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Borsa 3 ottobre: esordio boom di Btp Valore ma in Europa listini azionari deboli. Balzo a sorpresa di Evergrande (+42%)

L’America va, l’Europa no: mercati finanziari a due facce – A Milano continua la crisi delle small cap ma il Bot People non tradisce mai

Borsa 3 ottobre: esordio boom di Btp Valore ma in Europa listini azionari deboli. Balzo a sorpresa di Evergrande (+42%)

Marcus Ashworth, columnist di Bloomberg specializzato in valute e bond, non è certo un amico del debito italiano, da lui sempre additato come l’anello debole dell’Eurozona. Ma stavolta il colpevole non va cercato in Italia e Francia (altro debito pubblico a rischio). La colpa delle tensioni che minacciano la stabilità dell’Europa va cercata oltre Oceano: da luglio ad oggi sotto la spinta della Fed i tassi reali usa sono cresciuti di 75 punti attraendo come una calamita i capitali sul dollaro salito in questi mesi del 6%. L’Europa, colpita dal parallelo rialzo del petrolio, non ha armi per frenare il deflusso di capitali verso l’area dollaro. E così, conclude Ashworth, nonostante i progressi sul fronte dell’inflazione, non si vedono per ora ragioni per attrarre i capitali verso l’euro o la sterlina. A confermare la diagnosi arrivano i commenti dei governatori della Fed che tornano a parlare di prossimi rialzi dei tassi Usa. 

Apertura Boom per il Btp valore, borse in rosso

Le borse dell’Europa aprono in ribasso. Ieri l’indice Ftse Mib di Milano ha chiuso in ribasso dell’1,4%, mentre oggi nelle prime battute segna -0,37%. Continua la crisi delle small cap, un tempo punto di forza di Piazza Affari. Dal 2001, da quando è nato l’indice Star, ci sono stati solo tre anni in cui le small cap hanno fatto peggio delle large cap e in particolare negli ultimi due anni. 

Il Bot People non tradisce mai. Nella giornata d’esordio del Btp Valore sono stati raccolti 4,77 miliardi di euro grazie alla sottoscrizione di 162 mila contratti da parte dei risparmiatori individuali. L’obiettivo ufficioso è di superare i 10 miliardi entre venerdì. Nel frattempo Il Btp decennale ha tenuto le posizioni in un’altra seduta di pressione sulle scadenze a lunga. Lo spread con il Bund si è ristretto a 187 punti base.

Frena l’industria, cresce l’occupazione

Rallenta ancora l’attività dell’industria europea. L’indice Pmi manifatturiero nell’Eurozona a settembre è diminuito per il quindicesimo mese consecutivo, da 43,5 a 43,4 punti. In frenata Francia e Germania, un po’ meglio Italia e Spagna. 

Ad agosto in Italia l’occupazione è cresciuta a 59mila unità (+0,3%), mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 7,3% (-0,2%). Il tasso di disoccupazione dell’eurozona è sceso dal 6,5% al 6,4%, nell’Ue dal 6% al 5,9%.

Euro alle corde: il cross scende per la settima seduta consecutiva, stamattina a 1,047.

De Guindos (Bce): “Premature le aperture per il costo del denaro”

Riflettori puntati in mattinata sull’intervento del capo economista Lane a una conferenza sull’inflazione. Nonostante dinamiche dei prezzi incoraggianti dalla zona euro, gli investitori non sembrano mettere in conto che Francoforte possa ammorbidire l’approccio di politica monetaria. Ieri il rendimento del Bund decennale, benchmark del blocco, si è riavvicinato al livello più alto degli ultimi 12 anni toccato giovedì scorso. La ‘colomba’ de Guindos, numero due della Bce, ha definito premature le discussioni su un eventuale taglio dei tassi.

Nel frattempo, entra nel vivo il negoziato sul patto di stabilità. La presidenza spagnola ha inviato agli Stati Ue una bozza di compromesso sui punti critici. L’obiettivo è arrivare a un’intesa entro fine anno. Trovano posto nella bozza le salvaguardie comuni; lo spazio fiscale per gli investimenti e gli incentivi alle riforme; l’equilibrio istituzionale (ruolo di Commissione e Parlamento Ue, rafforzamento del Consiglio).

Nvidia Superstar, Microsoft testimonia contro Google 

Chiusura contrastata lunedì a Wall Street: soffrono le utility -4,7%, il peggior ribasso dal 2020. S&P -0,1%, Nasdaq +0,7%. Avanza solo il mondo tech sostenuto da Intelligenza Artificiale e Cybersecurity. In un panorama globale piuttosto deprimente evidenziamo che l’indice FANG Plus, che riunisce le dieci eccellenze dell’high tech americano, ieri ha guadagnato l’1,4%. Tesla (+0,6%) ha chiuso il terzo trimestre sotto le attese, 435.059 automobili prodotte e 466.140 consegnate.

Testimoniando nel processo antitrust statunitense contro Google, il ceo di Microsoft, Satya Nadella, ha detto che il potere online di Google è così pervasivo che persino la sua azienda ha difficoltà a competere. Nvidia +3%: Goldman Sachs ha aggiunto il titolo della società grande protagonista della rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale nella sua Conviction List. 

Corre l’economia Usa, torna a salire il T Bill

Corre l’economia Usa. L’indice ISM manifatturiero è migliorato più delle attese ed è tornato sui livelli di novembre, passando a 49 da 47,6 di agosto, il consensus era a 47,9. Per trovare un incremento di questa ampiezza si deve tornare al marzo 2021. L’indice resta, seppur di poco sotto la soglia della contrazione, dopo aver toccato in giugno, i minimi da maggio del 2000. Il mese scorso, è salita soprattutto la componente Occupazione, a 51,2 da 48,5.

Il dollaro sale ai massimi da dicembre e si avvia verso la dodicesima settimana positiva di seguito. Il clima sui bond governativi resta teso. Il rendimento del Treasury 10 anni è salito a 4,67 da 4,60%, siamo sui massimi dal 2007.

Evergrande +42% ad Hong Kong, l’Australia non tocca i tassi

Chiuse le Borse cinesi, ad Hong Kong vanno in scena oscillazioni degne del salto mondiale della ginnasta Usa Simona Biles. L’oggetto è Evergrande. Dopo la conferma della società del fermo del suo presidente ad opera della polizia il titolo è salito, chissà perché del 42% salvo poi chiudere a +15,3%. 

L’Hang Seng ha perduto il 3%. La borsa del Giappone si avvia a chiudere in ribasso la quarta seduta consecutiva: Nikkei -1,5% a 31.300, minimo dell’ultimo mese e mezzo.

L’indice S&P ASX200 di Sydney perde l’1,2% dopo l’annuncio della banca centrale. La Reserve Bank dell’Australia ha confermato i tassi di interessi al 4,1% per la quarta riunione consecutiva. Il consensus si aspettava tassi invariati. Il governatore Michele Bullock avverte nel comunicato che la politica monetaria resta restrittiva.

Il Brent perde l’1% dal -4% di ieri e scivola sotto i 90 dollari sui minimi da tre settimane, a causa del rafforzamento del dollaro Usa, dell’aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi e di segnali contrastanti sull’offerta. Secondo gli esperti, tassi di interesse più elevati significano un costoso stoccaggio delle scorte e ciò potrebbe portare a un’ulteriore riduzione delle scorte, aumentando al contempo la disponibilità “spot”. Intanto, si prevede che l’Opec+, l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio più la Russia e altri alleati, manterrà invariati i livelli di produzione quando si riunirà mercoledì, mantenendo comunque limitate le forniture.

Stellantis a rischio multa Usa, pronta la lista Delfin

Stellantis rischia una forte multa in Usa. La Casa Bianca ha proposto una revisione degli standard sugli scarichi in atmosfera delle automobili che potrebbe costare multe salate ai costruttori automotive. La lobby delle aziende del settore ha chiesto all’amministrazione Biden di riconsiderare la proposta. I marchi del gruppo Stellantis hanno registrato un incremento delle registrazioni in Italia del 24,5% a settembre con una quota di mercato che passa al 32,46%, sulla base di calcoli Reuters, dal 31,74% di agosto.

Gli altri titoli in evidenza: 

  • Mediobanca: Delfin ha alzato il velo sulla sua lista di cinque candidati al cda. 
  • Moncler: la società presenta domani una nuova collezione, frutto della collaborazione con Adidas.
  • Saras: margini di raffinazione in calo nel Mediterraneo a 9,5 dollari.
  • Saes Getters il cda ha deciso di proporre un dividendo da 12,51 euro per azione e il lancio di un’opa volontaria parziale sul 34% circa del capitale ordinario a 24,56 euro per azione.
  • Eni un consorzio composto da Total Energies Eni e Qatar Energy ha presentato domanda di partecipazione al secondo round per l’assegnazione delle licenze per i blocchi di esplorazione 8 e 10 di petrolio e gas nelle acque libanesi, appena un’ora prima della scadenza odierna. Lo ha detto il ministero dell’Energia libanese.

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