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Bonus assunzioni 2018: guida in 3 punti

Dal primo gennaio è attivo un nuovo sistema di bonus per incentivare l’assunzione dei giovani: gli sgravi contributivi per le imprese vanno dal 50 al 100% e le regioni che ne beneficiano maggiormente sono quelle del Sud.

Bonus assunzioni, si riparte. Dal primo gennaio 2018 è operativa una nuova decontribuzione triennale per le imprese che assumono giovani a tempo indeterminato. L’incentivo, introdotto con l’ultima legge di Bilancio, era necessario in primo luogo perché quest’anno si sono esauriti gli sgravi varati dal governo Renzi nel 2015. Significa che quasi un milione e mezzo di contratti sono diventati più costosi di un terzo, un aggravio che rischiava di frenare le nuove assunzioni. Non solo: c’era anche il pericolo che, per far fronte all’aumento dei costi, gli imprenditori iniziassero a licenziare, visto che la cancellazione dell’articolo 18 permetterebbe di mandare via senza giusta causa i dipendenti assunti negli ultimi tre anni pagando loro soltanto un indennizzo di sei mesi (due per anno).

Per disinnescare questi rischi, Palazzo Chigi ha varato la nuova decontribuzione. Anzi, si tratta di un sistema che poggia su tre pilastri. Ecco come funziona.

1) BONUS ASSUNZIONI 2018: LE REGOLE DI BASE

La regola fondamentale è questa: ogni azienda privata che assume un giovane con contratto a tutele crescenti (quindi non come dirigente) beneficia di uno sconto sui contributi previdenziali (esclusi i premi Inail) pari al 50% per tre anni, fino a un massimo di 3mila euro l’anno. Nel 2018 l’incentivo vale per le assunzioni degli under 35, mentre dall’anno prossimo sarà in vigore solo per quelle degli under 30.

Per accedere all’agevolazione, il lavoratore non deve aver mai sottoscritto in passato un contratto a tempo indeterminato. Nei sei mesi che precedono l’avvio del rapporto di lavoro, inoltre, l’impresa non deve aver licenziato nessuno all’interno della stessa unità produttiva in cui intende procedere all’assunzione agevolata. Questa norma serve proprio a evitare che i datori di lavoro mandino a casa le persone assunte con il bonus del 2015, ormai scaduto, per rimpiazzarle con dipendenti su cui ottengono un nuovo sconto.

Nell’ambito di questo bonus, bisogna poi considerare due casi particolari

  • Contratti di apprendistato professionalizzante. L’impresa che tiene in servizio un lavoratore al termine dell’apprendistato professionalizzante beneficia del bonus, ma solo se la stabilizzazione del rapporto avviene dopo il 31 dicembre 2017 e in quel momento il lavoratore non ha ancora compiuto 30 anni. Inoltre, in questo caso l’incentivo dura solo un anno, ma a partire dal primo mese successivo alla scadenza di un’altra agevolazione, quella prevista per il primo anno di prosecuzione del lavoro dopo il periodo di apprendistato.
  • Stabilizzazioni. In caso di trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine, il bonus è valido solo se al momento della stabilizzazione il lavoratore rispetta il requisito anagrafico.

2) BONUS SUD: SGRAVIO AL 100%

La legge di Bilancio ha prorogato al 2018 il bonus Sud, riservato alle imprese di Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Rispetto al passato, tuttavia, ci sono delle novità. Lo sgravio contributivo è pari al 100%, fino a un massimo di 8.060 euro l’anno e per un massimo di 36 mesi. Sarà riconosciuto per l’assunzione degli under 35, ma anche di chi supera questo limite d’età, a patto che sia disoccupato da almeno sei mesi. Il bonus Sud è riconosciuto sui contratti a tempo indeterminato, su quelli di apprendistato professionalizzante o di mestiere e sulle stabilizzazioni. A differenza del bonus nazionale, il bonus Sud vale solo per le assunzioni di quest’anno.

3) BONUS ASSUNZIONE APPRENDISTI

Previsto uno sgravio contributivo del 100% anche per l’assunzione di giovani che hanno svolto nell’azienda almeno il 30% delle ore di alternanza scuola-lavoro. L’incentivo è triennale e prevede un tetto di 3mila euro l’anno. Il datore di lavoro deve formalizzare l’assunzione entro sei mesi da quando il giovane consegue il titolo di studio.

Queste stesse regole valgono anche se lo studente ha svolto nell’azienda almeno il 30% dell’apprendistato per conseguire il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione. I requisiti anagrafici sono gli stessi del bonus assunzioni classico: meno di 35 anni nel 2018 e meno di 30 dal 2019.

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