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Borsa, finale senza brindisi. Euro vicino a 1,2

Listini europei senza verve nell’ultima seduta dell’anno: Milano è il peggiore – Pesa il supereuro – I Btp già guardano alle elezioni di marzo – Sale il petrolio e ne beneficia Saipem – Realizzi su Banco Bpm – Tra le Mid/Small Cap in luce Falck Renewables

Borsa, finale senza brindisi. Euro vicino a 1,2

Borse deboli e scambi al lumicino nell’ultima riunione del 2017. Piazza Affari, dopo l’annuncio della data delle elezioni, lascia sul terreno più di mezzo punto percentuale, peggior listino della seduta. L’indice Ftse Mib è scivolato sotto i 22 mila punti. In rosso anche gli altri listini dell’Eurozona: Francoforte e Madrid -0,3%, Parigi -0,1%. In terreno positivo solo Londra (+0,3%), fuori dall’area della moneta comune.

L’euro infatti è vicino ai massimi da un mese sul dollaro a 1,1975, in un contesto di generale debolezza per il biglietto verde penalizzato dal ribilanciamento delle posizioni in vista della chiusura dell’anno.

Nel primo pomeriggio usciranno i dati sull’inflazione tedesca, attesi dai mercati in chiave Bce. In giornata saranno resi noti anche i dati sui prezzi spagnoli.

Avvio di seduta in calo per i Btp, sui cui torna a pesare il rischio politico, all‘indomani delle prossime elezioni. Il tasso sul benchmark decennale sale a 1,98% da 1,95% della chiusura di ieri: il rendimento è risalito di una trentina di centesimi dai minimi di inizio dicembre. Lo spread tra Btp e Bund a 10 anni si porta a 155 punti base dai 153 della chiusura di ieri.

A novembre il portafoglio di titoli di Stato italiani in mano a banche operanti nel Paese è calato nuovamente, scendendo al minimo da settembre 2012. Secondo i dati preliminari Bce, il controvalore del portafoglio si attesta a novembre a 347,3 miliardi dai 362 di fine ottobre. L’importo del portafoglio si è mantenuto sopra i 400 miliardi ininterrottamente da maggio 2013 a ottobre 2016

Ancora in salita i prezzi petroliferi, ai massimi da metà 2015. Nuovi acquisti sono scattati in scia agli ultimi dati settimanali che hanno segnato un inatteso calo della produzione americana e una riduzione delle scorte di greggio commerciale, mentre sullo sfondo proseguono i tagli all’output da parte dell’Opec e di altri paesi produttori. Il future sul Brent scambia a 66,4 dollari il barile (+0,4%), mentre il WTI sfonda la barriera dei 60 dollari.

Saipem (+0,7%) è la miglior blue chip di piazza Affari. Eni -0,43%.

Deboli le banche. Arretra Ubi (-1,2%) che ha ricevuto dalla Banca Centrale Europea i target minimi di solidità patrimoniale che prevedono un indice Cet1 Ratio di almeno l’8,625% e tengono già conto dell’integrazione delle tre ‘good banks’ acquisite pochi mesi fa. Ubi al 30 settembre aveva un indice di solidità a regime pieno dell’11,54%, quasi 300 punti base sopra i target.

È stato perfezionato l’accordo per la cessione delle attività di Aletti Gestielle da Banco Bpm (-0,9%) ad Anima Holding (-0,2%). Il prezzo pagato da Anima è di 700 milioni, e sarà oggetto di “aggiustamenti secondo i termini concordati e resi noti a inizio novembre”.

Continua il pressing della Banca Centrale Europea su Banca Carige, invariata. A fine gennaio è previsto un cda per fare il punto sul piano al 2020. In calo il Credito Valtellinese (-1,8%): l’aumento di capitale dovrebbe partire il 5 febbraio.

Falck Renewables segna nuovi massimi di periodo a 2,14 euro, +3%. Lavaredo, società di nuova costituzione designata da Burlington Loan Management, ha concluso l’acquisto del 44,86% di Prelios (+0,2%). Lavaredo è ora tenuta a promuovere un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria sulla totalità delle azioni ordinarie di Prelios.

Delfin, finanziaria di Leonardo Del Vecchio, è entrata con il 6% nel capitale di Space4 (+0,3%), veicolo Spac.

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