E’ tornata la febbre per la tecnologia e per l’intelligenza artificiale. I mercati internazionali stanno accantonando le preoccupazioni geopolitiche che li hanno stretti in una morsa ribassista nelle ultime settimane, per far posto all’ottimismo in vista della raffica di trimestrali dei colossi tecnologici questa settimana. Nemmeno una nuova bordata tirata da Trump, questa volta volendo colpire con dazi la Corea del Sud, ha avuto effetto: l’indice Kospi di Seul ha reagito con un calo, ma subito sono entrati altri investitori approfittando del calo. I preziosi sono ancora in rialzo, appena sotto i vertiginosi record raggiunti ieri. Il vero malato è il dollaro Usa che sconta la parziale disaffezione degli investitori per gli asset statunitensi. Le borse asiatiche sono in rally e anche le borse europee sono viste aprire in rialzo.
In arrivo i dati della tecnologia: gli utili compenseranno le gigantesche spese?
Il test è arrivato. Questa settimana gli investitori avranno l’opportunità di valutare quanto siano giustificate le miliardarie spese per data center e infrastrutture ritenute necessarie per sviluppare l’intelligenza artificiale e quanto sia elevata la domanda per quest’ultima analizzando le trimestrali in arrivo. Negli Usa sono in agenda i dati di quattro delle “Magnifiche Sette” insieme rappresentano circa un quinto dell’indice S&P 500 di Wall Street: Tesla il 27 gennaio, Meta il 28 gennaio, Microsoft e Apple il 29 gennaio. In Asia pubblicheranno i dati anche Samsung Electronics e SK Hynix.
Dopo il terzo anno consecutivo di rendimenti a due cifre per l’S&P 500, l’indice di riferimento è in rialzo solo di circa l’1% dall’inizio dell’anno, mentre la valutazione dell’indice è superiore di 22 volte agli utili previsti per le società dell’S&P 500, ben al di sopra della sua media a lungo termine di 15,9. Per questo motivo l’attenzione è soprattutto sul livello di utili: gli analisti prevedono complessivamente un aumento anche quest’anno.
Ieri Wall Street ha chiuso in rialzo: Dow +0,64%, S&P 500 +0,50%, Nasdaq +0,43% trainati proprio dai maggiori titoli tecnologici. CoreWeave è salito del 5,7% dopo Nvidia ha dichiarato che investirà 2 miliardi di dollari nell’azienda di infrastrutture cloud. Invece le azioni di Intel sono crollate di un altro 5,7% dopo essere scese del 17% venerdì, dopo che il produttore di chip aveva previsto profitti e ricavi trimestrali inferiori alle stime. Le azioni di Us Rare Earth sono aumentate del 7,9% dopo la notizia che l’amministrazione statunitense avrebbe acquisito una quota del 10% della società mineraria nell’ambito di un pacchetto di investimenti in debito e capitale da 1,6 miliardi di dollari.
Gli investitori seguiranno anche il meeting del Fomc della Fed che inizia oggi e terminerà domani. .Secondo FedWatch del CME Group, gli operatori prevedono una probabilità di circa il 97% che la banca centrale mantenga i tassi invariati, ma gli investitori sperano di trovare indizi sul futuro andamento. La decisione rischia di essere messa in ombra da nuovi interrogativi sull‘indipendenza della banca centrale, dopo che questo mese il Dipartimento di Giustizia ha aperto un’indagine sul presidente della Fed Jerome Powell e il presidente Donald Trump ha dichiarato che potrebbe presto scegliere il prossimo presidente della Fed.
L’ascia dei dazi di Trump colpisce la Corea del sud, ma non ha effetto
Donald Trump ci ha provato di nuovo. A sorpresa, il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che avrebbe aumentato i dazi sulla Corea del Sud dal 15% al 25%, per non aver attuato l’accordo commerciale concordato lo scorso luglio. I dazi colpirebbero i settori delle auto, del legname e dei farmaci, eppure le azioni di quei settori sono comunque balzate del 2%, raggiungendo massimi storici. Le azioni di SK Hynix sono balzate del 6%, mentre Samsung è salita del 3%.
Inizialmente, il Kospi della Corea del Sud è sceso di oltre l’1%, facendo crollare in particolare i titoli dei principali produttori automobilistici coreani, tra cui Hyundai Motor e Kia Corp, per timori di un aumento dei costi di esportazione. Ma il calo è servito ad attirare gli acquirenti che volevano entrare in questo mercato che in Asia ha avuto le migliori performance del 2025. Con il Ministro dell’Industria coreano che venerdì si recherà negli Stati Uniti, ci sono tutte le possibilità di una de-escalation e gli operatori hanno nuovamente scommesso sul fatto che Trump poi si tirerà indietro.
Anche il resto dell’Asia è in rialzo. L’ampio indice Msci per le azioni dell’Asia-Pacifico al di fuori del Giappone è salito dell’1%, raggiungendo un nuovo massimo storico. Anche il Nikkei giapponese ha guadagnato lo 0,7% nonostante lo yen si sia mantenuto vicino al livello più forte degli ultimi due mesi, il che sarebbe normalmente considerato negativo per i suoi esportatori. Sui mercati valutari resta il timore di un potenziale intervento da parte del Primo Ministro Sanae Takaichi per contrastare movimenti speculativi, in collaborazione con gli Usa. I titoli cinesi a maggiore capitalizzazione e l’indice Shanghai Composite avanzano leggermente, mentre l’indice Hang Seng di Hong Kong sale dell’1,5%, trainato dai guadagni del settore tecnologico.
L‘oro, bene rifugio, è in rialzo dell’1% a 5.066 dollari l’oncia, appena al di sotto del massimo storico di 5.110 dollari, mentre l‘argento balza del 6,4% a 110,60 dollari l’oncia, non lontano dal record di 117,70 dollari appena stabilito lunedì. L’euro è stabile sul dollaro a 1,1880
Borse europee verso un’apertura in rialzo. A Piazza Affari occhi a Unicredit e Stellantis
Le borse europee si avviano verso un’apertura positiva, con i futures sull’EURO STOXX 50 in rialzo dello 0,3%.
Ue e India hanno concluso oggi i negoziati per un accordo di libero scambio, il piu’ grande del genere mai concluso da entrambe le parti.
Pirelli. L’azionista cinese Cnrc che ha avanzato una proposta strutturata con l’obiettivo di risolvere i problemi di governance della società italiana ed eventuali criticità legate ai requisiti regolamentari Usa.
Eni. Il consorzio internazionale guidato da Eni e Shell ha perso un arbitrato in Kazakistan con un valore fino a 4 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Stellantis. Il mercato automobilistico europeo ha chiuso il 2025 con nuove immatricolazioni in crescita dell’1,8% su base annua, superando quota 10,8 milioni di vetture, un livello che resta tuttavia ben distante dai volumi pre-Covid. In questo contesto, Stellantis ha chiuso l’anno con una quota del 15,3% nel mercato Ue, in lieve flessione rispetto al 16,4% del 2024, e 1,66 milioni di immatricolazioni, -4,7% su base annua. Secondo Milano Finanza, ci sarebbe un nuovo rinvio per il rilancio dello stabilimento americano di Stellantis a Belvidere, in Illinois. La riapertura dell’impianto, fermo dal 2023, dovrebbe slittare fino a giugno 2028, con un ritardo di circa sette mesi rispetto alle ultime indicazioni ufficiali, secondo quanto ha reso noto il sindacato Uaw Local 1268, in una comunicazione inviata ai lavoratori del sito ex Chrysler.
Unicredit si prepara a incassare nel 2026 dividendi significativi dalla partecipazione del 26% in Commerzbank, costruita dal settembre 2024 a fine 2025. Secondo le stime degli analisti il flusso di cassa può arrivare fino a 380 milioni di euro, cifra che salirebbe fino a 438 milioni qualora la quota si spingesse fino al 29,9%, soglia massima autorizzata dalla Bce. Nel frattempo, l’istituto ha comunicato che, nell’ambito della seconda tranche del programma di buyback residuo a valere sul 2024, ha acquistato tra il 19 e il 23 gennaio 1.720.649 azioni proprie al prezzo medio di 70,7147 euro. Al 23 gennaio ha riacquistato poco più di 22 milioni di azioni proprie, pari all’1,42% del capitale, per un controvalore complessivo di 1.466.031.389,89 euro. La seconda tranche risulta completata all’82,62% dell’importo complessivo. Considerando anche gli acquisti effettuati nell’ambito della prima tranche, Unicredit detiene in portafoglio 49.594.858 azioni proprie, pari al 3,18% del capitale.
Anima. Il cda ha nominato Saverio Perissinotto ad e direttore generale, con decorrenza dal prossimo 2 febbraio.
Salvatore Ferragamo riunisce il board sul bilancio 2025.
Banche. Il Fondo interbancario di tutela dei depositi ha approvato lo schema di salvataggio di Banca Progetto che prevede la ricapitalizzazione per 750 milioni di euro, riportano alcuni quotidiani. Intesa Sanpaolo, UniCredit, Bper, Mps e Banco Bpm deterranno nel complesso il 91% di Progetto. Il Messaggero parla di un salvataggio da 6,5 miliardi lordi.
Banca Monte dei Paschi di Siena. Il Cda sta considerando tra le altre ipotesi quella di collocare sul mercato una quota di azioni di Mediobanca per raccogliere capitale, riporta La Stampa. Per Mps una discesa fino al 51% di Piazzetta Cuccia, dall’attuale 86%, potrebbe tradursi in un incasso fino a 4,8 miliardi di euro, precisa il quotidiano torinese.
Brunello Cucinelli. Morgan Stanley ha ripreso la copertura con rating ‘overweight’, target price a 95 euro.
CNH Industrial. Mediobanca taglia il target price a 10,5 dollari.