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Borsa, l’ecatombe delle banche: Mps salva

Piazza Affari chiude in rosso ed è la peggiore in Europa. Raffica di sospensioni per i titoli del credito: Unicredit, Pop Milano, Bper, Bpop pagano l’onda lunga degli stress test. Nel tritacarne finisce anche Intesa. La pioggia di vendite condiziona la performance dell’intero listino ma Telecom Italia tiene con Atlantia e Ferragamo. Bene Recordati. Wall Street piatta guarda agli M&A

Borsa, l’ecatombe delle banche: Mps salva

Non si placano le tensioni sulle banche dopo la pubblicazione degli stress test, avvenuta venerdì sera a Borse chiuse.

Milano cede l’1,73% con le vendite che colpiscono Unicredit -9,4%, entrata in asta di volatilità durante la seduta per eccesso di ribasso, su cui secondo gli analisti cresce la pressione per la ricapitalizzazione, seguita da Bpm -6,22%, Ubi -6,20%, Bper -5,67%, Banco Popolare -5%, con una raffica di sospensioni che ha colpito il comparto.

Tra le banche in netta controtendenza è invece Mps che sale dello 0,58%, tra i migliori titoli del Ftse Mib: piacciono al mercato le garanzie offerte dal piano di rilancio basato sulla cessione di tutti i crediti deteriorati e su un successivo aumento di capitale da 5 miliardi di euro. Il titolo ha comunque rallentato il passo rispetto alle performance di questa mattina, quando i listini sono partiti al rialzo.

In calo anche i principali listini del Vecchio Continente:  Parigi -0,69%, Londra -0,45%, Francoforte -0,07%.

A Wall Street gli indici si muovono a ridosso della pari. Gli occhi sono sulle varie operazioni di M&A: Verizon Communications  ha messo sul piatto 2,4 miliardi per comprare l’irlandese Fleetmatics e Tesla ha raggiunto un accordo per comprare SolarCity per 2,6 miliardi di dollari. Con questa operazione nasce un gigante dell’energia pulita, capace di vendere auto elettriche (Tesla) alimentate con l’energia solare (settore in cui opera SolarCity).

Sul fronte macroeconomico, dopo la delusione sul Pil diffuso venerdì scorso, arrivano dati ancora deludenti. A luglio l’Ism manifatturiero, l’indice che misura la performance del settore manifatturiero negli Stati Uniti, ha rallentato il passo.

L’indice di riferimento è diminuito a 52,6 punti, rispetto a 53,2 di giugno rispetto a un aumento a 52,7 punti previsto dagli analisti. Inoltre, le spese per le costruzioni negli Stati Uniti sono inaspettatamente calate a giugno, -0,6%, un segnale non rassicurante per il mercato immobiliare. Il petrolio Wti cede il 3,29% a 40,23 dollari al barile. Il cambio euro dollaro è invariato a 1,1174.

A Piazza Affari si muovono in controtendenza in cima al Ftse Mib: Recordati +1,21%, Ferragamo +0,76%, Atlantia +0,4% e Campari +0,16%.

Mediaset -1,48%: in un’intervista il Ceo di Vivendi ha detto che il gruppo francese può anche non fare nessun accordo con la società italiana delle tv, la quale invece ribadisce il carattere vincolante del contratto firmato fra i due gruppi a maggio. “Ci era stata offerta una Ferrari che si è rivelata una Fiat Punto, ha detto Arnaud de Puyfontaine”.

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