Il comparto farmaceutico europeo si risveglia in rally dopo settimane di pressioni legate al rischio di dazi e regolamentazioni sui prezzi negli Stati Uniti. A innescare il cambio di passo è l’accordo raggiunto tra Pfizer e l’amministrazione Trump: tre anni di immunità dalle sovrattasse minacciate dalla Casa Bianca, in cambio di sconti sui farmaci e maxi-investimenti nella produzione americana.
Trump ha annunciato che Pfizer applicherà a Medicaid il principio del “prezzo di nazione più favorita“, equiparando i listini a quelli più bassi praticati nei Paesi sviluppati, e lancerà il portale “TrumpRx”, che permetterà ai cittadini di acquistare online medicinali scontati fino al 50%.
Big Pharma: rally immediato sui listini
L’effetto è stato fulmineo e oggi i titoli di farmaceutici sono in rally. Alla Borsa di Zurigo Roche balza del 6% e Novartis del 4,63%. A Piazza Affari guidano Diasorin (+2,07%), Recordati (+1,45%) e Amplifon (+2,6%). L’EuroStoxx Healthcare svetta con un +2,7%, trainato anche dai guadagni di Sanofi (+4,24%), AstraZeneca (+6,3%) e Novo Nordisk (+3,26%).
Il mercato, spiegano gli analisti, non sta prezzando tanto i ribassi sui listini quanto la maggiore visibilità e stabilità per il settore. “Un tetto ai prezzi non equivale a un taglio agli utili”, osservano da Equita, sottolineando come la riduzione delle incertezze stia premiando i titoli.
Investimenti e nuove trattative
Pfizer non si è limitato a tagliare i costi. Il gruppo guidato da Albert Bourla investirà oltre 70 miliardi di dollari in ricerca, sviluppo e produzione negli Stati Uniti nei prossimi anni.
Intanto Trump ha confermato che altri colossi farmaceutici sono già “in lista d’attesa” per siglare accordi simili, mentre Roche e Novartis hanno ribadito la volontà di collaborare con Washington per “rafforzare la produzione americana e migliorare l’accessibilità dei farmaci”. Roche ha annunciato a sua volta un piano di investimenti da 50 miliardi di dollari in cinque anni.
Se l’accordo riduce l’incertezza regolatoria, restano però nodi aperti come la reale portata degli sconti, i tempi di accesso per i pazienti e il rischio che le misure restino limitate a una platea ristretta. Gli esperti ricordano che i consumatori senza copertura sanitaria potrebbero comunque affrontare spese elevate. Per ora il mercato sembra mettere da parte i timori sui dazi (confermati al 15% per i prodotti europei) e riscopre il potenziale del settore.