Babbo Natale ha davanti a sé l’ultima settimana di contrattazioni piena per realizzare il suo consueto rally di fine anno. Nel suo sacco spiccano bei doni, come i notevoli passi avanti nel percorsa di pace tra Ucraina e Russia, ma anche qualche pezzo di carbone a causa delle incertezze per il settore tecnologico, a cui si sono aggiunte oggi quelle per il settore immobiliare cinese. Ma stamane gli investitori sembrano comunque vedere il bicchiere mezzo pieno e decidersi mollare gli ormeggi in vista di uan settimana densa di dati Usa e di decisioni delle Banche Centrali. I futures sulle borse europee indicano un’apertura in buon rialzo e sono decisamente positivi anche i futures su Wall Street, mentre cedono le borse asiatiche. Rimbalzano le cripto, considerate il barometro della propensione al rischio. Sempre forti oro, argento e rame
Zelenskiy pronto a rinunciare all’adesione alla Nato per arrivare alla pace
L’attenzione degli investitori è sul percorso verso la pace tra Ucraina e Russia e considerano un deciso passo avanti il fatto che ieri il presidente ucraino Zelenskiy abbia fatto presente che l’Ucraina potrebbe accettare garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti e dell’Europa, per prevenire future aggressioni russe, al posto del suo obiettivo a lungo termine di aderire alla Nato.
Il leader ucraino ha incontrato ieri presso la Cancelleria federale tedesca a Berlino una delegazione statunitense guidata dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, insieme a diversi consiglieri per la sicurezza nazionale provenienti dall’Europa. Secondo una dichiarazione della delegazione statunitense, durante l’incontro, durato più di cinque ore e comprendente discussioni approfondite su un piano di pace in 20 punti, agende economiche e altre questioni, sono stati compiuti notevoli progressi. I colloqui, ha aggiunto, riprenderanno oggi. Kiev, che per anni ha considerato l’adesione all’alleanza come un modo per garantire la propria sicurezza futura, ha modificato la sua retorica di fronte alla continua riluttanza degli Stati Uniti e di alcuni partner europei, mentre Washington insiste per porre fine alla guerra che dura da quasi quattro anni. Oggi è previsto anche un importante vertice, al quale parteciperanno il Segretario generale della Nato Mark Rutte e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, insieme ad altri 10 leader europei.
Una settimana densa di eventi
Questa settimana sono attese non meno di cinque decisioni delle banche centrali del G10, oltre a una serie di dati economici dagli Stati Uniti, in ritardo dopo il più lungo shutdown governativo della storia. Tra le banche centrali che prenderanno decisioni questa settimana, si prevede che la Banca del Giappone aumenterà i tassi di 25 punti base allo 0,75%, mentre la Banca d’Inghilterra potrebbe effettuare un taglio di pari entità al 3,75%. La Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse, così come la Riksbank svedese e la Norges Bank norvegese.
Martedì è previsto il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti per novembre, mentre giovedì sarà pubblicato l’indice mensile dei prezzi al consumo, che viene attentamente monitorato per le tendenze dell’inflazione. Tra le altre pubblicazioni della prossima settimana, un rapporto sulle vendite al dettaglio contribuirà a fornire maggiori informazioni sulla crescita economica. I report aiuteranno a rispondere alla domanda fondamentale che ci si pone all’inizio del 2026: se la Fed sia vicina a concludere l’allentamento monetario, dopo tre tagli consecutivi, o se debba adottare misure più aggressive.
Wall Street, i futures puntano in alto
Le azioni statunitensi hanno chiuso la settimana in ribasso, dopo che l’indice di riferimento S&P 500 aveva chiuso giovedì con un massimo storico. L’S&P 500 e il Nasdaq hanno chiuso venerdì in ribasso di oltre l’1%, con gli investitori che hanno abbandonato la tecnologia per altri settori. Due trimestrali deludenti consecutive da parte di Oracle e Broadcom, società simbolo del settore dell’intelligenza artificiale, hanno pesato sul settore tecnologico.
L’indice S&P 500 è salito del 16% dall’inizio del 2025, portando il suo guadagno durante il mercato rialzista iniziato nell’ottobre 2022 al 90%. Dicembre è tradizionalmente un mese positivo per le azioni. Tuttavia, gli investitori potrebbero cercare di consolidare i profitti da inizio anno, generando una pressione di vendita. L’avvicinarsi delle festività potrebbe inoltre ridurre i volumi di scambio, il che potrebbe portare a movimenti esagerati dei prezzi degli asset, dicono gli analisti. Ma stamane i future di Wall Street sono leggermente positivi.
In Cina timori per il settore immobiliare
I mercati asiatici hanno iniziato la settimana con il piede sbagliato, alle prese con le notizie provenienti dalla società di costruzioni cinese Vanke che ha dichiarato che avrebbe convocato una seconda assemblea degli obbligazionisti dopo non essere riuscita a ottenere l’approvazione degli stessi la scorsa settimana per prorogare di un anno il pagamento delle obbligazioni in scadenza oggi, dopo un periodo di grazia di cinque giorni lavorativi. Le azioni di Vanke sono crollate a Shenzhen e Hong Kong per i timori di insolvenza del costruttore finanziato dallo Stato, rinnovando le preoccupazioni per il settore immobiliare cinese colpito dalla crisi. I dati ufficiali hanno mostrato oggi che i prezzi delle nuove case hanno continuato a scendere a novembre, indicando che una ripresa della domanda rimane lontana, nonostante il governo abbia promesso di stabilizzare il settore. Intanto, ad aumentare la pressione sui politici di Pechino, lo yuan cinese si è apprezzato al livello più alto in più di un anno, dopo che i dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio hanno registrato un ulteriore rallentamento a novembre, fornendo nuove prove del fatto che l’economia è in stallo.
Sotto pressione anche le azioni sudcoreane uno dei mercati con le migliori performance al mondo quest’anno, in calo fino al 2,7%. Il più ampio indice Msci delle azioni dell’Asia-Pacifico al di fuori del Giappone ha perso l’1,2%.
In Giappone, il Nikkei 225 è in calo dell’1,4% nonostante un breve balzo dopo che il sondaggio “Tankan” della Boj ha mostrato che il sentiment aziendale dei grandi produttori ha raggiunto il massimo di quattro anni, suggerendo che l’economia sta resistendo all’impatto dei dazi statunitensi più elevati.
Per quanto riguarda le materie prime, il greggio Brent è salito dello 0,6% a 61,46 dollari, sui timori per l’offerta derivanti dalle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela. L’oro è salito per il quinto giorno, con gli investitori avversi al rischio che si sono allontanati dai titoli azionari asiatici a causa delle preoccupazioni sulle prospettive delle aziende tecnologiche che hanno investito molto nell’intelligenza artificiale. Il metallo giallo è aumentato di oltre il 60% quest’anno e l’argento è più che raddoppiato, con entrambi sulla buona strada per raggiungere le migliori performance annuali dal 1979. Il rame è salito dell’1,2% a 11.656,50 dollari la tonnellata, recuperando parte del forte calo di venerdì, insieme allo zinco, balzato dell’1,1% e all‘alluminio a +0,4%, poiché gli investitori si sono concentrati nuovamente sulle prospettive di un mercato più ristretto nel 2026.
I mercati delle criptovalute hanno interrotto una serie di tre giorni di perdite, con il bitcoin dopo un rialzo dell’1,2%, cede leggermente poco sotto i 90.000 dollari e l’ether è in rialzo dell’1,1% a 3.116,42 dollari.
Borse europee viste aprire in rialzo. A Piazza Affari occhi a Diasorin e Prysmian
Le borse europee dovrebbero aprire in rialzo. Future EuroStoxx 50 +0,3%
Diasorin – Morgan Stanley ha abbassato il giudizio da Overweight a Equal Weight, target price 63 euro.
Ferrari – Morningstar ha alzato il rating a Buy, Morgan Stanley ha alzato il target price a 425 dollari, dai precedenti 367 dollari.
Prysmian – Jefferies alza target price a 104 euro da 102.
Snam – Moody’s ha alzato l’outlook a positivo, rating Baa2 confermato.
Terna – È in procinto di raggiungere l’obiettivo sull’Ebitda 2025, ha dichiarato l’ad Giuseppina Di Foggia al Corriere della Sera. Ha aggiunto che il 4% dei costi pagati dai consumatori in bolletta è attribuibile al trasporto dell’energia sulla rete Terna, al di sotto della media europea.
Unicredit – Morningstar ha abbassato il rating a Sell.
Avio – La società ha scelto la Virginia come sede del nuovo stabilimento
Juventus – La famiglia Agnelli non venderà a nessuno la Juventus. Lo ha dichiarato sabato l’ad di Exor John Elkann, respingendo l’offerta di Tether.