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Borse in rosso ma Juve superstar

L’onda ribassista americana, che risente delle nuove tensioni sui dazi, colpisce anche Piazza Affari (-0,61%) ma le voci sul possibile arrivo di Guardiola fanno volare la Juve (+5,68%).

Borse in rosso ma Juve superstar

La guerra commerciale sullo sfondo, le poco esaltanti novità sulla Brexit, l’approssimarsi delle elezioni europee frenano gli acquisti sui mercati, mentre il prezzo del petrolio oggi va a picco con l’aumento a sorpresa delle scorte settimanali Usa.

Dopo la breve ripresa di ieri, chiudono poco mossi i listini europei e per Wall Street la campana d’avvio è stonata e le prime ore di scambi sono in leggero ribasso. Piazza Affari è in maglia nera, -0,61%, 20.573 punti. Sono deboli le banche, Tenaris (-3,14%), Ferragamo (-2,81%) e Telecom (-2,69%). In controtendenza la Juventus (+5,68%), che sfrutta il toto nomine sul nuovo allenatore. 

Nel resto d’Europa: Francoforte +0,2%; Parigi -0,12%; Madrid -0,06%. Londra +0,21%, con la sterlina in regresso sull’onda di una Brexit di nuovo in alto mare. L’offerta illustrata ieri da Tehersa May, in vista della legge di attuazione dell’uscita dall’Ue (Withdrawal Agreement Bill) attesa ai Comuni per inizio giugno, ha ricevuto una pioggia di no e il futuro della premier sembra appeso a un filo.

Nella mattina Usa invece i titoli petroliferi accentuano i cali in scia ai ribassi del greggio, per l’aumento a sorpresa delle scorte americane. Nella settimana conclusa il 17 maggio gli stock sono aumentati di 4,74 milioni di barili, mentre le attese erano per una discesa di 1,4 milioni. I contratti del Wti a luglio, che prima del dato pubblicato dal dipartimento all’Energia americano erano in ribasso a 62,5 dollari al barile, perdono ora il 2,03% a 61,85 dollari. Il Brent cede l‘1,41%, 71,16 dollari al barile.

In Piazza Affari la contrazione dell’oro nero si riflette in particolare su Tenaris, ma soffrono anche Eni, -0,84% e Saipem -0,72%. Fuori dal paniere principale Saras, -4,21%, scende a 1,366 euro per azione. Telecom arretra, dopo i guadagni di ieri, senza che l’ad Luigi Gubitosi abbia offerto certezze sul possibile accordo per una fusione con Open Fiber. 

Le banche sono negative: Mediobanca -2,22%; Bper, -2,13%, ancora sotto pressione sulla notizia dell’avvio di un procedimento antitrust sull’operazione di acquisto di Unipol Banca. Fra le notizie rilevanti per il settore Reuters scrive che le Autorità di vigilanza bancaria europea ritengono che la soluzione della crisi di Banca Carige debba passare per una procedura di liquidazione se l’istituto non troverà un acquirente, contrariamente al piano di salvataggio pubblico pensato dal governo.

L’obbligazionario intanto resta in una scia moderatamente positiva, con il tasso del decennale al 2,63% e lo spread in ritirata dello 0,84% a 270.90 punti. Le big cap migliori di oggi, dopo la Juventus, sono Amplifon +3,85%; Moncler +2,98%; Atlantia +1,67%.

Euro-dollaro stabile, in area 1,115. Il biglietto verde si mantiene vicino al livello più alto da un mese, contro un paniere di valute, sostenuto dalle tensioni commerciali tra Usa e Cina e in vista della pubblicazione delle minute dell’ultimo meeting della Fed da cui potrebbero arrivare ulteriori indicazioni sul perché la banca centrale non abbia mutato atteggiamento sui tassi. Nella riunione del 1 maggio il Fomc ha mantenuto invariati i tassi di interesse e segnalato una scarsa propensione a un aggiustamento a breve, sulla scia dei forti dati sull’occupazione.

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