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Banche, utility e Tim frenano Piazza Affari

A metà giornata tutti i listini europei sono in rosso, Milano più degli altri. L’incertezza geopolitica frena gli investitori a cominciare dall’Asia. Telecom Italia e Mediaset si muovono sottotono anche nell’attesa delle decisioni di Agcom in aprile. Prosegue lo sprint di Avio al debutto. Brillante Fincantieri. Giù A2A e Enel. Sale il Brent sostenuto dalle tensioni geopolitiche ma frenano Eni, Saipem e Tenaris.

Banche, utility e Tim frenano Piazza Affari

Accelerano al ribasso le Borse europee sotto la pressione delle tensioni internazionali. A Milano l’indice Ftse Mib arretra dello 0,6% poco sopra i 20.100 punti. In terreno negativo anche Francoforte +0,3%, Parigi +0,6% e Madrid -0,5%. Rosso pallido a Londra -0,09%.

Gli attacchi terroristici in Egitto contribuiscono a mantenere alta la pressione sul prezzo del petrolio: il Brent è in rialzo dello 0,83% a 55,70 dollari il barile e il Wti dello 0,71% a 52,61 dollari al barile. Nonostante il rialzo del greggio a Piazza Affari s’indeboliscono i titoli del comparto: Eni -0,6%, Saipem -0,5%, Tenaris -0,8%.



Il dollaro guadagna terreno nei confronti delle altre divise internazionali a 1,95973 in un mercato che resta orientato verso la prospettiva di un progressivo incremento dei tassi Fed, come conferma la risalita dei rendimenti dei Treasury Usa.

Sul mercato delle obbligazioni si rafforza l’attrazione del Bund a scapito del resto dell’Eurozona. Il Btp a 10 anni si indebolisce a 2,35%, da 2,32%. Lo spread si porta a 202 punti base.

Il differenziale tra decennale tedesco e decennale francese si allarga a 69 punti base, torna sui livelli di fine febbraio. Gli ultimi sondaggi del fine settimana sulle presidenziali francesi danno il candidato di estrema sinistra Melenchon in crescita, al terzo posto davanti al conservatore Fillon al primo turno

Dalle comunicazioni dell’Istat di stamattina si apprende che la ripartenza della produzione industriale in febbraio, dopo la brusca frenata di gennaio, è stata meno forte del previsto. L’incremento mese su mese è stato dell’1%, contro il +1,5% stimato. Il trimestre dicembre 2016-febbraio 2017 si chiude con un incremento dello 0,7%.

Seduta spaziale per Avio, la matricola dello spazio. I titoli della società guadagnano il 10,42% a 13,88 euro nel primo giorno di negoziazione sul segmento Star dell’Mta di Piazza Affari. Lo sbarco in Borsa è arrivato a seguito dalla fusione con la spac Space 2. ‘E’ la prima volta al mondo che un produttore di lanciatori spaziali si quota in Borsa. Alla cerimonia organizzata a Piazza Affari ha partecipato anche l’astronauta Samantha Cristoforetti.

Il paniere italiano delle banche perde un punto percentuale. Intesa Sanpaolo -1%. Dovrebbe essere arrivato ad un buon punto nella gara per la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza da 2,5 miliardi di euro. 

Bper Banca perde il -2%. Sabato si è tenuta l’assemblea. La lista per il nuovo consiglio di amministrazione presentata dai soci storici ha ottenuto il 28,5%, contro il 11,6% della lista di Assogestioni. 

Banco Bpm -1%. Unicredit -0,9%. In forte ribasso Mediobanca -2,6%.

Telecom Italia perde l’1,5%. Il primo socio Vivendi ha presentato ieri la propria lista dei candidati per il nuovo consiglio di amministrazione. Arnaud De Puyfontaine è indicato come nuovo presidente, al posto di Giuseppe Recchi. Tra le utility, Enel -1,2%. La società ha portato a termine l’acquisto di alcune quote in due società controllate della Romania. A2A -1,2%. Contiene le perdite Snam che viaggia intorno ai 4 euro nel giorno in cui SocGen ha avviato la copertura del titolo con raccomandazione “hold” e un prezzo obiettivo di 4,27 euro.

In terreno negativo Fca -0,5%, Stm -1,4%, Leonardo –1%. 

Sotto pressione Astaldi dopo che venerdì, a mercati chiusi, Moody’s ha declassato il rating a B3 con outlook stabile.

Non mancano però le note positive:

–        Nuovo massimo storico per Moncler +1,64% a quota 21,73 euro.

–       Si mette in luce Fincantieri +4,20%

–       Ferrari guadagna terreno in controtendenza ad un paniere europeo dell’auto in flessione di circa lo 0,4%.

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