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Attesa per oggi la nuova manovra: supertassa (tra 5 e 10%) oltre i 90mila euro e 20% sulle rendite

Dopo una giornata scintillante delle Borse di tutto il mondo, oggi in Italia tutti gli occhi sono sulla nuova manovra che dovrebbe essere varata nel tardo pomeriggio dal Governo – Non sarà una patrimoniale ma per i redditi medio-alti la stangata è sicura – Sulle pensioni invece è ancora braccio di ferro e il ministro Tremonti è più che mai sotto tiro

Non sarà una patrimoniale ma la stangata è sicura. Dopo una giornata scintillante a Piazza Affari e nelle Borse di tutto il mondo, oggi gli occhi sono tutti puntati sulla nuova manovra che il Consiglio dei ministri approverà a mercati chiusi nel tardo pomeriggio o addirittura nella notte. Le tensioni politiche sono altissime e il ministro dell’Economia è il bersaglio delle critiche sia dell’opposizione che della sua stessa maggioranza con Bossi e perfino Berlusconi che non gli risparmiano frecciate.

Gli italiani sono chiamati a un giro di vite. Una supertassa attende i redditi medio-alti con un’addizionale Irpef del 5% sopra i 90mila euro e del 10% sopra i 150mila euro. Inoltre, tassa unica al 20% sulle rendite finanziarie, con esclusione di Bot, Btp e Ctz. Sulle pensioni è invece in corso un durissimo braccio di ferro tra chi vorrebbe una stretta sulle pensioni d’anzianità e chi, come la Lega, si oppone. Anche oggi giornata di scintille.



ITALIA, FRANCIA, BELGIO E SPAGNA DICONO NO
ALLE VENDITE ALLO SCOPERTO. COME LA TURCHIA

No allo scoperto. Dopo la decisione della Borsa di Seul, che da mercoledì ha vietato le operazioni di vendita allo scoperto, un provvedimento analogo, in vigore da tempo in Grecia, è stato adottato ieri dalla Turchia. Oggi, a muoversi in quella direzione sono altre piazze europee. Per la prima volta, infatti, l’autorità di Borsa europea, l’Esma, ha coordinato l’azione di mercato delle autorità di mercato del Vecchio Continente. E così da stamane sarà vietato operare allo scoperto in Italia, Francia, Belgio e Spagna. Una misura analoga venne presa nel 2008, sotto l’onda dei guasti di Lehman Bothers e ha avuto un peso rilevante nella normalizzazione del mercato. L’applicazione dei principi proclamati dall’Esma, è demandata alle autorità di Borsa dei vari Paesi.

L’ASIA IN (MODESTO) RIALZO. TOKYO NO
LA FORZA DELLO YUAN AIUTA LA RIPRESA

Un rimbalzo tecnico dopo i violenti scossoni degli ultimi giorni ha interessato i listini asiatici, grazie alla spinta assicurata dai dati sull’occupazione Usa. L’indice Msci Asia Pacific mette a segno un modesto rialzo dello 0,1% , a Tokyo il Nikkei 225 è sotto dello 0,30%. Significativi i rialzi di News Corporation +6,2% a Sidney, dopo la pubblicazione dei dati trimestrali. E di Li & Fung a Hong Kong: il colosso dei beni di consumo ha guadagnato il 6,5%.

In salita anche il colosso minerario Bhp +1,2% dopo l’upgrading da parte delle agenze di rating. Intanto lo yuan è salito a un nuovo massimo a quota 6,395 sul dollaro, la miglior quotazione dal 1993 quando è entrato in vigore il fixing ufficiale della moneta. Il trend rialzista. Supportato da forti acquisti, sembra solido sia per la decisione della Fed di mantenere bassi i tassi sul dollaro, sia per le preoccupazioni della banca centrale di Pechino sul fronte dell’inflazione. I dati record della bilancia commerciale, poi, hanno confortato la decisione cinese di proseguire nella politica di “stretta” monetaria. L’ascesa dello yuan è una delle poche buone nuove su cui può contare una possibile ripresa dell’export dell’Occidente, eurozona compresa.

IL DOW JONES RECUPERA 420 PUNTI, VOLA CISCO
MAI COSI FORTI LE OSCILLAZIONI SUI MERCATI USA

In questa folle stagione finanziaria è caduto un altro record. Non era mai successo che l’indice Dow Jones registrasse variazioni superiori ai 400 punti per quattro giorni di fila. Almeno fino a ieri quando le Borse Usa hanno reagito con forti rialzi ai rovesci della seduta precedente. L’indice Standard & Poor’s 500 ha messo a segno un rialzo del 4,63% , il Dow Jones chiude a +3,9 % a quota 1.172 punti.

A sostenere il tentativo di recupero delle Borse Usa hanno contribuito due fattori:

a) alcune ottime trimestrali, quella di Cisco innanzitutto che ha messo a segno un balzo del 16%. Il colosso Usa, leader mondiale dei router e delle apparecchiature per le reti di tlc, non solo ha annunciato risultati dell’ultimo trimestre migliori delle attese, ma ha anche dato indicazioni positive sui prossimi mesi. “I nostri clienti continuano a fare ordini e non mi sembrano preoccupati di una recessione” ha detto il Ceo, John Chambers.

b) i dato macro della giornata, in particolare le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese la settimana scorsa a 395mila da 402mila della settimana precedente, sui minimi degli ultimi 4 mesi mentre gli economisti stimavano 405mila. Lo sbilancio commerciale degli Stati Uniti è salito a 53 miliardi di dollari da 50,8 miliardi di dollari del mese precedente, massimo da ottobre del 2008: gli economisti si aspettavano un calo a 48 miliardi di dollari.

Intanto cala la pressione sull’oro che in mattinata aveva superato quota 1.800 dollari l’oncia prima di scendere a 1.738 dollari. Il petrolio oscilla attorno agli 86 dollari al barile. Il Vix, cioè l’indice della paura che misura la volatilità dei listini scivola a quota 39 dal precedente 48. Infine, risale al 2,33% il rendimento dei T bond a segnalare che il mondo visto da Wall Street, ieri faceva iun po’ meno paura.

SALISCENDI DA RECORD, MILANO CHIUDE IN BELLEZZA
MA SOCGEN E’ ANCORA SOTTO TIRO

E’ stata un’altra giornata al cardiopalmo per le Borse europee, che hanno oscillato in maniera spaventosa prima di chiudere in netto rialzo. A Milano l’indice FtseMib è terminato in progresso del 4,1%, dopo essere finito a metà seduta in calo del 3,2%. Londra è salita del 3,1%, Francoforte +3,2%, Parigi +2,9%. In forte rialzo la Borsa di Zurigo, che ha tratto beneficio dalla discesa del franco svizzero che ha perso di botto il 5% contro l’euro, salito a 1,0806. Buone notizie anche sul fronte dei titoli di Stato: il rendimento del Btp decennale è sceso di altri 8 punti base tornando finalmente sotto il 5% (4,99%) per la prima volta dal 5 luglio scorso. Lo spread con il Bund tedesco si è ridotto a 273 punti base.

Partita bene, la Borsa si è ritrovata bruscamente in ribasso a metà seduta con forti vendite sulle banche, soprattutto francesi. Nel mirino c’era, come ieri, Société Générale, investita da voci di ogni tipo. Partita in rialzo del 7%, SocGen si è trovata in ribasso del 7% trascinando l’intero settore europeo del credito. La successiva svolta positiva è venuta a metà pomeriggio grazie alla politica: l’annuncio di un vertice straordinario Sarkozy-Merkel il 16 agosto ha innescato una nuova inversione dei mercati. Secondo una nota dell’Eliseo, il presidente e la cancelliera esamineranno un’ipotesi di rafforzamento della governance europea. Fra gli investitori c’è chi si aspetta qualche mossa che ridia fiducia al mondo della finanza.

Nell’attesa di segnali dai potenti non resta che da segnalare come tra gli estremi della giornata ci sia una distanza astronomica: l’indice della Borsa italiano ha toccato un massimo di 15.246 punti, che corrisponde ad un rialzo del 3,85%, ed è sceso fino a 14.199 punti, un valore che si traduce in un ribasso del 3,5. Il rendimento del Btp decennale scende al 4,96%: -10 punti base. L’indice di volatilità Vix è in calo a 41 punti da 48 punti.

I rialzi maggiori sono del settore tecnologico. A Milano Stm è salita del 10,2%. Positivi in generale gli industriali: Prysmian ha guadagnato l’8,9%, Fiat il 3,8%. Ancor meglio fa Fiat Industrial +5,4%, preceduta da Pirelli +6,9%. In salita anche Finmeccanica +3,2%,e Ansaldo +4,1%. Finalmente rimbalzano anche le banche: Intesa +6,7%, Banco Popolare +4,4%, Unicredit +3,4%, MontePaschi +3,9%. Assolutamente fuori dal comune il balzo di Popolare Milano: + 10%. Eni ed Enel hanno guadagnato entrambi il 3,6%, Telecom Italia è salita del 4,8%. Fra le mid cap, grosso balzo per Dea Capiyal che ha concluso in rialzo del 14% una seduta tutta positiva. Riparte anche anche Brembo +8,9%, Indesit ed Eems. +7%.

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