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Borsa, mal di Cina per auto e lusso. Chiusura negativa per Piazza Affari

Dopo le giornate ruggenti, i listini segnano il passo: Milano chiude in ribasso dell’1,05%, in calo anche Wall Street – A pesare le conferme in arrivo sulla frenata dell’economia cinese – Si profila, invece, un successo clamoroso per il Btp Italia, che ha oltrepassato la soglia di 3,3 miliardi – A Piazza Affari, Telecom Italia (+2,93%) in controtendenza

Borsa, mal di Cina per auto e lusso. Chiusura negativa per Piazza Affari

Dopo le giornate ruggenti, le Borse segnano il passo. Succede a Wall Street, dove i tre principali indici Usa segnano ribassi di circa lo 0,7%. I mercati europei, a partire da Milano, hanno seguito lo stesso copione. A Piazza Affari l’indice Ftse/Mib arretra dell’1,05% a quota 16953, Parigi perde l’1,3%, al pari di Francoforte, Londra -1,2%.

Si profila, al contrario, un successo clamoroso per il Btp Italia, che ha oltrepassato la soglia di 3,3 miliardi. La raccolta ordini continuerà fino a giovedì sera e il Tesoro italiano ha detto che non porrà limite alla domanda.

A segnare la giornata dei mercati sono state le conferme della frenata dell’economia cinese. Gu Xianghua, vicesegretario dell’Associazione dei produttori di auto cinesi, ha detto stamane ina le vendite di auto nel 2012 cresceranno meno dell’8% finora previsto, probabilmente non più del 5%. La notizia, combinata con il warning sugli acquisti di ferro grezzo da Pechino lanciato dal colosso minerario Bhp Billiton, ha colpito il settore industriale europeo, a partire dall’auto.

Anche Fiat – 3,82% che pure in Cina non vende quasi, ne ha sofferto. In calo anche Pirelli – 2,4% e Fiat Industrial – 2,44%, entrambi con una forte presenza sotto la Grande Muraglia. E’ andata peggio, come è ovvio, ai Big dell’auto tedesca, i più presenti nel paese asiatico: Daimler -4,5%, Bmw -5% e Volkswagen -5,2%. Anche GM -2,2% e Ford -1,6% accusano il colpo. Anche il lusso, di cui Pechino è ormai il primo cliente, patisce le notizie da Oriente: Lvmh scende a Parigi del 3,2%, Ferragamo arretra del 2%, Tod’s segna -1%. Fa eccezione, a Wall Street Tiffany +5% che si aspetta per l’esercizio 2012 risultati in crescita, aiutati dall’espansione in Asia e nelle Americhe.

Debolezza diffusa anche tra i titoli bancari. Tra i peggiori il Banco Popolare – 1,54%, ma prevalgono le vendite anche su Intesa SanPaolo -1,81%, Unicredit -0,7% . Invariata PopMilano. Ancora sotto i riflettori Premafin + 7%. In calo invece Unipol -1,3% e Fondiaria-Sai -0,3%. Tra i pochi titoli premiati dal mercato spiccano Diasorin +2,62% e Telecom Italia +2,93%. Ancor più rilevante il balzo in avanti di Cir +8,8%, premiata dalle voci di un interesse dalla Russia per Sorgenia e Prelios, anch’essa in salita dell’8,8%.

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