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Addio a Giuseppe Galasso, grande storico e meridionalista

E’ scomparso ieri Giuseppe Galasso, grande storico e meridionalista e uno dei più raffinati intellettuali italiani – Pieno di passione civile e politica è stato dirigente nazionale del Partito repubblicano di Ugo La Malfa, parlamentare e sottosegretario ai Beni Culturali – Fece approvare la “legge Galasso” per la tutela del paesaggio – Illuminante il suo ultimo editoriale sulle prossime elezioni

Addio a Giuseppe Galasso, grande storico e meridionalista

Con Giuseppe Galasso scompare uno dei più grandi storici e merdionalisti italiani. Nato a Napoli il 19 novembre 1929 aveva insegnato a lungo Storia medievale e moderna all’Università Federico II di Napoli dopo un’infanzia difficile in cui, per poter studiare, aveva fatto anche i lavori più umili. Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia a Napoli, aveva scritto libri che hanno raccolto molti riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui la famosa “Storia della storiografia italiana”.

Ma Galasso era tutto tranne che l’intellettuale che si rinchiude nella sua torre d’avorio. Al contrario, era pieno di passione civile e politica, manifestata anche nell’editoriale che uscirà postumo sulla rivista culturale “L’Acropoli” e che si può legge integralmente su www.corriere.it/cultura, in cui analizza, con il respiro dello storico di razza, le ragioni dell’astensionismo elettorale e in cui sostiene che, pur con i suoi errori, il centrosinistra è l’unico schieramento politico che può evitare all’Italia un lungo periodo di incertezza e instabilità.



La politica Galasso l’aveva fatta anche in prima persona come dirigente nazionale del Partito repubblicano di Ugo La Malfa, come consigliere al Comune di Napoli, come parlamentare dal 1983 al 1994 e come sottosegretario ai Beni Culturali. Al suo nome è legata la “legge Galasso” del 1985 per la tutela del paesaggio.

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