Condividi

Borse oggi, torna la voglia di tech sulla spinta di Wall Street e Kospi, ma il petrolio sale per le nuove tensioni tra Usa e Iran

A Wall Street torna la voglia di tech, spicca l’accordo Nvidia-Meta. In Asia Samsung a nuovi record con l’indice Kospi mentre il Fmi chiede alla Cina di dimezzare i sussidi industriali. Le minute della Fed mostrano molta esitazione circa i futuri tagli dei tassi.Borse europee verso un’apertura in lieve calo. A Piazza Affari occhia utility, Tenaris, Fincantieri

Borse oggi, torna la voglia di tech sulla spinta di Wall Street e Kospi, ma il petrolio sale per le nuove tensioni tra Usa e Iran

Torna il mondo dei tech a essere la locomotiva dei mercati dopo le notizie provenienti da Meta e Nvidia negli Usa e da Samsung in Asia, mentre gli investitori sembrano mettere da parte quelle preoccupazioni dei giorni scorsi per l’impatto rivoluzionario dell’intelligenza artificiale su alcuni business. Resta invece elevata la tensione geopolitica, con Usa e Iran che mostrano i muscoli e il petrolio che sale per timore di interruzioni di approvvigionamenti. Risalgono oro e rame. Borse europee verso un’apertura in lieve calo. A Piazza Affari occhia utility, Tenaris, Fincantieri.

Il prezzo del petrolio sale, mentre Usa e Iran restano distanti nei colloqui a Ginevra

Resta alta l’attenzione degli investitori per la tensione tra Stati Uniti e Iran nel timore che possa prendere una brutta piega. Le due nazioni sono da tempo in disaccordo sulle attività nucleari iraniane, con gli Stati Uniti che accusano l’Iran di ambizioni militaristiche e l’Iran che insiste sul fatto che i suoi obiettivi siano pacifici. Sebbene i due paesi abbiano compiuto progressi durante i colloqui di Ginevra questa settimana, la distanza su alcune questioni è rimasta, ha detto ieri la Casa Bianca. L’Iran è pronto a presentare una proposta su come risolvere le divergenze, ha dichiarato un alto funzionario statunitense a Reuters.

L’intensificarsi dell’attività militare statunitense nella regione produttrice di petrolio ha tuttavia reso nervosi gli operatori del mercato. Il rischio è che gli Stati Uniti attacchino dopo la chiusura del mercato venerdì, con un possibile attacco che durerà settimane anziché concludersi entro l’apertura di lunedì, dicono alcuni analisti. Ciò ha fatto sì che i prezzi del petrolio continuassero a salire rispetto alla sessione precedente, a causa dei timori per una potenziale interruzione dell’approvvigionamento. Oggi i future sul greggio Brent sono saliti dello 0,36% a 70,60 dollari al barile, mentre il greggio statunitense è salito dello 0,43% a 65,47 dollari.

A Wall Street torna la voglia di tech, spicca l’accordo Nvidia-Meta

Ieri Wall Street ha chiuso in rialzo, sostenuta dai guadagni di Nvidia, Amazon e altri pesi massimi del settore tecnologico che si riprende dopo che erano stato percorso dalle preoccupazioni per l’impatto rivoluzionario dell’intelligenza artificiale su alcuni business. S&P 500 ha chiuso in rialzo dello 0,56%, Dow a +0,26%. Il Nasdaq è salito fino all’1,4% prima di ridurre i guadagni in chiusura a +0,78%. Con i guadagni di ieri, l’S&P 500 è salito di circa lo 0,5% nel 2026, mentre il Nasdaq è sceso del 2,1%

In particolare Nvidia è salita dell’1,6% dopo che la società con la maggiore capitalizzazione al mondo ha dichiarato di aver firmato un accordo pluriennale per la vendita a Meta Platforms di milioni dei suoi chip di intelligenza artificiale attuali e futuri. Meta è salita dello 0,6%. Oltre alle megacap altri nomi, comunque potenti, hanno trovato una nuova spinta: i colleghi Sandisk, Western Digital e Seagate Technology Holdings sono aumentati tra l’1,7% e il 4,4% ciascuno, alimentati dalla massiccia domanda per la loro tecnologia di archiviazione.

I titoli azionari legati all’intelligenza artificiale avevano perso terreno all’inizio di questo mese, poiché gli investitori erano preoccupati per le valutazioni elevate e per il tempo che gli investimenti nell’intelligenza artificiale avrebbero potuto impiegare per incrementare la crescita dei ricavi.

Amazon ha aggiunto l’1,8% e Microsoft è aumentato dello 0,7%. Nel frattempo, Apple Inc. sta accelerando lo sviluppo di tre nuovi dispositivi portatili, in un passaggio verso hardware basato sull’intelligenza artificiale. Anche i produttori di software hanno mostrato segnali di ripresa mettendo da parte le recenti preoccupazioni che il miglioramento degli strumenti di intelligenza artificiale potesse portare a una maggiore concorrenza e ridurre i loro margini di profitto. Il settore software e servizi dell’S&P 500 è aumentato dell’1,1% dopo il crollo di inizio mese. È stato favorito dal progresso di Cadence Design Systems, dopo che il fornitore di software per la progettazione di chip ha superato le stime di fatturato del quarto trimestre.

In ambito farmaceutico Moderna è salita di circa il 6% dopo che la Food and Drug Administration statunitense ha accettato di rivedere il suo vaccino antinfluenzale, ribaltando una precedente decisione che ne aveva respinto la domanda.

L’attenzione degli investitori resta elevata riguardo la traiettoria dei tassi della Fed in futuro. Ieri i verbali della riunione del 27-28 gennaio hanno mostrato che i funzionari della Federal Reserve hanno concordato quasi all’unanimità di mantenere invariati i tassi di interesse, ma sono rimasti divisi su cosa potrebbe accadere in seguito, mostrando che c’è poca voglia di tagliare i tassi. Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori stimano una probabilità del 50% circa di un taglio dei tassi di almeno 25 punti base entro la riunione di giugno della Fed. I dati pubblicati ieri hanno evidenziato una solida spesa aziendale e una crescita economica degli Stati Uniti nel quarto trimestre. In conseguenza di ciò il dollaro ha ripreso terreno.

Samsung vuole alzare i prezzi e sale a nuovi record insieme al Kospi. Fmi chiede alla Cina di dimezzare i sussidi

Nel silenzio di diverse sale operative ancora chiuse in Asia per il perdurare della festa per il Capodanno Lunare spiccano oggi Samsung e il rally del Kospi coreano. Restano chiuse le borse di Cina e Hong Kong, ma intanto il Fmi chiede alla Cina di dimezzare i sussidi industriali, riporta il Financial Times.

L’indice Kospi della Corea del Sud è balzato di oltre il 3% toccando un nuovo massimo storico oltre 5.670 punti. Samsung Electronics vede un rialzo fino al 5,4% anch’esso a livelli record, alla riapertura del mercato dopo una pausa di tre giorni. Il quotidiano locale Chosun Ilbo ha riportato che la società intende aumentare i prezzi per il suo ultimo chip di memoria per l’intelligenza artificiale fino al 30% in più rispetto alla generazione precedente, in risposta alla forte domanda proveniente dal settore dell’intelligenza artificiale. Samsung punta a fissare un prezzo per il suo HBM4 intorno ai 700 dollari per unità. Samsung ha rifiutato di commentare la notizia. Samsung e la concorrente SK Hynix – tra i maggiori produttori mondiali di chip di memoria – sono emerse come chiare vincitrici del boom dell’IA. E la carenza di chip di memoria è una tendenza che si prevede continuerà nei prossimi mesi.

I guadagni nel settore tecnologico hanno permesso ai mercati sudcoreani di mantenersi solidi nonostante dati commerciali di gennaio leggermente inferiori alle attese, sebbene le esportazioni siano comunque cresciute di quasi il 34% grazie alla domanda estera proprio dei chip.

In Giappone, l’indice Nikkei 225 sale dello 0,8%, anche qui grazie al settore tecnologico, mentre il calo dello yen sta favorendo anche i settori orientati all’export.

In Australia, l’Asx 200 sale di circa l’1% fino a un nuovo massimo storico, sostenuto dai guadagni dei pesi massimi nei settori minerario e bancario. I dati contrastanti sul mercato del lavoro stanno aumentando le speranze che la banca centrale australiana sia meno propensa ad aumentare i tassi di interesse nei prossimi mesi. Rio Tinto, il secondo maggiore gruppo minerario quotato sull’Asx, è salito di oltre il 2% dopo aver annunciato un aumento del proprio investimento in un progetto canadese sul litio. Le grandi banche australiane – Anz Group Holdings, Westpac Banking Corp, Commonwealth Bank of Australia e National Australia Bank Ltd – viaggiano tutte in solido rialzo.

Borse europee verso un’apertura in lieve calo. A Piazza Affari occhia utility, Tenaris, Fincantieri

Le borse europee si avviano verso un’apertura leggermente negativa. Future Euro Stoxx 50 -0,2%.

In Francia l’operatore di telecomunicazioni Orange ha presentato oggi un nuovo piano strategico che punta a un flusso di cassa organico di circa 5,2 miliardi di euro (6,1 miliardi di dollari) entro il 2028, in aumento rispetto ai circa 4 miliardi di euro del 2026, trainato dal previsto consolidamento della sua joint venture spagnola MasOrange e dalla crescita nei servizi di sicurezza informatica e digitali. Orange ha dichiarato di prevedere una crescita del flusso di cassa organico a un tasso di crescita annuo composto del 12% tra il 2025 e il 2028, aumentando al contempo il dividendo minimo a 0,85 euro per azione per il 2028, pagabile nel 2029, rispetto agli 0,79 euro del 2026.

Banca Monte Paschi. Secondo alcune ricostruzioni, con l’integrazione totale di Mediobanca le sinergie potrebbero salire a 1 miliardo di euro dai precedenti 700 milioni. I termini della fusione potrebbero essere comunicati il 27 febbraio insieme al piano o successivamente a marzo.

Brunello Cucinelli archivia il 2025 con un utile netto in crescita del 10,5% a 142 milioni di euro e conferma per il 2026 l’attesa di un incremento dei ricavi intorno al 10% a cambi costanti

Enel, Terna, Snam, Erg. Utility. Il decreto bollette approvato dal consiglio dei ministri prevede un aumento di due punti percentuali sull’Irap per le aziende energetiche, ha detto la premier Giorgia Meloni. La misura colpisce le società che producono, distribuiscono e forniscono prodotti energetici e rientra in un pacchetto volto a ridurre le bollette per imprese e famiglie. Il provvedimento sarà applicato nei due esercizi fiscali, 2026-27. Il governo prevede un gettito totale di 1,0 miliardi di euro, di cui 432 milioni nel 2026, 501 milioni nel 2027 e 68 milioni nel 2028. Tenendo conto della quota delle attività nazionali soggette all’IRAP aggiuntiva rispetto al totale delle attività del gruppo, stimiamo un impatto sull’EPS 2026 di circa il 3% per le utility regolamentate, del 2% per le utility integrate ed Erg. Per le società del settore energetico, l’impatto è molto più limitato (stimiamo circa l’1% per Eni).

Fincantieri ha concluso il collocamento tramite ‘accelerated bookbuilding’ di 32.588.445 nuove azioni ordinarie, pari al 10% del capitale (ante aumento), per un controvalore complessivo lordo pari a circa 499 milioni di euro. Sulla base della domanda raccolta, che ha superato di molte volte l’offerta, il prezzo di emissione è stato fissato in 15,32 euro per azione. Cdp Equity -che deteneva circa il 70,67% – continua a essere l’azionista di controllo con una quota del 64,25% circa.

Leonardo ha firmato con il gruppo spagnolo Indra un Memorandum of Understanding (MoU) per rafforzare la cooperazione nella ‘cyber defence’,con l’obiettivo di identificare ed espandere la loro portata internazionale in Europa, nella Nato e in altri mercati ad alto potenziale.

Tenaris ha reso noto ieri sera di aver registrato un aumento del 5% delle vendite nette nel quarto trimestre, battendo le stime degli analisti, grazie alla forte domanda dei suoi tubi in Nord America. Le vendite nette sono aumentate a 3 miliardi di dollari nel trimestre conclusosi il 31 dicembre dai 2,84 miliardi di dollari di un anno fa, grazie a un aumento del 29% delle vendite di tubi in Nord America che ha contribuito a compensare il calo dei ricavi in Sud America ed Europa. L’azienda, che fornisce infrastrutture essenziali per l’industria energetica, ha anche previsto che le vendite e i margini nel primo trimestre del 2026 rimarranno vicini ai livelli attuali. L’Ebitda è diminuito dell’1% a 717 milioni di dollari nel quarto trimestre

Commenta