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Rolling Stones, “Foreign Tongues” è il nuovo album: “C’è qualcosa di indistruttibile in noi”

Il nuovo album dei Rolling Stones è anticipato da due singoli: “In The Stars” e “Rough And Twisted”. Nel disco collaborazioni con big della musica mondiale

Rolling Stones, “Foreign Tongues” è il nuovo album: “C’è qualcosa di indistruttibile in noi”

“Foreign Tongues”, Lingue Straniere. Questo il nome del nuovo album dei Rolling Stones, 14 brani in arrivo dalla band che ha ridefinito i contorni del termine “leggenda”. Chi ama la musica ha già segnato la data di uscita in rosso sul calendario: 10 luglio 2026. Ma per ingannare l’attesa, martedì 5 maggio, Mick Jagger, Keith Richards, 82 anni a testa, e Ronnie Wood, il giovane del gruppo, 78 anni, hanno pubblicato i primi due singoli: “In The Stars” e “Rough And Twisted”, disponibili da ieri in digitale e dal 15 maggio in formato fisico.

“Rough And Twisted” – base blues e assolo di armonica che ricorda i tempi in cui il rock era altro, di più – in realtà, era già stata rilasciata ad aprile sotto lo storico pseudonimo Cockroaches, già utilizzato negli anni ‘70. Era uscita solo in pochissimi negozi e solo in vinile, simbolo della musica che resta, che non se ne va in una settimana quando arriva la nuova playlist. Tutto esaurito in un soffio, neanche a dirlo. Anche perché tutti avevano già capito cosa sarebbe successo. I Rolling Stones stavano per tornare, di nuovo. E così è. 

“Credo che questo sarà finalmente l’album che vi renderà famosi”, ha scherzato dal palco del Weyling di Brooklyn, Conan O’Brien, conduttore dello show di presentazione del nuovo disco. E a chi, più o meno malignamente, dubita della tenuta musicale e canora di “tre vecchietti”, Jagger risponde sarcastico: “La mia voce è la stessa dal ‘68. Ma ho visto molte più droghe ai tempi rispetto a oggi”.

In “Foreign Tongues” anche Charlie Watts, Pall McCarney e Robert Smith

 “Abbiamo qualcosa di indistruttibile dentro di noi”, ha detto Richards sul palco. E ascoltando “In The Stars” e “Rough And Twisted”, dargli torto è impossibile.

Il nuovo album, registrato in meno di un mese ai Metropolis Studios di West London, arriva a tre anni di distanza da Hackney Diamonds, uscito nel 2023 e vincitore di un Grammy Awards come miglior album rock. Avrebbe dovuto essere l’ultimo e invece siamo di nuovo qua. E nessuno si lamenta. 

Produttore era Andrew Watt, alla guida anche di “Foreign Tongues”. “È stato un mese di grande intensità. Per me, ciò che conta è il divertimento. Sono fortunato a poter fare questo e spero che duri a lungo”, ha raccontato Keith Richards.

In copertina c’è un dipinto realizzato dal pittore Nathaniel Mary Quinn, che ricompone frammenti del viso di Jagger, Richards e Woods. Ma nel disco c’è anche spazio per la storia, per il passato che rimane presente. Nel brano “Hit Me in the Head” c’è anche lo storico batterista della band Charlie Watts, scomparso nel 2021. “Quello lo abbiamo fatto a L.A. con Charlie. È un pezzo punk molto veloce, super veloce”, ha spiegato Mick Jagger a Rolling Stone

Lunga la lista di musicisti che hanno collaborato a “Foreign Tongues”. C’è Paul McCartney, che “voleva togliersi lo sfizio” di suonare con i Rolling Stones, ha raccontato sorridendo il frontman. Ci sono Steve Winwood e Chad Smith, batterista dei Red Hot Chili Peppers. 

E c’è anche Robert Smith. Jagger lo ha incontrato in studio. “C’era questo tizio di schiena con indosso una lunga veste. Si è girato, aveva il rossetto. Ho detto: ‘Non ci siamo mai incontrati prima, ma tu sei Robert Smith dei Cure’. E lui: ‘Sì’. Allora gli ho detto: ‘Già che sei qui, tanto vale che ti metti a fare qualcosa’”. “Tanto vale”, avrà concordato Smith.

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