Il nuovo premier ungherese, Peter Magyar, ha ragione da vendere nel dire che “abbiamo fatto la storia”. Il trionfo elettorale di Magyar, che ha conquistato la supermaggioranza in Parlamento e ha mandato a casa l’autocrate filorusso Viktor Orban dopo 16 anni, apre un nuovo futuro all’Ungheria ma ha un valore che va molto al di là di Budapest. E’, come ha saggiamente scritto Andrea Bonanni su Repubblica, un solenne schiaffo a Trump, a Putin, a Orban e a tutte le destre del Vecchio continente. E’ la clamorosa sconfitta dei nemici dell’Europa e un segnale di speranza per il rilancio della Ue che non dovrà più fare i conti con la zavorra filorussa di Orban e i suoi insopportabili veti, a partire da quello sugli aiuti all’Ucraina. Speriamo di vedere presto l’inizio di un nuovo corso in Europa anche se questo non cancella l’urgenza di eliminare il voto all’unanimità in nome di decisioni da assumere a maggioranza dei membri della Ue. Ma un nuovo corso è atteso anche in Ungheria dove la supermaggioranza parlamentare dà a Magyar la possibilità di cambiare nettamente la Costituzione autocratica voluta da Orban e di riportare l’Ungheria nel mondo delle liberaldemocrazie. Grazie Magyar, grazie davvero.
La svolta ungherese è una legnata a tutti i nemici dell’Europa, da Trump a Putin e da Orban alle destre del Vecchio continente: grazie Magyar
La vittoria elettorale di Magyar contro Orban cambia la storia dell’Ungheria, sconfigge tutti i nemici dell’Europa e ridà speranza alla Ue e all’Ucraina. Finalmente una buona notizia in un mondo in tempesta