Condividi

Air Italy in liquidazione: aerei a terra, 1.200 dipendenti a rischio

I soci hanno messo da parte il piano di rilancio – Ecco i programmi per i passeggeri che hanno già acquistato i biglietti – Sindacati proclamano sciopero per il 25 febbraio

Air Italy in liquidazione: aerei a terra, 1.200 dipendenti a rischio

Air Italy, la seconda compagnia aerea italiana, viene messa in liquidazione. La decisione è stata presa nel corso dell’assemblea cui hanno partecipato Alisarda, titolare del 51% del capitale, e Qatar Airways, in possesso del restante 49 per cento.

“Gli azionisti di Air Italy, Alisarda e Qatar Airways attraverso AQA Holding, a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato hanno deciso all’unanimità di mettere la società Air Italy in liquidazione in bonis”, si legge nella nota congiunta inviata dalle due società.

Sul piatto c’era anche un piano di rilancio che prevedeva di stanziare 340 milioni di euro per salvare la compagnia, ma le parti non sarebbero riuscite a trovare un accordo.

I due soci hanno invece concordato di mettere a terra gli aerei “a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà”. Secondo le previsioni, i voli programmati dal 12 al 25 febbraio saranno effettuati negli stessi orari e negli stessi giorni da altre compagnie, mentre i viaggiatori che hanno prenotato biglietti per i voli in partenza dal 26 febbraio saranno riprotetti o rimborsati.

La notizia era nell’aria sin dalla mattinata dell’11 febbraio quando i sindacati hanno inviato una comunicazione informale al ministero dei Trasporti, informandolo del rischio che Air Italy (ex Meridiana) potesse presto portare i libri in tribunale. Per il momento nessuna indicazione è stata fornita sul futuro dei 1.200 dipendenti della compagnia che lavorano tra Olbia, dove la compagnia ha sede dal 1963 pur con vari riassetti, e Milano Malpensa, base operativa strategica per le mire internazionali della società. Creditori e fornitori dovrebbero essere rimborsati.

Non è accettabile la decisione di liquidare un’azienda di tali dimensioni senza informare prima il Governo e senza valutare seriamente eventuali alternative, pertanto mi aspetto che Air Italy sospenda la deliberazione fino all’incontro che possiamo già calendarizzare a partire dalle prossime ore”. Queste le parole, inascoltate, pronunciate stamattina dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, prima dell’assemblea dei soci.

Air Italy ha chiuso il 2018 con una perdita di 164 milioni di euro, mentre nel 2019 la società avrebbe registrato un rosso superiore ai 200 milioni di euro. La società ha perso il 60% dei suoi ricavi, più di Alitalia.

In seguito alla notizia i sindacati di categoria hanno indetto uno sciopero nazionale di 24 ore per il 25 febbraio. La protesta coinvolgerà tutto il personale dipendente delle società-compagnie del trasporto aereo.

“Da ormai troppo tempo le organizzazioni sindacali richiedono inascoltate un tavolo di lavoro ministeriale ed una cabina di regia che abbia la finalità di riscrivere le regole del Settore. Riteniamo infatti e lo abbiamo più volte sostenuto in ogni momento istituzionale di confronto che l’obiettivo principale ed ineludibile sia quello di porre fine alle cause ed agli effetti delle azioni di dumping industriale e contrattuale che hanno generato inaccettabili asimmetrie competitive”. Spiegano in una nota Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo.

Commenta