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Andrea Purgatori è morto: grande giornalista d’inchiesta che cercò sempre la verità sulla strage di Ustica

Se ne va un grande giornalista d’inchiesta, conduttore, sceneggiatore e volto di La7. Grande firma del “Corriere della Sera”, Purgatori ha fatto la storia del giornalismo italiano cercando la verità sui più importanti misteri italiani: da Ustica al caso Moro alla scomparsa di Emanuela Orlandi

Andrea Purgatori è morto: grande giornalista d’inchiesta che cercò sempre la verità sulla strage di Ustica

Andrea Purgatori è morto questa mattina a Roma dopo una breve, fulminante malattia. Giornalista ma anche conduttore, scrittore, sceneggiatore e attore, Purgatori si è trovato ad assistere come testimone a eventi che sono un pezzo di storia contemporanea. Per anni al Corriere della Sera dove si è occupato di terrorismo, intelligence, criminalità, e, in tempi più remoti, inviato in zone di guerra (Libano, Iran e Iraq) e autore delle più importanti inchieste giudiziarie italiane: celebri quelle sul caso Moro e sulla scomparsa di Emanuela Orlandi ma soprattutto si dedicò con tenacia alla strage di Ustica del 1980, che grazie al suo impegno è rimasta aperta. A questi temi, aggiunge anche i violenti delitti di mafia, delle cui azioni criminali si occuperà fino alla cattura del boss Totò Riina. Autore di reportage, ha condotto con successo su La7 Atlantide e ha sempre espresso un forte interesse per la tutela ambientale, che l’ha portato ad essere fino al 2014 presidente della sezione italiana di Greenpeace.

Purgatori incarnava l’essenza del buon giornalismo: non ha avuto paura della verità, di informare i cittadini, dando loro notizie in modo il più possibile completo e corretto attraverso registri linguistici differenti ma anche di infondere fiducia o il sano dubbio che alimenta la ricerca. Quello che non accetta compromessi, che non si piega ai poteri forti. Insomma, sapeva “essere la coscienza critica delle istituzioni” con una cifra stilistica incisiva, raffinata e priva di inutili banalità.

Purgatori: “Di Ustica sappiamo tutto, ma da 40 anni la verità è negata”” 

La sera del 27 giugno 1980, un’ora dopo che il DC-9 dell’Itavia proveniente da Bologna e diretto a Palermo era scomparso dai radar, Purgatori (all’epoca aveva 27 anni) riceve una telefonata da una sua fonte, un controllore di volo del centro di controllo di Ciampino, convinto che l’aereo fosse stato abbattuto. A diversi decenni di distanza, vari aspetti dell’incidente non sono ancora stati chiariti in maniera compiuta, ma Andrea Purgatori ha svelato le bugie e le omissioni di chi voleva nascondere la verità imbastendo campagne di pura disinformazione, non facendosi intimidire da minacce e omertà. Alla fine, con le varie sentenze che accanto all’assoluzione di quattro generali dell’Aeronautica dall’accusa di depistaggio, hanno stabilito che l’aereo di linea con 81 persone a bordo fu abbattuto da un caccia di nazionalità ancora non identificata durante una sorta di duello aereo, all’altezza dell’isola di Ustica. I resti del velivolo furono recuperati solo otto anni dopo, portando alla luce evidenze tali da rendere impossibile l’ipotesi di una bomba. Ma anche l’ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio, dopo anni passati a parlare di “cedimento strutturale” e “normale incidente aereo”, ha poi cambiato versione: “Giuliano Amato, allora sottosegretario, mi disse che erano stati 2008 i francesi ad abbattere l’aereo di Ustica, per sbaglio, volendo colpire l’aereo libico che stava trasportando il presidente Gheddafi”. I ministeri della Difesa e dei Trasporti, giudicati colpevoli di non aver tutelato la sicurezza nei cieli sono stati condannati a risarcire la compagnia aerea Itavia e i familiari delle vittime, che hanno sempre potuto contare su Purgatori.

Non solo giornalismo: Purgatori tra cinema e televisione

E devono tantissimo al suo lavoro e al suo sguardo acuto anche il mondo della televisione e del cinema. Docente di sceneggiatura, ha firmato film come “Il muro di gomma”, ispirato alla strage di Ustica e per il quale è stato premiato con il Nastro d’argento, “Il giudice ragazzino”, “L’industriale”. Ha firmato, “Fortapàsc”, ispirato alla storia di Giancarlo Siani e concepito insieme a Marco Risi.

Ma Purgatori ha anche partecipato a diverse operazioni di stampo comico e satirico, in nome della sua stretta amicizia con Corrado Guzzanti. Autore e voce fuori campo del programma di Rai3 “Il caso Scafroglia”, ha partecipato al film “Fascisti su Marte” e alla scrittura del programma “Aniene”. È stato coautore del programma televisivo di Antonio Albanese “Non c’è problema” e il presentatore per l’edizione del 2017-2018 del programma culturale “Atlantide”.

Anche autore di script televisivi, ha firmato fiction come “Vite blindate”, “Fratelli” e miniserie come “Sospetti”, “Un caso di coscienza”, “Lo scandalo della Banca Romana”, “Lo smemorato di Collegno”, “Dov’è mia figlia?” e “La Compagnia del Cigno”. Nel 2022, è lui a narrare la docu-serie di Netflix “Vatican Girl” – La scomparsa di Emanuela Orlandi.

Inoltre, Purgatori è stato attore. È apparso in più episodi della serie televisiva “Boris”, nei film di Carlo Verdone “Posti in piedi in paradiso” e “L’abbiamo fatta grossa”, nonché nei film di Alessandro Aronadio “Due vite per caso” e “Orecchie”. Ha avuto una parte anche nella serie televisiva “1993”.

Come scrittore, ha dato alle stampe i saggi “A un passo dalla guerra” (1995), “Il bello della rabbia” (1997) e “I segreti di Abu Omar” (2008), mentre il suo primo romanzo “Quattro piccole ostriche” viene pubblicato nel 2019.

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