I listini europei chiudono positivamente la settimana, l’ultima completa prima delle feste natalizie. Il cauto rialzo di oggi si colloca tra l’andamento intonato di Wall Street e i guadagni di Tokyo (Nikkei +1,02%), dopo che la BoJ, come previsto, ha alzato i tassi di un quarto di punto, allo 0,75%, livello massimo da 30 anni. Una scelta scontata, ma che costa oggi allo yen un pesante ribasso. A livello geopolitico si guarda invece all’intesa trovata nella notte dal Consiglio Europeo per un prestito di 90 miliardi all’Ucraina con debito comune e senza ricorrere agli asset russi congelati.
Piazza Affari è la regina del continente con un rialzo dello 0,66% (a 44.757 punti base). A capitanare i guadagni è Saipem +1,97% e fuori dal paniere principale splende la Juventus (+7,25%), con il mercato che punta su un rilancio da parte di Tether all’offerta formalizzata a Exor (e respinta una settimana fa) per il controllo del club. Dalla chiusura di venerdì scorso – prima dell’offerta di acquisto del colosso delle stablecoin – il titolo ha guadagnato oltre il 27%.
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Tra le borse continentali salgono leggermente anche Francoforte +0,44%, Londra +0,58%, Parigi +0,01%, Amsterdam +0,48%, Madrid +0,21%. Oltreoceano Wall Street si muove in progresso verso fine mattinata – DJ +0,55%, S&P500 +0,79%, Nasdaq +1,11% -. La propensione al rischio di abbevera alla ritrovata fiducia nei titoli dell’intelligenza artificiale, dopo le previsioni e il balzo di Micron visto ieri e il fatto che oggi Oracle (+6,65%), abbia chiuso un accordo di joint venture per mantenere operativa TikTok negli Stati Uniti.
La seduta statunitense per ora procede tranquilla, ma la volatilità non è esclusa visto che questo venerdì è il cosiddetto giorno delle quattro streghe e scadono contestualmente le opzioni su titoli, indici e future. Un evento che, in questa occasione, vale 7100 miliardi di dollari e, secondo Goldman Sachs, è la più grande scadenza di opzioni mai registrata.
Euro ai massimi storici contro lo yen
Il mercato valutario è piuttosto mosso oggi, soprattutto a causa del tonfo dello yen. La “stretta” monetaria giapponese non basta a sostenere la divisa nipponica in profondo rosso contro le principali valute. L’euro si muove su un massimo storico di 184,38 (+1,1%); il dollaro cambia a 157,45 (+1,26%) e potrebbe condurre in porto il maggior rialzo giornaliero da inizio ottobre. L’euro-dollaro è invece modernamente sfavorevole alla moneta unica, che mantiene il cross comunque oltre quota 1,17 (-0,12%).
Tra le materie prime sale di circa mezzo punto percentuale il prezzo dei future del petrolio. Il Wti tratta a 56,32 dollari al barile, mentre il Brent è poco oltre 60 dollari (60,13). L’oro resta ben comprato e lo spot gold ha un valore attuale di 4348,84 dollari l’oncia (+0,37%).
Piazza Affari, sul podio Saipem, Leonardo e Tim
Sul podio delle blue chip, al termine della seduta odierna, ci sono Saipem, Leonardo +1,9% e Tim +1,76%. Il titolo della oil service ha beneficiato della terza estensione di un contratto di perforazione offshore in Norvegia, in un settore petrolifero contrastato. Il titolo dell’azienda delle difesa ha annunciato invece due contratti negli Stati Uniti.
Tim d’altra parte arrotonda il rally degli ultimi 12 mesi e viene resa nota una lettera ai dipendenti in cui l’ad Pietro Labriola afferma che l’ingresso e il recente rafforzamento di Poste Italiane nel capitale azionario rafforzano “la stabilità del gruppo e la nostra capacità di investire in infrastrutture tecnologiche fondamentali per il Paese”.
Intermonte, a proposito di Telecom, cita anche indiscrezioni internazionali sulla sorte di Altice e sul consolidamento del settore in Francia, che potrebbe portare Iliad ad alleggerirsi in Italia e accelerare un’intesa con Wind 3. Di tutto questo potrebbe beneficiare indirettamente Tim grazie a una riduzione dei concorrenti nel mercato domestico.
Tra le banche si conferma in denaro Mps (+1,53%), dopo che ieri il ministro all’economia Giancarlo Giorgetti ha negato qualsiasi interferenza o pressione nei confronti del sistema finanziario italiano durante la vendita della quota di Siena tramite accelerated book building nell’autunno 2024.
Arretra Unicredit -0,62%. Tra i maggiori ribassi del giorno ci sono Cucinelli, -2,06%, Tenaris -1,49%, Moncler -1,26%, Campari -1,25%.
Spread stabile
Salgono i rendimenti sul secondario, ma lo spread tra Btp e Bund di durata decennale rimane stabile a 65 punti base. Il tasso del Btp in chiusura è indicato al 3,55% e quello del Bund al 2,9%.