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Assocamerestero: “Fase di incertezza per l’export italiano”

Secondo i dati di Assocamerestero, nel primo trimestre 2016 esportazioni in calo dell’1,5% nei dati destagionalizzati. Saldo in crescita di circa 1,2 miliardi, spinto soprattutto dal calo delle importazioni. Negative le performance verso i Paesi Extra-UE (-6,0%)

Assocamerestero: “Fase di incertezza per l’export italiano”

Performance altalenante nei primi mesi dell’anno per l’export italiano, che porta ad un calo trimestrale delle vendite sui mercati esteri dell’1,5%, nei dati destagionalizzati, a fronte di un incremento delle esportazioni dei nostri principali competitor – Germania e Francia –rispettivamente dell’1,6% e dello 0,2% su base annua. È quanto emerge dai dati diffusi oggi dall’Associazione delle Camere di Commercio Italiane all’estero.

La flessione anche sul lato import (-3,1%), dovuta soprattutto al crollo della componente energetica (-32,5%), conduce ad un incremento del saldo della bilancia commerciale di circa 1,2 miliardi, sempre nei dati destagionalizzati, per un valore complessivo di 13 miliardi.

“Le forti incertezze dei mercati internazionali sembrerebbe stiano portando le imprese italiane a modificare la propria strategia di presenza all’estero. Poiché si stanno riducendo i prezzi di acquisto, le aziende stanno infatti riducendo anche quelli di vendita, e ciò per mantenere la presenza su alcuni mercati internazionali strategici. In questo, importante è il contributo delle Camere di Commercio Italiane all’Estero, che grazie al forte radicamento sui territori, aiutano le aziende sia nella fase di inserimento che di presidio di nicchie di mercato”, sottolinea Gian Domenico Auricchio, Presidente di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi.

A livello settoriale, la meccanica si conferma traino del Made in Italy con una quota export del 18,3% e un surplus nel trimestre pari a circa 10,8 miliardi di euro. Da segnalare nel mese di marzo il forte incremento delle vendite di mezzi di trasporto (+10,5%), che arrivano a sfiorare il +18% al netto degli autoveicoli.

Riguardo i mercati di destinazione, performance negative nel primo trimestre 2016 per quasi tutti i mercati al di fuori dell’UE a 28, con un calo generalizzato, nei dati destagionalizzati, del 6,0% e, nel dettaglio, del 23,1% in Mercosur, 13,9% in Russia, 11,4% nell’Africa mediterranea, 6,6% in Svizzera e 1,8% negli Stati Uniti.

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