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Borse in netto ribasso: è l’effetto di Facebook e Nasdaq

Il crollo di Facebook trascina con sè quello del Nasdaq che spinge giù tutta Wall Street e i listini europei – Piazza Affari perde lo 0,98% – Male soprattutto Stm, Exor, Saipem, Fca e Finecobank – In controtendenza Italgas, Ferragamo, Moncler e Atlantia

Borse in netto ribasso: è l’effetto di Facebook e Nasdaq

Facebook affonda Wall Street e i listini europei accelerano al ribasso nella seconda parte della seduta. Piazza Affari perde lo 0,98% e scende a 22.633 punti. Pesano sul Belpaese alcuni dati macro: l’economia si raffredda a gennaio, la produzione industriale scende dell‘1,9%. mentre il disavanzo commerciale è di 87 milioni di euro. Intanto il Fondo Monetario avverte: la spesa pensionistica in Italia è troppo alta, la legge Fornero non basta.

Ancora più pesante il clima a Francoforte -1,39% e Parigi -1,13%. Londra, -1,69%, è la piazza peggiore con la sterlina in rimonta a seguito dell’annuncio del trovato accordo sulla Brexit, benché resti aperta la questione irlandese.

L’euro riprende quota sul dollaro, con il cambio oltre 1,23.

A Wall Street il caso del giorno è quello di Facebook, che attualmente perde circa il 7% al Nasdaq (-2,7%), in un listino quasi tutto negativo. Le vendite sono dovute alla notizia di New York Times e Guardian su Cambridge Analytica, società di dati e analisi politiche, che avrebbe aiutato Donald Trump durante le elezioni e favorito la campagna pro-Brexit, questo manipolando dati personali di oltre 50 milioni di utenti Facebook. Ora le autorità americane e inglesi chiedono a Mark Zuckerberg di rendere conto di quanto successo, mentre s’infiamma la discussione sulla tutela della privacy e sulle democrazie in pericolo.

Il crollo trascina Amazon, Apple, Netflix e Alphabet, impensierite anche dal fatto che Bruxelles sta studiando un piano per tassare i loro ricavi del 3%. La mossa è parte di un più ampio provvedimento per una lista di 200 prodotti Usa che verrebbero colpiti da tariffe nel caso in cui Washington decidesse di non esentare l’Europa dai dazi sui metalli.

I mercati risultano dunque particolarmente nervosi questo lunedì, in attesa di indicazioni dal G20 che si apre oggi a Buenos Aires e dalla riunione di mercoledì della Fed, la prima del presidente Jerome Powell, con la prospettiva di un rialzo dei tassi.

Persino la Borsa di Mosca, all’indomani del voto russo, con la super vittoria di Vladimir Putin, perde lo 0,56%.

Nelle materie prime risulta piatto il petrolio, con il Brent a 66,15 dollari al barile (-0,09%)

In Piazza Affari la blue chip peggiore è proprio un titolo legato all’oro nero, Saipem -2,42%. Male anche Exor -2,33% e Fca -1,95%, mentre Sergio Marchionne a margine dell’assemblea di Sgs dove è stato confermato presidente, dichiara che Fca non venderà mai il marchio Fiat.

Le prese di beneficio penalizzano Finecobank -2,08%. In netto calo Stm -1,91%, in scia alle perdite dei titoli tecnologici americani, in particolare il cliente Apple.

In vetta al Ftse Mib si colloca Italgas, +1,89%. Bene Ferragamo, +1,18%. Il tribunale di New York ha riconosciuto alla maison fiorentina un’indennità di 60 milioni di dollari per contraffazione del marchio.

Nella moda gli acquisti premiano anche Moncler +0,78%. Rialza la testa Atlantia +0,43%, mentre le indiscrezioni stampa su una ripresa di fusioni in ambito bancario spingono Ubi +0,36%

Fuori dal listino principale in grande spolvero Credito Valtellinese,+5,34%, dopo il successo dell’aumento di capitale. Affonda invece Banca Carige -6,32%.

Tranquillo l’obbligazionario: il rendimento del Btp 10 anni scende a 1,88%, lo spread con il Bund sale a 130.50 punti +0,93%, anche se, per Reuters, nella Bce si comincia a parlare di rialzo dei tassi.

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