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Atlantia-Abertis al via, nasce il leader mondiale delle autostrade

Il gruppo della famiglia Benetton lancerà l’offerta da 17 miliardi sulla società spagnola che darà vita a un polo mondiale nel campo delle infrastrutture e delle autostrade a pagamento – Petrolio: asse Arabia-Russia – Decolla oggi il nuovo Btp Italia: attesi tra 8 e 10 miliardi – Nuove cedole a Piazza Affari

Atlantia-Abertis al via, nasce il leader mondiale delle autostrade

Giornata storica oggi per il capitalismo italiano. Atlantia si accinge a lanciare l’offerta sulla spagnola Abertis, un’operazione da 17 miliardi di euro che darà vita ad uno dei maggior gruppi mondiali nel campo delle infrastrutture e delle autostrade a pagamento con un valore complessivo di oltre 36 miliardi. Il deal prevede il pagamento cash, ma anche una serie di equity option per i soci che sceglieranno di restare nella nuova società. Al termine dell’operazione, finanziata da Intesa, Unicredit e Crédit Suisse (11,5 miliardi l’importo garantito), dietro Edizione, la holding controllata dal gruppo di Ponzano Veneto, al secondo posto figureranno così i soci attuali di Abertis (valutata in Borsa 14,95 miliardi, +32% negli ultimi sei mesi). A Piazza Affari il titolo guida le Blue Chips in rialzo del 2,56% a quota 24,83 euro quando il FtseMib segna +0,27%.

Atlantia (5.000 mila chilometri di strade più il controllo degli aeroporti romani e tre scali francesi) potrà così compiere un salto di qualità con la sua rete internazionale grazie a 8 mila chilometri di autostrade a pagamento di Abertis, leader in Spagna, Brasile e Cile. La nuova società disporrà della massa critica necessaria per competere nelle prossime aste sul mercato Usa.

L’ASIA RESISTE A VIRUS E MISSILI. TIENE TOKYO, SALE LA CINA

Gli avvocati di Atlantia e di Abertis non sono stati i soli ad aver vissuto un weekend lavorativo intenso. Lo stesso è capitato a migliaia di tecnici informatici in giro per il pianeta, alle prese con l’incubo di un nuovo attacco informatico dopo quello di venerdì che ha mandato fuori uso circa 200.000 sistemi informatici di 150 Paesi con l’introduzione di un software malandrino da rimuovere a pagamento (in bitcoin). La seconda onda dell’invasione del virus, denominato Wanna Cry, potrebbe essere ancor più distruttiva. E non è affatto escluso che non investa gangli sensibili del mondo finanziario, con effetti potenzialmente devastanti. La Cina ha annunciato stamane il varo di una commissione permanente di controllo sul Fintech.

Nella speranza che l’allarme sia scongiurato, le Borse dell’area asiatica hanno aperto i battenti sotto l’emozione per il nuovo missile coreano, il settimo dall’inizio dell’anno, con cui Kim Jong-un ha voluto salutare a modo suo l’elezione di Moon, il neo presidente della crea del Sud favorevole ad una trattativa con il bellicoso cugino del Nord. Ma anche ribadire l’autonomia da Pechino, guastando in parte la festa per il supermeeting sulla Via della Seta che ha riunito i rappresentanti di oltre 100 Paesi, tra 28 capi di Stato, compreso Vladimir Putin. Il missile è caduto in mare a soli 97 chilometri dal confine russo.

Nonostante la doppia emergenza i listini asiatici hanno tenuto le posizioni, recuperando le perdite iniziali e confermando i livelli record toccati nella scorsa settimana. Tokyo, nell’attesa oggi dei conti di Mitsubishi e di Japan Post, ha ridotto il ribasso ad un modesto 0,15%. In settimana arriverà il dato sul Pil del primo trimestre, previsto in crescita dell’1,8%. In tal caso, sarà l’undicesimo rialzo consecutivo.

Si è indebolito ma non troppo il won coreano (-0,25%). Sale invece la Borsa di Seul come quella di Hong Kong +0,3%. Shanghai +0,5%, stimolata dai dati positivi sui consumi (+10,7% ad aprile) e sugli investimenti (+9,3%). Il missile coreano non ha turbato la festa solenne per la conferenza sulla “Via della Seta” in cui Xi Jingping ha annunciato progetti di infrastrutture per 124 miliardi con l’obiettivo di rafforzare i legami tra Asia, Europa ed Africa. Un progetto ambizioso, probabilmente troppo ambizioso, ma che ha raggiunto almeno un obiettivo: la Cina, esclusa ai tempi di Barack Obama dai negoziati per l’accordo Trans Pacifico, è ora al centro della scena.

BRENT IN ASCESA. ENI PARTE DAL +3,6% DELLA SCORSA SETTIMANA

Svolta sul fronte del petrolio: Arabia Saudita e Russia hanno comunicato assieme la volontà di rinnovare l’accordo sui tagli alla produzione siglato a fine novembre. Le quotazioni del Brent sono salite a 51,37 dollari, 48,37 il Wti. I due Paesi hanno anche dichiarato che faranno “tutto il possibile” per ridurre le scorte di greggio mondiali ai livelli medi degli ultimi cinque anni, eliminando uno dei fattori che più frenano l’ascesa dei prezzi.

Una buona notizia per Eni, già tra le migliori blue chip italiana della settimana con un rialzo del 3,6% reso possibile anche dai buoni risultati annunciati mercoledì 10 maggio. Bene anche gli altri petroliferi: Saipem +1,4%, Tenaris +2,3%.

TRUMP ALLE PRESE CON L’FBI. WALL STREET GUARDA A WAL-MART

Negli Usa non accenna a placarsi il conflitto tra il Congresso e Donald Trump, alle prese con la nomina del nuovo capo dell’Fbi. Nel frattempo l’attenzione di Wall Street sarà concentrata sui conti di Wal-Mart (giovedì) per verificare i progressi del gigante della grande distribuzione sul fronte delle vendite on line. La salute del manufacturing sarà invece testata dalla trimestrale di John Deere (venerdì). L’agenda del presidente prevede anche un delicato incontro con il presidente turco Erdogan.

Gli europei ed il Giappone si sono intanto dimostrati assai freddi al G7 di Bari di fonte alle spiegazioni di Steve Mnuchin, il ministro del Tesoro Usa, che a ha cercato di convincere i partner sui vantaggi della politica di Donald Tump sui commerci. Non è chiaro, ha detto il ministro francese Sapin, che cosa il presidente Usa intenda per “relazione commerciale equa”. E non ha senso cercare accordi bilaterali al di fuori della cornice del Wto.

MACRON IN VISITA DALLA MERKEL VITTORIOSA

L’Unione europea sarà “riformata e rilanciata”, ha promesso Emmanuel Macron nel suo discorso d’insediamento, subito dopo aver ricevuto da François Hollande i codici per l’uso delle testate nucleari (le uniche di un Paese dell’Unione Europea). Già oggi, del resto, il presidente si recherà a Berlino dove incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel, reduce dalla schiacciante affermazione elettorale di ieri nel Nord Reno Westfalia, tradizionale feudo socialdemocratico. La Cdu-Csu ha ottenuto il 34,5% dei suffragi, quasi 5 punti in più dei socialdemocratici di Martin Schulz.

In Europa, oltre ai conti di Vodafone, saranno seguiti con interesse i numeri di Tui, il leader del settore viaggi, e la semestrale di EasyJet (martedì) che cade nell’ennesima settimana calda per Alitalia.

BTP ITALIA: ATTESI TRA 8 E 10 MILIARDI

Decolla oggi il nuovo Btp Italia. “Mi aspetto più attenzione rispetto alla volta scorsa perché l’inflazione si sta riprendendo”, ha detto la responsabile del debito Maria Cannata, alla vigilia del lancio oggi dell’undicesima tranche. La previsione del Tesoro si colloca perciò tra 8 e 10 miliardi, assai più in alto dei 5,2 miliardi dell’ultima edizione dello scorso ottobre. Tanta fiducia è giustificata dal clima più sereno dell’eurozona, all’indomani dell’insediamento di Emmanuel Macron all’Eliseo, confermato dai toni soft del comunicato del G7 di Bari. Anche l’andamento dei mercati, che per tutta la scorsa settimana ha prezzato il decennale attorno a 2,24%, sembra favorire la riuscita dell’emissione. 

Date le premesse il Tesoro può così aspirare a fare il pieno, anticipando i possibili scossoni del mercato che accompagneranno probabilmente l’ultima fase del programma di acquisti da parte della Bce. Il titolo, in offerta da stamane a mercoledì 17 (salvo chiusura anticipata), avrà un tasso cedolare (reale) annuo minimo garantito dello 0,45%. La cedola semestrale sarà indicizzata al Foi (l’indice dei prezzi al consumo per operai e impiegati senza tabacchi) del semestre di competenza. In caso di deflazione le cedole verranno calcolate sul capitale nominale investito: la protezione “coprirà” non solo alla quota capitale, ma anche agli interessi.

Oggi l’Istat comunicherà l’andamento dei prezzi al consumo in attesa della stima preliminare del prodotto interno lordo relativa al primo trimestre in uscita domani. Un test importante. per capire se l’economia quest’anno crescerà a un ritmo superiore a quanto fatto nel 2016, così come indicato nel Def approvato un mese fa dal governo, che prospetta nel 2017 un incremento del Pil dell’1,1% rispetto allo 0,9% dell’anno scorso.

OGGI L’ASSEMBLEA DI A2A. NUOVE CEDOLE IN PIAZZA AFFARI

Agenda ricca di appuntamenti oggi per Piazza Affari. Oggi verranno staccate le cedole di Astaldi (0,20), Credem (0,15), Dea Capital (0,12) Falck Renewables (0,049), Interpump (0,12), Esprinet (0,135) , Massimo Zanetti (0,15), Prima Industrie (0,3), Technogym (0,065) e Txt (0,3).

Saranno approvati i conti trimestrali di: Astm, Cairo Communications, Class, Datalogic ,Sias, Elica, El.en, Fiera Milano, Gabetti, Ima, Tas, Tecnoinvestimenti. Si terranno stamane l’assemblea di bilancio di A2A. El.en e Trevi Finanziaria.

SOTTO I RIFLETTORI FINCANTIERI E MEDIASET

Entro giovedì dovrebbe arrivare a Fincantieri l’ok dei sindacati alla cessione dei cantieri Stx di Saint Nazaire al gruppo italiano che potrà così finalizzare l’operazione presso il tribunale di Seul. L’acquisizione consentirà a Fincantieri, che terrà l’assemblea di bilancio venerdì 18 un notevole salto qualità. Secondo un report di Kepler Chevreux la quota di mercato salirà dal 38 al 55%, l’ebitda margin dal 6,4 all’8% del settore.

Mediaset sotto i riflettori. Fininvest ha rafforzato la presa sul gruppo media e sale al 39,53% del capitale pari al 41,09% dei diritti di voto dal 38,2% del capitale e dal 39,7% dei diritti di voto. Fininvest tra il 20 aprile e l’11 maggio ha acquistato 15 milioni di azioni ordinarie di Mediaset, pari all’1,27% del capitale sociale: agli attuali prezzi di Borsa l’esborso è stato superiore ai 50 milioni. Vivendi, che in settimana ha acquisito dal gruppo Bolloré il controllo del gigante della pubblicità Havas, si prepara all’esame Ue sul controllo d Telecom Italia. Nel frattempo si consola con il rimborso di 315 milioni da pare del fisco francese. E con l’affermazione di Macron, grande amico di Yannick Bolloré, suo sostenitore della prim’ora.

La Borsa di Milano ha archiviato la terza settimana di rialzo con l’indice FtseMib che in cinque sedute ha guadagnato lo 0,4%, ai massimi da dicembre 2015. Da inizio anno Piazza Affari diventa la seconda migliore Borsa in Europa con una performance del 12,1%, dietro soltanto alla Borsa spagnola (+16,5%). Con un rialzo dal primo gennaio dell’11,1% la Borsa di Francoforte segna il nuovo massimo storico con l’indic e Dax a 12.770 punti. A favorire l’exploit è stato il rally di Unicredit: nelle ultime cinque sedute la banca milanese ha guadagnato il 5,1%, nelle ultime quattro settimane (dal 12 aprile) ha messo a segno un rialzo del 32%.

(ultimo aggiornamento alle 10,28)

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