultime due settimane. Samsung Electronics è sceso fino al 7,8% e SK Hynix fino al 9,2%.
Dollaro-yen a 153,5 da 154 di ieri. Un’asta di titoli di Stato decennali giapponesi ha registrato una domanda tiepida, poiché gli investitori hanno valutato la prospettiva di un aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone entro la fine dell’anno per combattere l’inflazione elevata.
: da inizio anno il rialzo resta del +67%. Sk Hynix perde il 2%, Samsung Eelectronics il 4%.
Poco variate le borse in Cina: l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen è a +0,3%. Hang Seng di Hong Kong a -0,2%. La Cina ha confermato stanotte in una nota che sospenderà tutti i dazi imposti il 4 marzo su soia e altri prodotti agricoli statunitensi, inclusi mais, grano, sorgo e pollo, dopo che Washington ha ufficialmente dimezzato i suoi dazi legati al fentanyl sui beni cinesi.
Sul mercato valutario l’indice del dollaro Usa ha sfiorato il massimo degli ultimi cinque mesi, attestandosi a 100,25. L‘Euro/Usd è sceso sotto 1,15 per la prima volta da inizio agosto. Dal picco negativo di settembre, la divisa Usa è rimbalzata del +4% circa. Il rendimento dei titoli del Tesoro di riferimento a 10 anni è sceso al minimo del 4,0542% rispetto alla chiusura statunitense del 4,091% di ieri, ma da allora è tornato a salire.
L’oro sale del +0,8%, dopo i cali degli ultimi giorni. La prospettiva di un minor numero di tagli ai tassi da parte della Fed ha pesato sulla domanda degli investitori. Il Bitcoin ha perso ieri il -6,20%, peggior seduta del 2025, con il prezzo scivolato sotto la soglia psicologica dei 100mila usd per la prima volta dal 24 giugno, ma oggi rimbalza dell’1,6%.
Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Nexi, Ferragamo
In Europa, i future annunciano un avvio in ribasso. Euro Stoxx 50 -0,6%.
Amplifon – Messaggi incoraggianti da Demant sulla divisione Hearing Care, che confermano una accelerazione della crescita organica
Anima Holding – Focus sul Cda del terzo trimestre.
Banca Mps – Francesco Gaetano Caltagirone e Delfin dovranno agire come soci finanziari e non potranno presentare liste per il rinnovo del Cda. Lo riporta MF a proposito delle condizioni che avrebbe imposto la Bce ai due soci.
Banco Bpm/Credem – Credito Emiliano è interessato a Cassa di Risparmio di Asti, lo stesso interesse lo nutre Banco Bpm, secondo MF.
Buzzi – Focus sul Cda del terzo trimestre.
Diasorin – Focus sul Cda del terzo trimestre.
Eni – Ha sottoscritto Insieme a Ypf, la principale società energetica argentina, un accordo non vincolante con Xrg, del gruppo Adnoc. La partnership riguarda la possibile partecipazione della società emiratina al progetto upstream-midstream Argentina LNG. Completata la vendita del 20% di Plenitude ai fondi Ares Management Alternative Credit per 2 miliardi.
Ferrari – Deutsche Bank taglia target price a 460 euro da 500.
Finecobank – Ha chiuso i primi nove mesi con ricavi pari a 969,6 milioni di euro, -1,5% su base annua. L’utile netto è sceso a 480,5 milioni di euro, era 490 milioni dello stesso periodo del 2024.
Leonardo – Focus sul Cda del terzo trimestre; segue conference call (17,30).
Nexi – Nei primi nove mesi del 2025, i ricavi di Gruppo si sono attestati a 2.642,7 milioni di euro, +2,8% su base annua. Nel terzo trimestre hanno raggiunto 927,3 milioni, +1,8%. Ebitda a 1.395,7 milioni nei nove mesi, +3,5%, con una crescita dell’Ebitda margin pari a circa 35 punti base.
Stellantis – Ha inviato, assieme ad altre società del settore, l’amministrazione Trump a prorogare l’accordo di libero scambio nordamericano, fondamentale per la produzione automobilistica americana.
Telecom – Focus sul Cda del terzo trimestre.
Industrie De Nora – Martedì ha chiuso con un guadagno del +17% dopo aver rivisto al rialzo la guidance sull’Ebitda margin per il 2025.
Lottomatica – Deutsche Bank alza target price a 27,24 euro da 22,44.
Maire – Firmato un memorandum d’intesa con EDF e Nuward per collaborare allo sviluppo del reattore SMR di Nuward.
Safilo – Nel terzo trimestre ha registrato una crescita del 2,1% delle vendite nette, con un miglioramento del margine Ebitda adjusted e della generazione di cassa, nonostante l’impatto dei dazi e dei cambi.
Salvatore Ferragamo – Bnp Paribas ha alzato il rating a Outperform da Underperform.
Sesa – dopo aver completato un buyback da 15 milioni di euro, ieri la società ha annunciato l’acquisto di ulteriori azioni proprie per 10 milioni entro la fine di gennaio 2026.
Snam – Focus sul Cda del terzo trimestre.