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Banche e Borsa riprendono quota

Piazza Affari è la miglior Borsa d’Europa del giorno con un rialzo dell’1,14%, principalmente dovuto al recupero delle banche: exploit di Mps che sale del 6% ma eccellenti anche le performance di Unicredit, Ubi e Mediobanca – Brilla Exor – In ribasso invece il lusso ma anche Stm e Atlantia.

Banche e Borsa riprendono quota

Le Borse europee superano l’incertezza e terminano la seduta in rialzo. Piazza Affari si porta in territorio positivo sul traino del comparto bancario che si mette in evidenza sul Ftse Mib. Chiusura in territorio positivo anche per gli altri principali listini europei: Parigi +0,56%, Francoforte +0,69% mentre Londra chiude attorno alla pari +0,08%. Lo spread Btp Bund chiude in leggero rialzo a 124 punti base e rendimento all’1,4%.

In attesa del meeting di domani della Bce (da cui però non sono attesi particolari annunci), i mercati hanno ripreso tono in scia ai dati sulle scorte di petrolio che, sebbene in aumento, si sono rivelate meglio delle attese. Le scorte settimanali di greggio Usa sono infatti salite di 2,1 milioni di barili, contro stime intorno a 3 milioni.

Il Wti sale dell’1,73% a 43,23 dollari al barile e il Brent del 2% a 44,92 dollari al barile. Allo stesso tempo le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono cresciute in marzo più delle previsioni. L’indicatore della National Association of Realtors (Nar), ha registrato un rialzo del 5,1% a 5,33 milioni di unità contro attese per un +4,3%.

A Wall Street gli indici, dopo un avvio poco mosso, viaggiano in territorio positivo con l’S&P500 che ha aggiornato i massimi da novembre. Il cambio euro/dollaro si attesta in discesa a 1,1323. Continua poi la stagione delle trimestrali con Coca Cola che nonostante il calo di profitti e fatturato ha battuto le previsioni.

A Piazza Affari i bancari in generale e Unicredit +4,61% in particolare beneficiano dell’attesa per l’imminente via libera di Consob all’aumento di capitale di Popolare di Vicenza e di una maggiore fiducia sulla risoluzione del nodo crediti deteriorati in seguito alla creazione del fondo Atlante. Unicredit è alleggerita dall’onere di assistere l’aumento di capitale di Popolare Vicenza, girato al fondo Atlante. Se, come appare estremamente probabile, l’aumento di capitale finalizzato all’Ipo della Banca Popolare di Vicenza non sarà coperto interamente dal mercato e vedrà quindi l’intervento del fondo Atlante, il prezzo a cui sarà realizzata l’intera operazione sarà di 0,1 euro, valore minimo della forchetta indicata dal cda (0,1-3 euro). Sale il Bmps del 6,14%, miglior titolo del Ftse Mib, Ubi Banca +3,22% e Mediobanca +3,19%.

In evidenza ancora anche Cnh +3,46% e +13% circa dall’annuncio di possibili acquisizioni in futuro). Giù il lusso con Ferragamo -2,52%, peggior titolo del Ftse Mib e con Moncler -1,85%. Tra i peggiori anche Atlantia -1,02%, Stm -0,96% e Unipolsai -0,69%.

Rcs Mediagroup vive una giornata sull’ottovolante influenzata dalle dichiarazioni di alcuni soci forti sull’Ops lanciata da Urbano Cairo per poi chiudere sulla parità. Il socio Diego Della Valle (7,325%) ha rotto il silenzio affermando di non appartenere ad alcun blocco nell’ambito dell’Ops di Cairo e precisando che possibili piani alternativi con fusioni sono sole fantasie. “Cairo fa l’editore di mestiere si mette in discussione, investe una parte del suo capitale e se ritiene giusto tentare questa operazione ha tutta la mia comprensione”, ha aggiunto precisando che “ovviamente le operazioni possono essere tentate ma poi devono riuscire e mi pare di aver capito che il valore dell’operazione non sia congruo”.

Vendite su Ovs -3,94% che comunque recupera dai minimi di giornata dopo che il principale azionista, il Gruppo Coin, ha venduto sul mercato a investitori istituzionali il 10% circa del capitale a 5,68 euro per azione. Esordio in rally per Smre all’Aim Italia: i titoli della società di ingegneria nel primo giorno di negoziazioni fanno segnano +21,52%.

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