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Assopopolari: “Una crisi non può offuscare quanto fatto per il Sud”

Dopo gli attacchi alle Popolari dovuti a quanto accaduto a Bari, Assopopolari passa al contrattacco e pubblica un report per dimostrare il sostegno dato al Sud negli ultimi 30 anni

Assopopolari: “Una crisi non può offuscare quanto fatto per il Sud”

Assopopolari difende quanto fatto in questi anni dalle banche popolari per sostenere la crescita Mezzogiorno dopo gli attacchi ricevuti negli ultimi mesi a causa di quanto accaduto alla Popolare di Bari. 

L’associazione guidata da Giuseppe De Lucia Lumeno presenta un’analisi delle attività delle Banche Popolari per supportare il Sud Italia. Un lavoro effettuato per dimostrare come “una situazione di crisi” non possa “offuscare il reale e ingente sostegno del sistema-banche popolari all’economia dell’Italia meridionale”.

Secondo lo studio dell’associazione, gli impieghi delle Popolari con sede nel Mezzogiorno, negli ultimi dieci anni, sono cresciuti del 14% (tre volte di quanto fatto dal sistema) con flussi di nuovi finanziamenti alle PMI pari a 115 miliardi di euro e 39 alle famiglie per i mutui. Nel solo 2019, gli impieghi superano i 25 miliardi di euro e i depositi i 24 miliardi. 

“Risultati resi possibili anche grazie a una presenza capillare sul territorio con quasi 1.000 sportelli (unico riferimento creditizio in 80 Comuni del meridione)”, spiega Assopopolari. 

Dati importanti che vanno inseriti in un contesto ventennale caratterizzato da un calo degli investimenti al Sud di oltre il 30%. 

Nel presentare la pubblicazione il Segretario Generale di Assopopolari, Giuseppe De Lucia Lumeno, sottolinea “i risultati importanti che non possono essere ignorati o sottovalutati e che sono il frutto della capacità di concentrare l’attività nelle aree di riferimento reimpiegando il risparmio dove viene raccolto. Il compito delle Popolari nel Mezzogiorno resta, dunque, essenziale per non disperdere quel patrimonio di imprenditorialità che, in condizioni difficili, è riuscito a vivere e a svilupparsi nelle regioni meridionali. Solo così sarà possibile ridurre il gap con Centro Nord e conquistare un nuovo percorso di crescita per tutto il Paese”.

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