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Agenzie di rating: la Commissione europea presenta le nuove regole ma troppo timide

Né stop ai rating durante le crisi nè Authority dei rating: la Commissione europea vorrebbe ridimensionare le devastanti agenzie di rating ma le sue regole sono troppo timide – Il nuovo pacchetto è stato presentato oggi a Strasburgo da Michel Barnier, commissario europeo per il Mercato interno – “Le agenzie sono diventate troppo importanti”.

Agenzie di rating: la Commissione europea presenta le nuove regole ma troppo timide

Riduzione delle dipendenza dai voti attribuiti, ricorso alle agenzie di rating “solo in subordine”, divieto di detenere il 5% di un’agenzia di rating per chi già possiede il 5% di un’altra agenzia, punizioni per gli istituti di valutazione nel caso di “infrazione deliberata o negligenza”. Questi i punti principali contenuti nel nuovo pacchetto normativo per le agenzie di rating, presentato oggi a Strasburgo da Michel Barnier, commissario europeo per il Mercato interno. Tra le misure che ora passeranno al vaglio di Parlamento e Consiglio Ue, non è prevista alcuna agenzia europea indipendente, né autorità di controllo delle agenzie di rating, mentre “si discute ancora sulla possibilità di procedere alla sospensiva temporanea di valutazione del debito in alcuni casi”, fa sapere Barnier in conferenza stampa. Insomma, le misure più attese spariscono dal testo finale, e restano quelle ‘di contorno’.

“Le agenzie di rating – prosegue – sono molto importanti, ma credo che allo stato attuale siano diventate troppo importanti”. Per questo si è deciso di lavorare su più fronti. In primo luogo, spiega l’eurocommissario, “vogliamo ridurre la dipendenza dai voti” dati dalle agenzie di rating e l’idea è di “ridimensionare” tale ricorso, se non addirittura “sopprimerlo”. In secondo luogo, continua, si chiede “a tutte le istituzioni finanziarie regolamentate” una maggiore responsabilità nel condurre le proprie valutazioni del rischio e di “ricorrere solo in subordine alle agenzie di rating”. In tal senso si propone di procede ad aggiornamenti semestrali anziché annuali e di pubblicarli prima dell’apertura dei mercati e farli pervenire ai governi degli stati interessati 24 ore prima della pubblicazione.

Altri punti su cui Parlamento e Consiglio europeo dovranno esprimersi sono il divieto di controllo di più agenzie di rating contemporaneamente e l’istituzione di un regime di responsabilità civile. Quanto al primo punto, spiega Barnier, l’azionista che detiene il 5% di un’agenzia non potrà acquistare o detenere più del 5% di un’altra agenzia, mentre per l’altro aspetto si chiedono sanzioni nei confronti delle agenzie “nel caso di infrazione deliberata o negligenza”.

L’ipotesi di una sospensione temporanea della valutazione del debito sovrano per i paesi sotto programma di solidarietà è presa in considerazione ed “è in discussione”, fa sapere Barnier. Decisioni in merito non sono state prese e forse potranno arrivare in un secondo momento, ma per ora nessuno stop. Quanto all’istituzione di una autorità indipendente, questa non è presa nemmeno in considerazione.

“E’ una proposta che abbiamo studiato, ma si tratta di agire in fretta”, spiega Barnier. “Un’agenzia sarebbe costata tra i 300 e i 500 milioni, che non abbiamo”. Insomma, ora non c’è tempo né denaro per procedere in questa direzione. “Magari un domani verrà creata”, aggiunge il commissario Ue per il Mercato interno, che chiude la conferenza stampa annunciando azioni contro Standard & Poor’s, che per errore tecnico ha diffuso un comunicato in cui annunciava la possibilità di un taglio del rating della Francia. “Non so se si può parlare di insider trading ma chiederò al sistema giuridico di fare chiarezza”.

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