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Borse 15 dicembre: Piazza Affari regina d’Europa grazie alle banche. Spread sotto quota 70. Oro al record. Dollaro debole

In attesa della riunione della Bce la Borsa di Milano si rivela la più performante in Europa e supera la soglia psicologica dei 44 mila punti. Banche italiane al galoppo. Wall Street parte bene ma poi ritraccia. Oro e argento in grande spolvero

Borse 15 dicembre: Piazza Affari regina d’Europa grazie alle banche. Spread sotto quota 70. Oro al record. Dollaro debole

Le borse europee chiudono in rialzo questo lunedì, mentre Wall Street appare volatile a poche ore dall’avvio e in attesa dei dati sul lavoro di domani. In particolare restano nel mirino alcuni titoli dell’intelligenza artificiale. Piazza Affari si apprezza dell’1,39% e oltrepassa la soglia psicologica dei 44 mila punti base (44.116), al traino delle banche, mentre la Bce avverte che le tasse sugli istituti potrebbero avere “effetti negativi”. A mettere un po’ di pepe agli scambi ha contribuito poi la notizia che sarebbe in arrivo un nuovo pacchetto di modifiche del governo alla manovra riguardanti il settore delle imprese e del peso di 3,5 miliardi.

Fuori dal Ftse Mib splende la Juventus (+8,51%), ingolosita dall’offerta da un miliardo di euro presentata da Tether per il club e respinta da Exor. Nel resto del continente: Londra +1,09%, Parigi +0,7%, Madrid +1,09%, Amsterdam +0,66%. Fanalino di coda è Francoforte (-0,01%), appesantita, tra gli altri, dal titolo Rheinmetall (-2,86%), in perdita come quasi tutti i titoli della difesa nel Vecchio Continente, mentre si continua a trattare per una pace in Ucraina.

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Wall Street intanto perde di nuovo terreno e il malessere di dipana ancora una volta dal Nasdaq (-0,39%) e dai titoli dell’intelligenza artificiale: Oracle, dopo aver perso il 12,7% la scorsa ottava è nuovamente in rosso. Si salva Nvidia, dopo aver ceduto il 4% nell’ultima settimana. Il colosso sta valutando di aumentare la capacità produttiva dei suoi potenti chip H200 AI.  Si sgretola iRobot, -70%, dopo che il produttore dell’aspirapolvere Roomba ha presentato la richiesta di protezione fallimentare.

Focus sulle banche centrali e sui dati macro Usa in settimana 

In generale sui mercati i volumi si stanno sgonfiando in prossimità delle feste natalizie e degli aggiustamenti dei portafogli, anche se gli eventi attesi nei prossimi giorni sono molto importanti. Il focus sarà sulle riunioni delle banche centrali, tra cui alcune di grosso calibro: Bce, da cui non si attendono cambiamenti di politica monetaria (Riksbank svedese e Norges Bank norvegese dovrebbe attenersi allo stesso copione); BoE, si prevede un taglio di 25 punti base; BoJ, si stima un aumento dei tassi dello 0,25%.

Inoltre domani negli Stati Uniti saranno pubblicati i dati sui salari non agricoli di novembre e ottobre, slittati a causa del lungo shutdown. Giovedì ci sarà un aggiornamento dell’indice dei prezzi al consumo.

Euro e metalli preziosi in progresso

Sul mercato dei cambi il dollaro appare debole contro le principali valute: l’euro guadagna circa lo 0,2%, per un cross di 1,176. Tra le materie prime tornano in primo piano i metalli preziosi, in particolare oro e argento, che trattano in prossimità dei massimi storici. Lo spot gold vale attualmente 4323,99 dollari l’oncia. Al contrario sono sotto schiaffo i future di febbraio del petrolio: Wti 56,68 dollari al barile (-0,66%) e Brent  (-0,56%), 56,68 dollari al barile.

Piazza Affari, banche in rimonta con Mps

Sono le banche a segnare oggi i maggiori rialzi tra le blue chip. Il podio va a Montepaschi +2,74%, seguita da Banca Mediolanum +2,66%, Pop di Sondrio +2,66%, Banco Bpm +2,63%, Bper +2,46%. A stretto giro troviamo anche Unicredit  +2,3% e Intesa +2,12%. Un rimbalzo dopo la frenata di venerdì scorso, arrivata comunque al termine di un’ottava positiva per il comparto che, in borsa, ha guadagnato quasi il 3%.

Il settore auto ha perso gran parte dello sprint visto nella prima parte della seduta, a seguito del fatto che domani la Commissione europea presenterà un pacchetto di misure per rilanciare il settore, con un ammorbidimento dello stop ai motori termici fissato al 2035. Secondo le anticipazioni, la nuova proposta non imporrà più una riduzione totale delle emissioni di CO₂, ma un taglio del 90% rispetto ai livelli attuali, consentendo così la sopravvivenza di motori ibridi, auto a biocarburanti e veicoli alimentati con e-fuel.

Nel lusso chiude una bella seduta Cucinelli +1,73%. Il maggior ribasso del giorno è quello di Diasorin -1,66%, penalizzata dalla scelta ’equal weight’ da parte di Morgan Stanley accompagnato da un drastico taglio del target price portato a 63 euro dai precedenti. Realizzi su Campari -1,54%. Sono deboli i titoli oil: Eni -0,38%, Tenaris -0,35%. È piatta Leonardo -0,06%:

Spread in calo

La performance migliore è appannaggio del secondario, dove lo spread tra decennale italiano e tedesco arretra a 68 punti base (-2,86%) e il tasso del Btp scende al 3,53%, contro il 2,85% del Bund.

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