L’aeroporto di Catania resterà chiuso fino alle 18 di giovedì 13 agosto. L’eruzione dell’Etna continua infatti a rendere difficili le operazioni di volo a causa della presenza di cenere vulcanica, costringendo lo scalo di Fontanarossa a prolungare lo stop agli arrivi e alle partenze. La decisione arriva dopo giorni di forti disagi per migliaia di passeggeri e centinaia di voli cancellati, ritardati o dirottati.
Aeroporto Catania chiuso, voli sospesi fino a giovedì. Riaperto Comiso
La situazione resta legata all’evoluzione della nube di cenere prodotta dall’Etna. La Sac, società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, continua a monitorare le condizioni dello spazio aereo e mantiene lo scalo pronto a riprendere progressivamente le attività non appena sarà possibile operare in sicurezza. La riapertura, quindi, non è automatica allo scadere delle 18: l’orario indicato rappresenta il termine attualmente previsto per la sospensione e potrà essere modificato in base all’evoluzione dell’attività vulcanica e alle indicazioni delle autorità competenti.
La novità riguarda invece l’aeroporto di Comiso, che è tornato operativo dopo essere stato temporaneamente interessato a sua volta dalla presenza di cenere vulcanica. Lo scalo, gestito dalla stessa Sac, rappresenta uno degli aeroporti alternativi utilizzati per ridistribuire parte del traffico di Catania. Comiso aveva dovuto sospendere le attività a causa della nube di cenere, ma è stato riaperto dopo il miglioramento delle condizioni. La sua riattivazione consente di recuperare una parte della capacità aeroportuale dell’isola proprio mentre Fontanarossa rimane fermo.
Il problema, tuttavia, resta la differenza di capacità tra i due scali: Comiso non può assorbire da solo il traffico normalmente gestito da Catania. Per questo, durante l’emergenza, sono stati utilizzati anche gli aeroporti di Palermo e Trapani per accogliere i voli dirottati.
Centinaia di voli cancellati e dirottati
Tra l’8 e l’11 agosto a Catania sarebbero stati cancellati almeno 388 voli in partenza, pari al 55% di quelli programmati. Altri 212 voli in arrivo, circa il 30% del totale previsto, non sono riusciti ad atterrare nello scalo etneo. Decine di aerei sono stati quindi indirizzati verso altri aeroporti siciliani, in particolare Palermo e Comiso. Soltanto sul Falcone-Borsellino sarebbero stati deviati negli ultimi quattro giorni circa 190 voli, con disagi che avrebbero coinvolto più di 30 mila passeggeri. Tra le compagnie maggiormente interessate dalle modifiche alla programmazione figurano Ryanair, easyJet, Ita Airways e Wizz Air, che sono anche tra i vettori con il maggior numero di collegamenti sullo scalo catanese.
La situazione resta però legata all’evoluzione dell’eruzione. Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, ha spiegato che “l’operatività continua a essere fortemente condizionata dall’imprevedibilità dell’attività eruttiva” e che “la sicurezza delle operazioni resta il criterio inderogabile alla base di ogni decisione”. La società ha inoltre ricordato che la gestione dei singoli collegamenti resta nelle mani dei vettori. “Spetta in via esclusiva alle singole compagnie aeree definire la gestione dei propri voli, con eventuali cancellazioni, ritardi, dirottamenti o riprogrammazioni, ed esercitare i compiti di assistenza e riprotezione nei confronti dei propri passeggeri”, ha precisato Sac.
Etna, stop a Catania fino alle 18. Comiso fermo per la cenere
Il nuovo aggiornamento della mattina del 12 agosto ha ulteriormente rinviato la ripresa delle operazioni a Fontanarossa. In precedenza lo stop era previsto fino alle 11, ma la persistente emissione di cenere vulcanica nell’atmosfera ha portato alla chiusura del settore B3 e alla sospensione sia degli arrivi sia delle partenze fino alle 18.
Anche l’aeroporto Pio La Torre di Comiso è stato interessato dall’emergenza. Sac ha comunicato la sospensione delle operazioni fino alle 10 del 12 agosto “per contaminazione da cenere vulcanica”. L’evoluzione resta quindi legata alla direzione dei venti e alla dispersione della nube prodotta dall’Etna.
I problemi nei giorni scorsi hanno raggiunto anche Malta, dove la cenere vulcanica ha provocato cancellazioni e ritardi. Secondo quanto riferito da un portavoce del Malta International Airport al Times of Malta, sono stati cancellati 19 voli, dieci in arrivo e nove in partenza.
Intanto l’attività del vulcano resta intensa. L’Osservatorio Etneo dell’Ingv ha segnalato l’apertura di una nuova bocca eruttiva nella Valle del Bove, a circa 1.900 metri di quota nei pressi di Monte Simone. Prosegue inoltre la forte attività esplosiva del cratere Voragine, accompagnata da emissioni di cenere dirette verso sud-sudest
Voli cancellati per l’Etna, cosa spetta ai passeggeri
Per chi si trova con il volo cancellato, ritardato o dirottato la distinzione principale riguarda il motivo dell’interruzione. Un’eruzione vulcanica e la conseguente chiusura dello spazio aereo rientrano infatti tra le circostanze eccezionali previste dalle norme europee. Questo significa che, in linea generale, non è dovuta la compensazione economica forfettaria prevista in altri casi di cancellazione o forte ritardo imputabili alla compagnia. Restano però validi gli altri diritti del passeggero.
Il vettore deve garantire l’assistenza gratuita, che comprende pasti e bevande proporzionati alla durata dell’attesa e, quando necessario, la sistemazione in albergo. Deve inoltre essere garantito il trasferimento tra aeroporto e struttura alberghiera e la possibilità di effettuare comunicazioni. Se la compagnia non riesce a fornire direttamente questi servizi e il viaggiatore è costretto a pagare di tasca propria, le spese necessarie, ragionevoli e documentate possono essere richieste al vettore. Diventa quindi fondamentale conservare ricevute, scontrini e fatture. Anche in caso di dirottamento verso un altro aeroporto resta in capo alla compagnia l’organizzazione del trasferimento fino allo scalo originariamente previsto, oppure verso una destinazione vicina concordata con il passeggero. Se il servizio non viene messo a disposizione e il viaggiatore deve organizzarsi autonomamente con treno, autobus o taxi, potrà successivamente chiedere il rimborso delle spese sostenute.
I sindacati chiedono più investimenti negli aeroporti siciliani
L’emergenza ha riacceso anche il confronto sulla capacità della rete aeroportuale siciliana di assorbire situazioni di questo tipo. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti Sicilia e Ugl TA hanno denunciato le difficoltà affrontate sia dai viaggiatori sia dal personale :”Voli cancellati e dirottati, passeggeri in attesa, lavoratori allo stremo. Quello che sta accadendo in queste ore allo scalo etneo non è una fatalità: è la conseguenza di anni di scelte miopi su investimenti e personale”, hanno affermato i sindacati. Le organizzazioni chiedono maggiori risorse, più personale e soprattutto collegamenti terrestri più efficienti tra gli aeroporti dell’isola, sottolineando come il trasferimento di decine di voli su Palermo e sugli altri scali finisca per aumentare rapidamente il carico di lavoro.
L’emergenza dell’Etna entra così nel suo quinto giorno con una situazione ancora incerta. La riapertura di Catania e Comiso resta programmata per le 11 del 12 agosto, ma l’effettiva ripresa delle operazioni dipenderà dall’evoluzione dell’attività vulcanica, dalla dispersione della cenere e dalle condizioni dei venti. Ai passeggeri viene quindi raccomandato di controllare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di raggiungere l’aeroporto.
Ultimo aggiornamento mercoledì 12 agosto alle ore 15:27
