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Borse oggi più forti in Asia che negli Usa e il dollaro cede dopo i ribaltoni di Trump che ora minaccia l’Iran. Oro a un soffio dai 5.000 dollari

Gli investitori vanno alla ricerca di mercati che offrono più attrattive rispetto a quello Usa dopo le mosse e contro mosse di Trump. In Asia nuovo record della Corea. Trump ha detto che gli Usa hanno una “armata” diretta verso l’Iran, sollevando preoccupazioni circa un’azione militare che potrebbe interrompere le forniture di greggio. Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Mps, Banco Bpm, Webuild

Borse oggi più forti in Asia che negli Usa e il dollaro cede dopo i ribaltoni di Trump che ora minaccia l’Iran. Oro a un soffio dai 5.000 dollari

Nonostante il clima di maggiore distensione sui mercati internazionali dopo il retromarcia di Trump rispetto alle sue minacce sulla Groenlandia e sui paesi europei, le mosse inquietanti e aggressive del presidente degli Stati Uniti hanno lasciato il segno: il dollaro Usa resta debole, Wall Street rimbalza, ma in modo contenuto, mentre sono spumeggianti i mercati asiatici e le materie prime segnano nuovi massimi storici, con l’oro a un soffio dai 5.000 dollari e l’argento a un passo dai 100 dollari l’oncia. Ciò sta testimoniando una propensione degli investitori ridimensionare l’esposizione ad asset Usa a favore di altri mercati, attratte da valutazioni più interessanti e prospettive di crescita più solide.

Intanto i prezzi del petrolio sono rimbalzati dopo che Trump ha rinnovato le minacce contro Teheran, uno dei principali produttori mediorientali, dicendo ai giornalisti che gli Usa hanno una “armata” diretta verso l’Iran, sollevando preoccupazioni circa un’azione militare che potrebbe interrompere le forniture.

Dopo aver revocato le minacce tariffarie, Trump ha dichiarato di aver garantito agli Stati Uniti l’accesso totale e permanente alla Groenlandia in un accordo con la Nato, il cui capo ha affermato che gli alleati dovranno intensificare il loro impegno per la sicurezza dell’Artico. I 27 leader dell’Unione Europea hanno tirato un sospiro di sollievo e ieri sera a Bruxelles hanno deciso di non mettere in pratica il cosiddetto “bazooka commerciale” di misure coercitive che stavano preparando contro gli Usa prima della retromarcia di Trump. Hanno detto di voler riprendere l’accordo commerciale tra UE e Stati Uniti, ma hanno avvertito di essere pronti ad agire se Trump dovesse minacciarli di nuovo.

Borse asiatiche positive, il Kospi a nuovi record. La Cina ritocca lo yuan

Le borse asiatiche sono positive e segnano nuovi record con l’indice Msci Asia Pacific salito dello 0,4%. In Corea, il Kospi, ad alto contenuto tecnologico, guadagna il +0,7% e raggiunge un nuovo massimo storico a 5021 punti.

In Giappone, Il Nikkei vede un rialzo del +0,3%. Come previsto, la Bank of Japan ha mantenuto invariato il tasso di riferimento allo 0,75%. Lo yen si è indebolito nonostante la Banca Centrale abbia rivisto al rialzo le previsioni sulla crescita e l’inflazione, facendo presumere la sua disponibilità ad aumentare i tassi. Dallo scorso ottobre, quando Sanae Takaichi è diventata primo ministro, lo yen è sceso di oltre il 4%, a causa dei timori collegati all’annunciata politica espansiva. I titoli di stato registrano deboli vendite. Il rendimento del decennale sale al 2,24%, +2 punti base, il biennale raggiunge l’1,23%, +4 punti base. Rimane stabile il trentennale. In Cina, l’Hang Seng di Hong Kong è in rialzo del +0,4%. Scende il CSI 300 -0,3%.

Le valute sono state al centro dell’attenzione, poiché la banca centrale cinese ha fissato il tasso di riferimento giornaliero dello yuan a un livello superiore a quello attentamente monitorato di 7 dollari per dollaro per la prima volta dal 2023. Il dollaro ha mantenuto le perdite dopo il calo più marcato in un mese. L’indice del dollaro, che misura la valuta statunitense rispetto a sei unità, è a 98,366 dopo essere sceso dello 0,58% nella sessione precedente, pronto a registrare un calo dell’1% in settimana. L’euro è rimasto stabile a 1,1746 dollari, aggirandosi vicino al massimo delle tre settimane toccato all’inizio della settimana, mentre la sterlina ha raggiunto 1,3496 dollari, vicino al massimo delle due settimane toccato nella sessione precedente.

La debolezza della valuta statunitense ha alimentato i guadagni dei metalli preziosi, con l’oro che ha raggiunto il record di oltre 4.965 dollari l’oncia. L’argento è a un passo dai 100 dollari l’oncia. I future sul Brent balzano dello 0,92% a 64,65 dollari al barile dopo le nuove minacce di Trump che ora si rivolgono all’Iran.

Wall Street ieri in rialzo. Nell’after hour precipita Intel

Ieri i principali indici di Wall Street hanno chiuso in rialzo, per il secondo giorno consecutivo di guadagni, dopo la retromarcia di Trump, mentre i dati economici hanno evidenziato la resilienza economica americana. Il Dow ha chiuso in rialzo dello 0,63%, S&P 500 a +0,55%, Nasdaq a +0,91%. L’indice Russell 2000 a bassa capitalizzazione è aumentato dello 0,8%, raggiungendo un massimo di chiusura record.

Tuttavia, due giorni di guadagni non hanno ancora completamente cancellato le perdite subite dai tre indici di riferimento statunitensi martedì, quando le minacce tariffarie di Trump hanno fatto tremare i mercati globali. Sia l’S&P 500 che il Nasdaq Composite sono in calo dello 0,4% questa settimana, mentre il Dow Jones Industrial Average è rimasto sostanzialmente invariato.

La stagione delle trimestrali sta accelerando e potrebbe mettere alla prova il sentiment del mercato, poiché le aziende spiegano in dettaglio come la domanda dei consumatori, le pressioni sui costi e un contesto macroeconomico instabile hanno influenzato le loro performance di fine anno. Molti dei cosiddetti “Magnifici Sette” pubblicheranno i risultati la prossima settimana. Data la loro importanza negli indici, le loro performance hanno un’influenza enorme sulla direzione generale del mercato. Le loro prospettive saranno monitorate attentamente per vedere quanta energia rimane nelle storie di crescita che finora hanno giustificato le loro valutazioni elevatissime. Tutti e sette hanno registrato guadagni ieri, guidati da Meta che è salito del 5,7% e Tesla che è salito del 4,2%. Da rilevare, come indicatore dei consumi, anche Procter & Gamble che ha guadagnato il 2,6% dopo i risultati trimestrali.

Invece Abbott, il produttore di dispositivi medici, è scivolato del 10%, il calo percentuale giornaliero più grande dal 2002, dopo aver previsto un utile per il trimestre in corso inferiore alle aspettative di Wall Street. Dopo l’orario di chiusura Intel ha pubblicato i dati, evidenziando tensioni in atto nella catena di fornitura dei chip. L’azienda ha dichiarato di aver faticato a soddisfare la domanda di chip per server destinati ai data center e il suo titolo è sceso del 13%.

Borse europee viste aprire in calo. A Piazza Affari occhi a Mps, Banco Bpm, Webuild

Le Borse europee sono attese aprire in calo. Il future Euro Stoxx 50 è a -0,3%.

Amplifon: la società è stata ammessa al regime di adempimento collaborativo (“cooperative compliance”) dall’Agenzia delle Entrate italiana.

Anima. Valuterà nel Cda del 26 gennaio la candidatura per il nuovo AD avanzata dall’azionista di riferimento Banco Bpm.

Banco Bpm. Il gruppo intende realizzare un’operazione di SRT (significant risk transfer), sostanzialmente una cartolarizzazione sintetica, che potrebbe tradursi in un beneficio di circa 15 punti base sul CET1 ratio.

Monte dei Paschi di Siena. Il Cda ha fissato al 28 gennaio una nuova riunione per deliberare sulla procedura di formazione della lista di candidati del board, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione del regolamento “in tempi rapidi”. Il Cda per l’approvazione dei risultati finanziari 2025 si riunirà il 9 febbraio.

Nexi: secondo MF, il CFO di Nexi, Bernardo Mingrone, sarebbe destinato a diventare Ceo di Tinexta, a seguito dell’acquisizione di circa il 39% del gruppo da parte di Advent e Nextalia. Tempistica non ideale alla luce del Capital Markets Day previsto per il 5 marzo.

Webuild: ha comunicato che il valore del contratto per l’estensione della Linea Rossa della metropolitana di Riyadh (annunciata il 13 gennaio) è pari a 2,75 miliardi di dollari. Il progetto, commissionato dalla Royal Commission for Riyadh City (RCRC), sarà realizzato da un consorzio in cui Webuild detiene il 30,1%, pari a circa 830 milioni di dollari.

Mondadori: le vendite al dettaglio dei libri trade sono cresciute del 4,5% nel quarto trimestre, contro un mercato a -2,4%, sostenute da un solido piano editoriale. Esercizio 2025 a +0,2%, in linea con le attese.

Seco: Seco e Boeing hanno ottenuto con successo la certificazione di progettazione per il Deck Control Device dell’MQ-25A della Marina USA. Il comunicato stampa evidenzia la partnership come un contratto rilevante e pluridecennale per Seco, anche se l’importo non è stato comunicato.

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