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Borse 15 settembre: il disgelo Usa-Cina spinge l’Europa in attesa della Fed. Milano sopra i 43 mila punti con lusso, banche e difesa

In territorio positivo anche Wall Street, che aggiorna i record in attesa della Federal Reserve. Sul Nasdaq brillano Tesla e Google, è invece in rosso Nvidia. Sale il petrolio

Borse 15 settembre: il disgelo Usa-Cina spinge l’Europa in attesa della Fed. Milano sopra i 43 mila punti con lusso, banche e difesa

Si intensificano i venti di guerra in Europa, con Mosca che vede “la Nato partecipare di fatto a un conflitto con la Russia”, ma le borse non sembrano risentirne, anzi. I listini della zona euro archiviano la prima seduta della settimana in buon rialzo, in particolare Piazza Affari, che dopo aver civettato a lungo in giornata con quota 43 mila punti base, chiude appena sopra quella soglia psicologica, con un rialzo dell’1,14%, grazie agli acquisti sui titoli del lusso, della difesa e delle banche. Bene anche Parigi (+0,92%) – nonostante il declassamento del rating sovrano da parte di Fitch (da AA- ad A+, con outlook stabile), favorita dalle grandi firme e dal fatto che a dare sprint alla moda hanno contribuito i buoni dati sulle vendite in Cina di cosmetici e gioielli. Nel resto del continente Amsterdam si apprezza dell’1,13%, seguita da Madrid +0,55% e Francoforte +0,26%, mentre fuori dal blocco Londra è poco sotto la superficie -0,07%.

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Wall Street a nuovi massimi in attesa della Fed e su trattative Usa-Cina. Balzo di Tesla e Google 

Il clima si conferma positivo anche oltreoceano e Wall Street è a nuovi massimi (con S&P 500 e Nasdaq) dopo i record della scorsa ottava, in apertura di una settimana cruciale per la politica monetaria, con le riunioni di Fed, Banca del Canada, BoE e BoJ che si terranno nei prossimi giorni. I riflettori sono accesi soprattutto sulla banca centrale statunitense, chiamata a una decisione mercoledì. Il mercato non ha molti dubbi su una sforbiciata di 25 punti base, mentre frena su un taglio più robusto da 50 punti, nonostante le pressanti richieste provenienti anche oggi dal presidente Usa Donald Trump. Attualmente i trader prezzano un allentamento di quasi 70 punti base entro la fine del 2025, secondo i dati elaborati da Lseg. A portare una ventata di positività è poi la notizia proveniente dalla Casa Bianca sul buon andamento dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, mentre è stato raggiunto anche un accordo quadro su TikTok. Trump sarebbe inoltre pronto a parlare con il presidente cinese Xi Jinping venerdì. 

Nell’azionario brilla Tesla, +6,64%, dopo che il Ceo, Elon Musk, ha comprato azioni per un valore di circa 1 miliardo di dollari. Spinge sull’acceleratore anche Alphabet (Google) +3,7%, portando la capitalizzazione di mercato per la prima volta a 3000 miliardi di dollari, dopo la revisione al rialzo del price target (a 280 da 225 dollari) da parte di Citi. È invece in rosso Nvidia (-1,38%), accusata dalla Cina di aver violato la normativa anti-monopolio. Infine l’effervescente presidente degli Stati Uniti ritiene che le società americane quotate dovrebbero abbandonare la rendicontazione trimestrale.

Prezzi del petrolio in crescita 

Salgono i prezzi del petrolio, in proporzione a quanto crescono i toni ostili tra Europa e Russia, mentre gli Stati Uniti fanno pressione sugli alleati affinché impongano dazi sugli acquisti di petrolio russo da parte di Pechino. Al momento il future Brent, novembre 2025, tratta a 67,68 dollari al barile (+1,03%), mentre il greggio texano, ottobre 2025, si muove intorno a 63,48 dollari con un progresso dell’1,26%. Tra le materie prime si apprezza anche l’oro: lo spot gold guadagna lo 0,46%, 3659,79 dollari l’oncia. Sul mercato dei cambi il dollaro perde moderatamente terreno, in vista della riunione di politica monetaria. L’euro vede un cross oltre 1,175 (+0,2%).

Piazza Affari: svettano Cucinelli, Leonardo, Stm. Nuovi massimi per Avio

Le blue chip che hanno tirato la volata oggi in Piazza Affari sono Cucinelli, +5,68%, Leonardo +3,68%, Stm +3,99%. Le azioni dell’azienda di capi in cachemire si sono mosse in un comparto del lusso complessivamente ben intonato (Moncler +3,32%; Ferragamo +2,87%), ma hanno trovato un ulteriore trampolino nell’avviamento della copertura da parte di JP Morgan con il rating di “overweight” e un prezzo obiettivo di 125 euro.

Anche Leonardo si conferma tonica, in un settore della difesa (e dintorni) ben comprato e sulle ali di una ipotetica alleanza con Airbus e Thales sui satelliti, per dare vita a un’alternativa alla Starlink di Musk. Si tratta di un’intesa che potrebbe concretizzarsi già quest’anno.

Fuori dal paniere principale sono in luce Fincantieri (+2,75%) e Avio, +7,89%, quest’ultima a nuovi massimi storici dopo l’annuncio del management, venerdì scorso – nella call con gli analisti – di un aumento di capitale fino a 400 milioni di euro e di una forte espansione negli Usa nel settore difesa, maggiore delle attese. Per questo Equita ha alzato il target price sul titolo da 25 a 37 euro per azione, restando con raccomandazione di “hold”. 

La giornata ha sorriso alle banche a partire dalle big Intesa +2,54% e Unicredit +1,26%, anche se il focus quest’oggi era su Bper (+1,84%) e Popolare di Sondrio (+1,26%). La banca valtellinese ha nominato infatti il nuovo cda sulla base delle liste di Bper, che è diventato recentemente socio di controllo con una quota dell’80,69%. 

I maggiori ribassi del giorno sono per Amplifon -2,3%, Diasorin -1,06%, Tenaris -0,91%, Interpump -0,88%. La debolezza di Snam -0,66% potrebbe essere da imputare a indiscrezioni stampa secondo cui il closing sull’acquisto di una partecipazione nella tedesca Open Grid Europe, previsto a fine settembre, andrà verso uno slittamento.

Spread in ribasso

Anche la carta italiana chiude una seduta positiva. Lo spread tra Btp e Bund, entrambi di durata decennale, arretra a 81 base, con tassi rispettivamente al 3,51% e 2,69%. La carta francese riduce le perdite nel finale e dopo essere arrivata mettersi alla pari dei titoli italiani, con uno scattino d’orgoglio chiude con un rendimento leggermente più basso. L’Oat decennale è indicato infatti al 3,49% e lo spread con il Bund di pari durata si ferma a 79 punti base.

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