Il mercato europeo dell’auto prova a rialzare la testa, ma il quadro resta ancora debole. A febbraio 2026 le immatricolazioni nell’area europea (Ue + Efta + Regno Unito) raggiungono 979.321 unità, in crescita dell’1,7% su base annua. Un segnale positivo che però non basta a compensare l’avvio debole dell’anno: nel primo bimestre i volumi si fermano a 1,94 milioni, in calo dell’1%. Il dato è confermato anche guardando alla sola Unione europea, dove febbraio segna un +1,4% a 865.437 immatricolazioni, mentre il periodo gennaio-febbraio registra una flessione dell’1,2%.
La fotografia complessiva è quella di un mercato ancora lontano dai livelli pre-Covid, con un divario stimato intorno al 18%, e caratterizzato da andamenti molto differenziati tra i principali Paesi: crescono Italia (+10,2%) e Spagna (+4,6%), mentre arretrano Francia (-11,1%) e Germania (-1,4%).
Motorizzazioni: elettrico e ibride dominano, crollano le benzina
Il vero motore del mercato resta la transizione energetica. A febbraio crescono tutte le alimentazioni elettrificate con le auto elettriche che registrano un +15,8%, le ibride plug-in un balzo del 33% e le ibride tradizionali un +10,4%. Il quadro del bimestre è ancora più netto. Le elettriche rappresentano il 18,8% del mercato europeo, in forte aumento rispetto al 15,2% di un anno fa. Le ibride si confermano la scelta più diffusa con il 38,7% delle immatricolazioni, mentre le plug-in salgono al 9,8%, spinte da una crescita particolarmente intensa in Italia, Spagna e Germania.
Sul fronte opposto, continua il declino delle motorizzazioni tradizionali. Benzina e diesel scendono complessivamente al 30,6% del mercato, con crolli marcati soprattutto per la benzina (-23,3% nel bimestre) e un calo strutturale anche per il diesel (-17,7%).
La diffusione delle auto a batteria procede, ma con velocità diverse tra i mercati europei. Francia (+38,5%) e Germania (+26,3%) guidano la crescita, mentre calano Belgio e Paesi Bassi. Nel complesso, i quattro principali mercati rappresentano il 61% delle immatricolazioni elettriche, ma evidenziano dinamiche divergenti che riflettono politiche di incentivi, infrastrutture e domanda interna. Interessante anche il confronto tra tecnologie: le elettriche pure hanno una quota più alta, ma le ibride plug-in mostrano un ritmo di crescita più sostenuto (+32,6% contro +14,8%), segno di una fase di transizione ancora in corso.
Immatricolazioni auto: Stellantis sorprende e cresce più di tutti
In un mercato europeo ancora incerto, Stellantis sorprende. A febbraio, nell’Unione europea, le immatricolazioni raggiungono 158.341 unità, in aumento del 9,8% su base annua. La quota sale così al 18,3%, in progresso rispetto al 16,9% di un anno fa. Se si allarga lo sguardo all’intera Europa (inclusi Efta e Regno Unito), il gruppo mette a segno 170.816 immatricolazioni (+9,5%), portando la quota al 17,4%. Ancora più significativo il dato del bimestre: 335.426 auto vendute, in crescita dell’8,2%, con quota salita al 17,3%.
Stellantis è l’unico grande costruttore a migliorare la propria posizione, mentre gran parte dei concorrenti resta in territorio negativo. Nell’Unione europea, la quota bimestrale si attesta al 18,3%, mentre considerando tutte le aree europee il gruppo sfiora il 19,2%, guadagnando circa un punto e mezzo rispetto al 2025. A fare la differenza è soprattutto il boom di Fiat, vero motore della crescita. A febbraio il marchio registra un incremento del 52,7%, con oltre 33.900 immatricolazioni. Un risultato sostenuto anche dal successo dei nuovi modelli (Grande Panda su tutti) e dalla forte domanda sul mercato domestico. Nel bimestre, Fiat continua a correre con un +36,9%.
Accanto a Fiat, contribuiscono in modo decisivo anche Opel/Vauxhall, in crescita di oltre il 30% nel mese e del 21,1% nel bimestre, e Citroën, che segna un +9,6% a febbraio e un +11,7% nei primi due mesi. Più deboli invece Peugeot (-10,1% nel mese, -6,5% nel bimestre) e Alfa Romeo, che continua a registrare un calo a doppia cifra. Segnali positivi invece da Lancia, che torna a crescere. A febbraio registra 1.275 immatricolazioni (+10,4%), mentre nel bimestre sale a 2.559 unità con un incremento del 15,9%. Numeri ancora contenuti in termini assoluti, ma indicativi di un recupero di slancio all’interno del gruppo.
Sul piano strategico, Stellantis consolida la propria presenza nei segmenti chiave della transizione energetica. Il gruppo raggiunge per la prima volta la leadership nelle vendite di auto elettriche nel segmento privati (Bev B2C) sui principali mercati europei e rafforza il primato nelle ibride, dove supera il 20% di quota grazie alla spinta dei modelli basati sulla piattaforma Smart Car.
Volkswagen leader, ma gli altri rallentano
Nonostante l’accelerazione di Stellantis, la leadership europea resta saldamente nelle mani del gruppo Volkswagen. A febbraio il colosso tedesco registra 256.452 immatricolazioni in Europa, in crescita del 2,2% su base annua, con una quota che sale al 26,2%. Nella sola Unione europea le vendite raggiungono 230.228 unità (+2,6%), portando la quota al 26,6%.
Dietro, invece, perde terreno Renault. Il gruppo francese scivola nettamente, con 91.619 immatricolazioni in Europa a febbraio (-14,3%) e una quota scesa al 9,4%, in calo rispetto all’11,1% di un anno fa. La flessione è confermata anche nell’Unione europea, dove il gruppo si ferma a 86.051 unità (-15,5%), con quota al 9,9%. La debolezza non riguarda solo il marchio francese. Anche diversi costruttori asiatici accusano un rallentamento: Hyundai e Toyota chiudono il mese con volumi in calo, segno di una domanda ancora incerta e di una competizione sempre più serrata sul fronte dei prezzi e delle nuove tecnologie.
Ancora più marcata la difficoltà di Ford, che nel bimestre registra una contrazione intorno al 20%, tra le peggiori performance tra i grandi gruppi e che fa i conti anche con problemi negli Usa dove è stato disposto il richiamo di oltre 254.000 Suv per problemi software.
Byd non si ferma, Tesla prova il recupero
Continua senza rallentare l’avanzata dei costruttori cinesi nel mercato europeo. In prima linea c’è Byd, che accelera con decisione e consolida la propria presenza: a febbraio il gruppo immatricola 17.954 auto in Europa, con un balzo del 162,3% su base annua. La quota di mercato sale così all’1,8%, più che raddoppiata rispetto allo 0,7% di un anno fa. Un trend che si rafforza guardando al bimestre. Nei primi due mesi del 2026 Byd raggiunge 36.069 immatricolazioni (+162,7%), portando la quota all’1,9%. Numeri che confermano una crescita tutt’altro che episodica, sostenuta da una strategia aggressiva fatta di modelli elettrici competitivi e posizionamento di prezzo sempre più mirato per il mercato europeo.
Accanto a Byd, si consolida anche la presenza di Saic Motors. Il gruppo registra a febbraio 22.360 immatricolazioni (+12%), con una quota del 2,3% (in aumento dal 2,1%). Nel bimestre i volumi salgono a 41.454 unità (+4,8%), evidenziando una progressione più graduale ma stabile.
Emergono segnali di recupero da Tesla. Dopo mesi di rallentamento, il gruppo torna a crescere a febbraio con 17.664 immatricolazioni (+11,8%) e una quota dell’1,8%. Nel bimestre, tuttavia, l’aumento resta limitato (+0,9% a 25.753 unità), indicando una ripresa ancora fragile ma significativa nel contesto di una competizione sempre più intensa sull’elettrico.