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Borse, l’Asia risale e lo yen ridiscende

I mercati asiatici aprono bene in questo quasi-ultimo ‘business day’ dell’anno, sostenuti dai dati cinesi e dalla sempre maggiore probabilità di una svolta nella politica monetaria del Giappone.

Borse, l’Asia risale e lo yen ridiscende

I mercati asiatici aprono bene in questo quasi-ultimo ‘business day’ dell’anno, sostenuti dai dati cinesi (aumento dei profitti societari del 23% sull’anno, superiore alle attese) e dalla sempre maggiore probabilità di una svolta nella politica monetaria del Giappone, in direzione di una espansione quantitativa della moneta che per la prima volta si dà l’obiettivo di portare il tasso d’inflazione verso il 2-3% (i dati sui prezzi al consumo in uscita domani prevedono un perdurare della deflazione che da anni fiacca l’economia nipponica, e quindi un ulteriore incentivo alla svolta).

L’indice regionale MSCI Asia Pacific è salito dello 0,4% e si avvia a chiudere l’anno con un guadagno rispettabile, intorno al 13%. La borsa di Tokyo è salita di circa l’1%, stabilmente sopra la quota 10mila del Nikkei, e lo yen si è ancora indebolito, verso quota 86 contro dollaro. L’euro è tornato sopra quota 1,32 e il petrolio si è rafforzato in vista delle migliori prospettive di domanda, portandosi a 91 $/barile (WTI). Quest’anno il WTI è sceso dell’8% contro un aumento del 3% del Brent. Lo scarto fra Brent e WTI è di circa 17 dollari in favore del Brent, contro uno scarto medio di 7 centesimi a favore del WTI nei cinque anni 2006-2010. La ragione sta nell’aumento dell’offerta interna agli Usa permesso dalle nuove tecniche di estrazione di petrolio da scisti e sabbie bituminose.

http://www.bloomberg.com/news/2012-12-27/japan-stocks-rise-to-21-month-high-as-yen-weakens-oil-declines.html

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