Condividi

Alitalia, nuovo Ad in arrivo: Intesa e Unicredit vogliono Gubitosi

Gli azionisti (e creditori) italiani hanno scelto il manager napoletano per tentare di salvare la compagnia da un nuovo commissariamento – Il Governo è d’accordo – Attese a breve le dimissioni dell’attuale Ad australiano, Cramer Ball – Il nuovo piano dovrebbe arrivare a giorni – Alitalia avrebbe liquidità per poco più di un mese

Alitalia, nuovo Ad in arrivo: Intesa e Unicredit vogliono Gubitosi

Luigi Gubitosi è in prima fila per diventare il nuovo numero uno di Alitalia. Lo scrive Il Messaggero, spiegando che il manager napoletano potrebbe presto essere nominato nuovo amministratore delegato della compagnia al posto dell’australiano Cramer Ball – le cui dimissioni sono attese in tempi brevi – o in alternativa presidente con deleghe in sostituzione di Luca Cordero di Montezemolo, che da novembre ha manifestato l’intenzione di lasciare. Altre indiscrezioni riportate dalla Repubblica e dal Fatto Quotidiano, tuttavia, accreditano la nomina di Gubitosi alla carica di Ad.

Del resto, quello dell’ex Cfo della Fiat (di cui nel 2002 gestì il convertendo da 3 miliardi), nonché ex capoazienda di Wind ed ex direttore generale della Rai, sarebbe il nome condiviso dai principali azionisti italiani di Alitalia, ossia Intesa Sanpaolo e Unicredit, e dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Il motivo? Le capacità di gestione finanziaria.

L’attuale Ad Ball, voluto fortemente dal connazionale James Hogan – presidente in scadenza di Etihad Airways (che controlla il 49% di Alitalia) – è in carica da appena un anno, ma a causa dei pessimi risultati dell’azienda sarebbe ormai da tempo nel mirino nel mirino di Intesa e Unicredit, che in Alitalia ricoprono il doppio ruolo di creditori e azionisti (rispettivamente con il 20,5 e il 12,9%).

Secondo alcuni addetti ai lavori, la gestione emiratina di Alitalia si sarebbe rivelata addirittura peggiore di quelli della cordata dei capitani coraggiosi di Roberto Colaninno (che nel frattempo si è dimesso dal Cda). Si parla di perdite per 5-600 milioni di euro nel bilancio 2016 e il ritorno all’utile, che Hogan aveva previsto per il 2017, è stato invece rinviato a data da destinarsi.

Intanto, ieri Graziano Delrio ha detto che il governo aspetta di vedere il piano Alitalia entro il 10 marzo: “Gli azionisti anche ieri sera ci hanno detto che si va in questa direzione – ha spiegato il ministro dei Trasporti – facciamo un passo alla volta, vediamo il piano e quando il Cda lo approva”.

Il piano, che dovrebbe prevedere un drastico taglio dei costi, mira a riportare in equilibrio i conti della compagnia, che, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe liquidità per poco più di un mese. Tra gli interventi prospettati, un taglio di 4mila addetti (la metà dei quali interni ad Alitalia) e possibili accordi industriali per separare attività low cost da quelle tradizionali. Tra i nomi dei possibili partner è tornato sulla stampa quello di Lufthansa, che finora ha sempre smentito ogni interesse.

Insomma, si cammina sul filo. E sul tavolo di Palazzo Chigi è pronta la scelta estrema del commissariamento.

Commenta