Intesa Sanpaolo, tramite la divisione Imi Corporate & Investment Banking (Imi Cib), ha concluso due nuovi finanziamenti nel settore delle infrastrutture del Regno Unito per un totale di circa 500 milioni di euro (400 milioni di sterline). Le operazioni riguardano il settore delle reti energetiche e sono state concluse con due operatori di riferimento del sistema nazionale: National Grid e National Gas.
Sul fronte della divisione Private, le reti Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking hanno registrato nel 2025 500 nuovi inserimenti di private banker e consulenti finanziari, avvicinandosi al traguardo di 7.000 professionisti.
Intesa Sanpaolo con Imi Cib finanzia National Grid e National Gas
La prima linea di credito, da circa 290 milioni di euro (250 milioni di sterline), è stata concessa a National Grid, società che possiede e sviluppa la rete di trasmissione dell’energia elettrica in Inghilterra e Galles e gestisce la rete di distribuzione nel Sud Ovest, nelle Midlands e in Galles. La seconda operazione, da circa 170 milioni di euro (150 milioni di sterline), è stata stipulata con National Gas, responsabile della rete nazionale di trasmissione del gas. Entrambi i finanziamenti sono destinati a sostenere investimenti per la modernizzazione e l’espansione delle infrastrutture, con l’obiettivo di garantire sicurezza energetica e favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili.
Secondo quanto comunicato dalla banca, queste operazioni rientrano nella strategia di Intesa Sanpaolo di consolidare la propria presenza nel settore infrastrutturale del Regno Unito. La divisione guidata da Mauro Micillo si colloca come partner finanziario per progetti legati alla sicurezza energetica, alla transizione ecologica e allo sviluppo industriale.
Nicola Doninelli, responsabile Distribution Platforms & Gtb di Imi Cib, ha commentato che l’impegno in Uk si basa su “una profonda conoscenza e collaborazione con le istituzioni britanniche” e su competenze in grado di strutturare operazioni complesse.
Le principali operazioni di Imi Cib in Uk
Negli ultimi anni, Imi Cib ha ampliato la propria presenza nel Regno Unito partecipando a finanziamenti in settori strategici come costruzioni, porti, energia e trasporti. In ambito costruzioni, la divisione ha sostenuto gruppi britannici quali Balfour Beatty, Kier Group e Morgan Sindall, per un totale di circa 960 milioni di euro. Nel settore portuale, la banca ha erogato un finanziamento bilaterale di 58 milioni di euro a Associated British Ports e ha partecipato a un finanziamento di circa 240 milioni di euro per Peel Ports Group. Sul fronte della transizione energetica, la divisione di Intesa ha svolto il ruolo di Mandated Lead Arranger, insieme a un consorzio di banche, nel finanziamento di circa 2,9 miliardi di euro per il progetto Liverpool Bay CO₂ Transportation & Storage, parte del programma HyNet per idrogeno e cattura del carbonio nel Nord-Ovest dell’Inghilterra e nel Galles del Nord.
Oltre a questi ambiti, Imi Cib supporta infrastrutture sociali, trasporti e mobilità sostenibile, infrastrutture digitali e industriali e infrastrutture aeroportuali nel Regno Unito.
Fideuram accelera: nel 2025 +500 private banker, obiettivo 7.000
Secondo quanto comunicato, la crescita si basa su un mix di sviluppo organico, ricambio generazionale e acquisizione di talenti dal mercato. Nel periodo 1° gennaio-31 dicembre 2025 sono stati inseriti 460 private banker nelle reti Fideuram, Sanpaolo Invest e IW Private Investments, oltre ai nuovi ingressi nella rete di Intesa Sanpaolo Private Banking.
Oltre la metà dei nuovi inserimenti deriva dalle iniziative Next Generation, dedicate ai giovani consulenti finanziari, mentre circa un terzo è rappresentato da donne, a conferma di un progressivo equilibrio di genere. Circa il 30% dei reclutamenti riguarda profili senior provenienti dalla concorrenza, indicando una capacità di attrarre professionisti già affermati.
Guidoni: “Il 2025 un anno di accelerazione”
Andrea Ghidoni, responsabile Rete e Coordinamento Commerciale Fideuram, ha definito il 2025 un anno di accelerazione nel reclutamento: “Nel corso dell’anno abbiamo inserito 460 Private Banker nelle reti Fideuram, Sanpaolo Invest e IW Private Investments, a cui si aggiungono i professionisti entrati a fare parte della rete di Intesa Sanpaolo Private Banking”. Il manager ha poi aggiunto che “oltre il 50% dei nuovi ingressi proviene dalle iniziative Next Generation, dedicate a giovani consulenti finanziari”, con una componente femminile pari a circa un terzo degli inserimenti e circa il 30% dei reclutamenti con profilo senior proveniente dalla concorrenza, a conferma della capacità di attrarre talenti “di elevato valore e riconoscibilità sul mercato”.