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Intesa Sanpaolo per il Terzo Settore, dal credito di impatto alla valutazione dei benefici sociali

Dai finanziamenti di impatto al crowdfunding, al sostegno delle categorie più fragili, al prestito d’onore: un’istantanea delle iniziative per il Terzo Settore promosse dalla Direzione Impact di Intesa Sanpaolo nell’ambito della Divisione Banca dei Territori

Intesa Sanpaolo per il Terzo Settore, dal credito di impatto alla valutazione dei benefici sociali

Dal 202 la banca guidata da Carlo Messina valuta l’impatto dei crediti concessi agli enti non profit con un modello che misura gli effetti e i benefici dei progetti e il contributo del Terze Settore all’economia italiana.

“Misurare l’impatto reale di un progetto sociale è fondamentale per dimostrare concretamente come attraverso la nostra attività si si producano benefici misurabili per le comunità in cui si opera – dichiara Andrea Lecce, responsabile della Direzione Impact. Misurarne l’impatto in modo rigoroso è doveroso per rendere il sostegno sempre più efficace e diffuso. La Direzione Impact, che opera nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese, è la struttura che coordina le attività di sostegno al Terzo Settore e alle comunità locali. “Grazie alle competenze e alle sinergie con la Banca dei Territori, avviamo progetti virtuosi con la missione di trasformare i principi di inclusione, accessibilità e sostenibilità in pratica quotidiana. In questo modo sosteniamo progetti capaci di creare lavoro, generare valore sociale e rispondere ai bisogni delle persone più fragili”, spiega Andrea Lecce.

Intesa Sanpaolo: oltre 3 euro di benefici sociali per ogni euro investito

Secondo il Rapporto annuale della valutazione d’impatto di Intesa Sanpaolo, realizzato in collaborazione con Prometeiaogni euro destinato a progetti ad alto valore sociale ha generato un ritorno superiore al triplo dell’importo erogato. La valutazione ha riguardato 664 iniziative finanziate per un valore complessivo di 155 milioni di euro, con un ritorno sociale dell’investimento (Sroi) pari a 3,3, per un impatto totale stimato di 511 milioni di euro. Anche l’effetto diretto sulle persone è significativo: circa 5.000 lavoratori hanno mantenuto o trovato un’occupazione stabile (3.000 confermati, 2.000 nuovi posti), mentre complessivamente i beneficiari sono oltre 3 milioni di persone, di cui 520 mila nuovi beneficiari.

L’impatto sociale: ambiti e competenze

Dietro i numeri ci sono storie tangibili di lavoro, formazione e reinserimento sociale. A Torino, Pausa Café, cooperativa nata nel 2004 da un progetto internazionale con produttori di caffè in Guatemala, usa il commercio equo come leva per il reinserimento sociale dei detenuti italiani. La cooperativa unisce formazione, lavoro stabile e attenzione alle filiere locali e sostenibili. L’obiettivo è ambizioso: trasformare un’attività commerciale in uno strumento di inclusione sociale e ambientale.

A Pisa, la Misericordia di Buti ha aperto una nuova sede sociale e un centro sanitario, consentendo 3.000 visite mediche specialistiche e 1.300 trasporti sanitari in un anno. Il beneficio non è solo fisico: minore stress per chi assiste i più fragili e riduzione dell’impatto sui servizi pubblici, evidenziando come un intervento mirato possa produrre effetti a cascata.

Napoli racconta un’altra sfida: i Maestri di Strada Onlus, con il progetto “Esserci nel quartiere”, hanno preso in carico 98 giovani tra i 13 e i 25 anni in situazione di marginalità. I percorsi di formazione offrono strumenti concreti per migliorare le condizioni economiche e psicologiche, e riducono la pressione sulle strutture pubbliche.

A Padova, Giotto Cooperativa Sociale ha inserito 152 persone svantaggiate, tra detenuti, ex detenuti e persone con disabilità, in attività diverse: gestione del verde, contact center, laboratori e servizi museali. In questo caso, l’inclusione diventa pratica quotidiana, con effetti sulla dignità individuale e, al contempo, sul welfare pubblico.

Queste sono solo alcune delle testimonianze del valore dei finanziamenti di impatto e dei benefici sociali apportati alle comunità e ai territori.

La Direzione Impact

La Direzione Impact opera come presidio strutturato sul territorio, con circa 100 filiali dedicate e 600 specialisti che ogni anno accompagnano più di 100 mila realtà del Terzo Settore. Circa 300 milioni di credito agevolato vengono destinati ogni anno a progetti per fasce vulnerabili della società, promuovendo inclusione, accesso ai bisogni primari e percorsi di inserimento lavorativo. La Direzione guidata da Andrea Lecce “promuove inoltre il dialogo tra imprese profit e non profit su temi ad alto valore economico e sociale e realizza momenti di approfondimento dedicati all’economia sociale. Recentemente, insieme ad Aiccon, ha presentato il XIV Osservatorio Finanza Terzo Settore, tracciando linee guida e priorità future per il Terzo Settore italiano.

Il modello operativo per il Terzo Settore: dare e fare

L’approccio della Direzione Impact si muove su due fronti. “Il nostro impegno si muove su due piani complementari: il primo è il ‘dare’, con programmi di coesione sociale che sostengono direttamente bisogni primari come casa, alimentazione, salute e vestiario; il secondo è il ‘fare’, con l’attività quotidiana della Direzione Impact, accompagniamo associazioni, cooperative e organizzazioni del Terzo Settore con strumenti finanziari dedicati e soluzioni innovative. È questa integrazione tra sostegno diretto e attività bancaria inclusiva che ci rende un partner affidabile per affrontare le sfide sociali più urgenti”, spiega Lecce.

Strumenti innovativi e iniziative

Tra gli strumenti principali ci sono MAMMA@WORK, prestito agevolato che ha supportato centinaia di mamme con oltre 8 milioni di euro per conciliare maternità e lavoro, e per-Merito, prestito d’onore fino a 75mila euro che ha permesso a oltre 45mila studenti di proseguire gli studi, con 800 milioni di euro erogati complessivamente.

A fianco del credito, la piattaforma digitale di crowdfunding For Funding ha raccolto 60 milioni di euro per 350 organizzazioni, sostenendo oltre 500 progetti dal 2017 e 5,3 milioni durante la pandemia. Con il programma Formula, Intesa Sanpaolo contribuisce direttamente alle campagne donando 2 euro per ogni prodotto della Banca acquistato dai clienti in modalità online, amplificando l’impatto e la visibilità dei progetti grazie al coinvolgimento delle Direzioni Regionali nell’ambito della Divisione Banca dei Territori.

Un approccio integrato e sostenibile

“L’integrazione di credito agevolato, valutazione d’impatto e crowdfunding dimostra che la finanza può fare molto più che erogare fondi: può fornire strumenti concreti, dati e supporto operativo, generando un cambiamento reale e misurabile. Ogni euro investito produce risultati tangibili e apre la strada a un cambiamento strutturale e duraturo, mettendo al centro inclusioneaccessibilità e sostenibilità“. conclude Lecce. “Essere la banca di riferimento per la crescita sociale e reale significa mettere a disposizione strumenti finanziari e competenze affinché tutti possano avere le medesime opportunità di benessere e sviluppo, nessuno escluso. Il Terzo Settore vuole e deve essere protagonista di un cambiamento sociale che la banca accompagna e valorizza”.

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