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Argentina batte Italia (2-0) ma esplode il caso Dybala e Icardi

Malgrado l’inutile vittoria in amichevole contro la fragile Italia di Di Biagio, nella Nazionale argentina regna il caos dopo il diktat di Messi e Maradona contro il fuoriclasse della Juve e quello dell’Inter, umiliati da Sampaoli e praticamente estromessi dal prossimo Mondiale.

Argentina batte Italia (2-0) ma esplode il caso Dybala e Icardi

LArgentina vince, i problemi restano. Per lItalia, ovviamente, e per lei, la Selecciòn, costretta a fare i conti con un paradosso piuttosto evidente: essere tanto favorita per il Mondiale quanto poco amata dalla sua gente. Forse il 2-0 di Manchester (75’ Banega, 85’ Lanzini), in questo senso, potrà aiutare, di certo però Sampaoli dovrà lavorare molto per far sì che lAlbiceleste torni ad essere la nazionale del popolo, superando così invidie, gelosie e intrighi politici che poco centrano con il calcio.

Le parole con cui il Ct, alla vigilia, ha di fatto negato il Mondiale a Icardi e Dybala, aprono un fronte di polemica difficilmente ignorabile, tanto più per chi, come noi, conosce molto bene i suddetti, tanto da averli definiti top player un po’ in tutte le salse. Partiamo dai dati di fatto: linterista ha segnato 22 gol in 26 presenze stagionali, lo juventino 21 in 35. Numeri importantissimi, per giunta in un campionato come quello italiano che, al netto di critiche e polemiche, resta comunque sul podio dei migliori in assoluto. Eppure Sampaoli non li ha solo esclusi, li ha addirittura umiliati. Paulo o non lo abbiamo saputo valorizzare o lui non si è saputo adattare alla nostra idea di calcio,  Mauro non lo scarto ma qualcosa non ha funzionato nella relazione calcistica con i suoi compagni, eccole qui le frasi con cui il Ct ha spiegato le esclusioni dei due, suscitando, ovviamente, un mare di polemiche. Perché qui non si fa riferimento alle doti tecniche dei due (ci mancherebbe!) ma a un qualcosa che sta più vicino alle panche dello spogliatoio che al prato verde del campo.



Di cosa parliamo? Gli argentini, per ovvi motivi, devono andarci cauti, noi invece possiamo dire la verità”: Sampaoli, ufficialmente responsabile tecnico, è in realtà lultima ruota di un carrozzone gigantesco, nel quale comandano un po’ tutti tranne lui. I capi” sono Maradona e Messi, uno per essere stato il più grande di tutti i tempi, laltro per esserlo ora. Sono loro a stabilire le gerarchie di una Nazionale fortissima, eppure incapace di vicere qualcosa di importante da molti anni. I rumors parlano di un Leo (ieri in tribuna per un piccolo fastidio muscolare) avverso a Dybala, tanto da costringere Sampaoli a non portarlo nemmeno in panchina, mentre su Icardi si fa prima a dire chi lo appoggia di chi gli è contro. Nessuno infatti sembra interessato ai numeri di Maurito, anzi più segna e più la Selecciòn sembra proibita: i 4 gol di Genova non sono serviti a far cambiare idea a Sampaoli e a tutti i suoi haters. Tra questi spicca Maradona (la guerra tra i due va avanti da anni) ma non è certo lunico: al lungo elenco (tutto nasce dalla nota vicenda Wanda Nara-Maxi Lopez) s’è aggiunto anche Batistuta, che non ha fatto complimenti nel definire Higuain molto più forte di lui.

Ora, il giudizio tecnico ci può anche stare, resta però la sensazione che le scelte vengano fatte in funzione di motivi politici e non certo tecnici. Perché definire i due come non pronti” fa quantomeno sorridere e va ben al di là delle legittime critiche di gioco. LArgentina ci ha battuto, peraltro spingendo il motore al minimo, a testimonianza del nostro tracollo tecnico e ideologico (ne abbiamo, ahinoi, parlato ampiamente dopo Italia-Svezia e le cose, purtroppo, non sono cambiate di una virgola) ma dubitiamo che il successo possa rasserenare più di tanto Sampaoli. Per lui, infatti, i problemi sono appena cominciati e, di questo passo, non potranno che aumentare a dismisura.  

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